<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619</id><updated>2011-11-27T15:48:09.731-08:00</updated><category term='Nicole Kidman'/><category term='vita quotidiana'/><category term='società'/><title type='text'>le opinioni dei lettori</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>129</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3192430786910021870</id><published>2009-04-30T03:49:00.000-07:00</published><updated>2009-04-30T03:50:30.159-07:00</updated><title type='text'>W il primo Maggio 2009, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;W il primo Maggio 2009. Il mondo ha bisogno di pace e di giustizia per garantire a tutti l’accesso ai diritti umani fondamentali, gestendo il bene pubblico globale attraverso istituzioni internazionali democratiche. Cibo, acqua, giustizia, libertà, pace e lavoro per tutti. Festeggiare il 1 maggio è una scelta simbolica: infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue. Da oltre un secolo questa è una festa di lotta e di impegno civile per tutti: lavoratori, disoccupati ed emarginati. E' diventato un appuntamento anche il tradizionale concerto che i sindacati confederali organizzano in piazza San Giovanni a Roma. Ma mi accorgo solo ora di non essermi ancora presentato. Rimedio subito. Mi chiamo Mario, sono romano ed abito ad Ostia. Sono un uomo di città, abituato alla minacciosa e benigna cacofonia metropolitana. Tanto che, a volte, le incursioni nel silenzio extraurbano mi innervosiscono. Nessuno sa niente di me. Mi sono tenuto fuori dai radar. Le persone che hanno conosciuto mio padre, affermano che sono il suo ritratto. Lui, il poeta Antonio Valeriano, ha più volte mostrato il proprio coraggio, ma ancora di più ne ha dimostrato nell’ultima battaglia, quella contro la malattia che nel 1992 lo ha ucciso, ma non piegato. Ho sempre fatto tesoro dei suoi consigli. So quando è il tempo di passare all’azione o di starne fuori. Tuttavia ci sono cose che facciamo perché ne abbiamo voglia e altre che facciamo perché ci tocca. Questione di sopravvivenza. E’ scontato dire che lavorare rientra nella seconda categoria. Certo, le mie finanze non sono proprio solide. Tuttavia non ho, per questo motivo, mai avuto problemi mentali o emotivo e non faccio uso di antidepressivi. Porto la fede all’anulare, ho i capelli precocemente argentati e amo prendere la vita con humour e noncuranza. In Ufficio non ho fatto molta strada. Non sono nemmeno rimasto al palo. Non tiro certo a campare ma, non avendo raccomandazioni da sfruttare, dovrei mettere ancora di più l’anima nel mio lavoro. In ogni caso mi sento il sole dentro questa mattina e non solo perché sta arrivando la festa del 1 maggio. Rivolgo lo sguardo fuori dalle mura domestiche. Ecco, l’ho fatto. E cosa vedo intorno a me? Liberali, radicali, membri delle minoranze tanto sul piano razziale quanto sull’orientamento sessuale, sostenitori dei programmi sociali, dell’assistenza sanitaria migliore per i poveri, del diritto all’aborto, dei diritti dei gay, dei detenuti, dei lavoratori che giustamente lottano per difendere i loro diritti continuamente messi in pericolo da forze reazionarie più o meno temibili. Non amo i reazionari e detesto gli integralisti. Entrambi da evitare come la peste. Si pensa sempre che gli assolutisti, dogmatici e prepotenti, di qualsiasi colore politico, siano quelli che mettono le bombe negli edifici pubblici, ma quella gente non ha il monopolio quando si tratta di uccidere per i propri principi. Tanto è vero che buona parte del terrorismo risulta essere opera di fanatici religiosi, i soli veri estremisti radicali. Del resto gli eccessi confessionali non li ho mai compresi. Sono robe medievali, che appartengono a culture a noi europei ormai lontane anni luce! Quasi certamente in luoghi così distanti anche le regole del vivere sono diverse, forse ciò che è buono a Roma ed a Firenze non lo è a La Mecca o a Medina, dove gli uomini vedono la realtà secondo il loro modo di intendere e di considerare. Inquietante. Ma sono riflessioni che non mi toccano più di tanto, cose che non racconterò di certo al mio secondogenito Alessandro quando sarà più grande. Forse in quei posti la mancanza di libertà comprime ogni possibilità di progettare. Comunque io, cittadino dell’Urbe, auspico un ritorno alla riscoperta delle nostre tradizioni. Ma adesso, silenzio! Ho un’idea. Vado a san Giovanni, dove sta per cominciare il concerto del 1 maggio, evento da non perdere per un appassionato di musica come me. Il concerto si terrà a partire dalle ore 16 e fino alle 24 ed il presentatore dell’evento sarà Sergio Castellitto.Questo l’elenco dei cantanti annunciati che saranno presenti al Concerto Primo Maggio a Roma 2009: Afterhours con 2 ospiti eccezionali: Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Samuel Romano dei Subsonica; il gruppo Indie composto da Roberto Angelini; Beatrica Antolini; Cesare Basile; Paolo Benvegnù; Dente e Marta Sui Tubi; Asian Dub Foundation; Enzo Avitabile e i Bottari di Portico; Bandabardò; Edoardo Bennato; Caparezza; Casinò Royale; Cisco; Giorgia; Motel Connection; Nomadi; PFM; Marina Rei; Vasco Rossi; Smoke; Paola Turci. Sì, é vero: é stata confermata la presenza del grande Vasco Rossi, la sua esibizione dovrebbe durare circa 45 minuti ed inizierà alle ore 21:00. Il tema artistico del concerto sarà “Il mondo che vorrei”: l’ intero concerto del 1 Maggio 2009 ha preso in prestito il titolo dell’ ultimo nuovo album live di Vasco Rossi (il Cd + Dvd live “Il mondo che vorrei”, tratto dal doppio concerto di Vasco Rossi allo stadio Dall’Ara di Bologna del settembre scorso, pubblicato anche nella versione ad alta definizione blu-ray). Nondimeno ricordiamoci che, musica a parte, dietro a questo concerto c'è un'ideologia importante. Quella della libertà. Da difendere a ogni ora. E non mi si venga a dire che sono un visionario o uno scaltro nostalgico. Sono solo un idealista, forse utopista. Probabilmente un ingenuo sognatore. Buon 1 maggio a tutti! Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3192430786910021870?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3192430786910021870/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3192430786910021870' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3192430786910021870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3192430786910021870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/04/w-il-primo-maggio-2009-di-mario.html' title='W il primo Maggio 2009, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3629135454594599525</id><published>2009-04-24T04:30:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T04:40:06.533-07:00</updated><title type='text'>25 aprile. Festa della Liberazione, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>Stasera di pensieri ce n’è un’insalata. Chiaramente non sono saggio come Marco Aurelio Antonino, imperatore filosofo e valoroso. Non so tenere una conversazione brillante, ma forse un pregio ce l’ho: sono abituato a contare solo su di me senza aspettarmi mai favori piovuti dal cielo, come mi aveva insegnato Nonna Jole. Non posso dimenticarmi il suo volto saggio e profumato, gli occhi celesti e i capelli grigi raccolti dietro la testa. Brrr. Mi sento gelare a questi ricordi. Lasciamo stare. Con mia moglie decidiamo di cenare al Reginus di Collevecchio. Tortellini alle noci e Merlot del 2004. Complimenti, Pierangelo! Ma ecco che, riflettendo e rimuginando, a un tratto ci troviamo, ahinoi, coinvolti in mistiche congetture. Nostro malgrado, sia ben chiaro! Ecco, davanti a me vedo il discepolo senza nome vicino a Maria di Cleofa, mentre al suo maestro crocifisso gli viene inferto un colpo di lancia nel petto. Intanto Anna, il sacerdote assassino, ride del Gesù morente sulla croce, insieme a Satana, capo delle forze del male, che perde però la battaglia definitiva quando Cristo, l’Unto, risorge.  “Eli, Eli, lemà sabactàni?” Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? Mi servo del dogma per uscire fuori dai miei dubbi razionali. Quindi penso al Corano, che non ha difficoltà nell’esortare a diffondere le sue verità religiosa anche con la forza fisica. E’ facile dire che la nostra arma è la parola. Mi ricordo che alcuni giorni fa ho rivolto queste mie devote perplessità a Stefano, mio fratello. Ricordo anche che lui, sornione, mi ha lanciato un’occhiata stupita, consigliandomi di non fumare troppo pakistano nero. Mah… Cosa avrà voluto dire? Simonetta interrompe bruscamente le mie divagazioni mistiche, ricordandomi che dopodomani è Festa. E che Festa! Cavolo, il prossimo 25 aprile sarà il 64° anniversario della Liberazione dell’Italia dagli occupanti nazisti. Una pagina importante della storia italiana, che fu scritta grazie ai soldati alleati ma con il contributo determinante degli italiani,  partigiani e militari, chiudendo il periodo della dittatura e aprendo la strada alla libertà, alla nascita della Repubblica e alla nuova Costituzione. Certo, la Festa della Liberazione è una giornata per ricordarci che i diritti, il benessere, la libertà dei quali godiamo non sono qualcosa di scontato. Troppa gente se ne dimentica. Non riesco a capire. Eppure molti sono morti per garantirci queste conquiste. Forse il punto è questo: spetta a noi difenderle, tenendole vive nella coscienza e negli atti di ogni giorno. E’ proprio vero: per questo il 25 aprile deve essere veramente una giornata di Festa! Ritorniamo a Ostia, sazi e contenti. Ho deciso, del resto. Dopo questa ottima cena al Reginus di Collevecchio, domani mi rivedrò “Roma città aperta”, il film che racconta una storia ambientata nella Roma del 1944. Un capo della Resistenza, l’ingegner Manfredi, è braccato dai tedeschi. Trova rifugio da Pina, una donna del popolo, vedova con un figlio, che sta per risposarsi con Francesco, un tipografo anche lui legato alla Resistenza. Marcellino, il figlio di Pina, riesce a mettere in contatto l’ingegnere con don Pietro, un prete che ha già collaborato in passato con i partigiani. Quando anche Francesco viene portato via, Pina corre inseguendo il camion, ma una raffica di mitra la uccide sotto gli occhi impietriti della gente e del figlio. Manfredi viene sottoposto a tortura e muore, ma senza parlare; don Pietro, anche lui arrestato, è costretto ad assistere alla scena e maledice gli assassini. Poi, nel piazzale di un forte, don Pietro, fatto sedere su di una sedia, viene fucilato alla schiena sotto gli occhi dei ragazzini della sua parrocchia. E questa è la fine del film. Che bello! Vi piacciono tutte  queste ingiustizie? Figuratevi: a me manco per idea. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3629135454594599525?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3629135454594599525/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3629135454594599525' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3629135454594599525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3629135454594599525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/04/25-aprile-festa-della-liberazione-di.html' title='25 aprile. Festa della Liberazione, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-9053893990799813543</id><published>2009-04-09T07:16:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T04:35:33.965-07:00</updated><title type='text'>Liberi dagli Ogm, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:19px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Ecco: sto scrivendo perché mi sono spaventato nel leggere che la trippa e la polenta sono cancerogeni. Il pesto anche. Immagino, invece, che il cous cous sia sanissimo. Che tristezza! I fautori degli Ogm e del cibo Frankenstein sembrano voler cancellare persino i piatti simbolo della storia gastronomica italiana, avvelenare (con la paura, l’ansia, la minaccia) il grande gusto della tradizione, in un tentativo di sradicamento che, peraltro, tocca numerosi altri ambiti. Occorrerebbe protestare per questi attentati, non solo al buongusto, ma anche al nostro palato! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Protesta, infatti, l’associazione Slow Food, che ha lanciato nei giorni scorsi un appello: “Più biodiversità, meno Ogm”, perché davvero non può essere vero che il cibo delle nonne faccia male e quello geneticamente modificato renda invece più giovani e aitanti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Alla mobilitazione hanno risposto molti ristoranti sparsi in tutta Italia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Un tuffo nella sana tradizione italiana, alla faccia di chi, forse, ci vorrebbe tutti a fare la fila da Mc Donald’s. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Lo sforzo è necessario, mentre si moltiplicano i tentativi di propagandare gli alimenti geneticamente modificati come più sicuri e buoni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Serve, invece, grande chiarezza, corretta informazione, difesa dei prodotti tradizionali e di chi li coltiva, rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Sono molti ormai gli Enti locali (tra Regioni, Province e Comuni) che hanno già promulgato norme per dichiararsi “Ogm-free”, liberi da Ogm. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Anche io vorrei, oggi idealmente schierarmi su questo fronte sempre più vasto, armandomi… di buon appetito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-9053893990799813543?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/9053893990799813543/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=9053893990799813543' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9053893990799813543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9053893990799813543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/04/liberi-dagli-ogm-di-mario-pulimanti.html' title='Liberi dagli Ogm, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8612186596647132518</id><published>2009-04-08T02:24:00.000-07:00</published><updated>2009-04-08T02:27:00.822-07:00</updated><title type='text'>Terremoto. Pezzi di me che continuano a cadere, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Terremoto, ICI e senso di impotenza&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sveglio. Sono le sei. Non riesco a riaddormentarmi. Allora, mi alzo esco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ ancora buio. Entro in un vicolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fetore che arriva da lì è tremendo come quando, per strada, fai un passo e il tuo piede scivola invece di posarsi, e capisci subito che quella cosa scivolosa è una schifezza, prima ancora di sentire l’odore della merda di cane che dovrai scavarti via dalla suola della scarpa. Vedo un  bar, appena aperto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Entro. Ordino un caffè.Mi  siedo a un tavolo. Di fronte a me la tivvù sta parlando del terremoto di ieri. Duecento morti accertati e 1.500 feriti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo l'ultimo bilancio delle vittime del terremoto che ieri mattina ha colpito la provincia dell'Aquila. La stima è di fonti sanitarie. Un bilancio che, secondo le stesse fonti, è quasi certamente destinato ad aggravarsi ulteriormente. Tra le vittime anche diversi bambini. I feriti sono stati dislocati negli ospedali abruzzesi e in nosocomi fuori regione. Spaventoso il numero degli sfollati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Stiamo dando assistenza ad almeno 20-25 mila persone", ha riferito in serata Bernardo De Bernardinis, vicecapo dipartimento operativo della Protezione civile. Ma è "difficile fare una stima del totale degli sfollati. C'è bisogno di almeno 48-72 ore, anche per le verifiche relative all'agibilità". Tuttavia, la stima dei 50.000 sfollati, secondo De Bernardinis, "potrebbe essere realistica". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto alla situazione relativa all'energia, al gas e alla luce, "c'è stata una sorpresa positiva, in quanto sono scesi i distacchi di energia a circa 4.000 dai 20.000 iniziali". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un esperto lo aveva detto, che stavolta sarebbe stato diverso, ma nessuno gli ha creduto: e d'altra parte pare che la sua sia stata solo fortuna, se di fortuna in questa storia si può parlare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il terremoto s'è mangiato le case, i paesi, le persone. Onna, borgo di 500 persone, non c'è più. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Improvvisamente la porta del bar si spalanca, ed entrano un paio di avventori mattinieri come me, gettandosi alle spalle mozziconi di sigarette. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Odorano di fumo e di aria fredda. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La luce nel vicolo, da nera, sta diventando blu scuro. Da lontano riecheggia il mormorio d’oceano del traffico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ora di punta mattutina. Leggo un giornale che si trova sul banco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vengo così a sapere che è caos sull'esenzione Ici prima casa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si avvicina il momento di pagare l'Ici  e l'incertezza è grande. La gestione dell'Ici 2009 rischia di creare notevoli problemi ai contribuenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parte la vera e propria abitazione, sulla quale è pacifico che la tassa non si paga, ci sono poi tutti gli immobili assimilabili alla prima casa sui quali i Comuni stanno andando in ordine sparso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è chi decide di escludere i garage o chi elimina ogni equiparazione, per esempio la casa data a titolo gratuito ad un figlio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre l'interpretazione restrittiva del Dipartimento delle Finanze sta creando reazioni diverse fra i Comuni, e ci sono Comuni che addirittura stanno chiedendo indietro ai cittadini quanto non pagato lo scorso anno perché lo scorso anno questi Comuni avevano riconosciuto l'esenzione del pagamento dell'imposta su immobili che invece erano tassabili, secondo la nuovissima interpretazione delle Finanze. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma senza arrivare a chiedere i soldi dello scorso anno comunque per il 2009 si preannuncerebbe un conto Ici più pesante per i cittadini. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infatti vari Comuni considerano esenti dall’ICI solo le abitazioni principali che sono dimora abituale del proprietario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che caos!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basta, prendo il caffè ed esco. Passeggio sul lungomare. Arrivo al Pontile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante il percorso dal Pontile al Porto, il tempo cambia. Il vento monta e nuvole scure prendono a calcare il cielo della sera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando arrivo al Pontile, vedo le onde abbattersi contro i frangiflutti mentre la spuma turbina sopra la carreggiata in grossi ciuffi bianchi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi appoggio sul balconcino del belvedere. Penso a quando ero ragazzo. Alla Garbatella. Rientravo dall’Università, stanco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo stesso tempo avevo la sensazione di essere atteso, che sarei stato accolto da un cenno soddisfatto di mio padre, seduto con un libro nella poltrona, salutato con un sorriso affettuoso da mia madre, in piedi sul ballatoio con i gomiti poggiati al parapetto, e dalla tacita approvazione di mio nonna Jole che, voltata di spalle, sistemava i piatti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’erano tutti membri della famiglia Pulimanti, nella polvere sui ripiani, nelle ombre tra i mobili e nell’aria, che si spostava riluttante quando la porta di casa si apriva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Penso a Collevecchio. Un paese molto tranquillo. Lì, certe volte mi sorprendo ancora ad ascoltare il silenzio. Lì, mi illudo di sentire le voci dei miei nonni. E’ un attimo di speranza che pago con una fredda delusione, e che si dirada con il passare del tempo e lo sbiadire dei ricordi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meglio non guardare più solamente al passato e a ciò che ho perduto. Conviene guardare, invece, al presente e al futuro. E va bene. Sono un pendolare di Ostia. Frustrato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo non c’è da essere sconsolati. Ho un bel lavoro, molte relazioni sociali e affettive. Alcune importanti. Come l’amore per la mia famiglia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E mi resta ancora un pò di tempo per rimediare al resto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte, io e Simonetta sappiamo esattamente quali tasti toccare per far perdere le staffe l’uno all’altra, e la difesa diventa presto attacco una volta che le parole hanno preso l’abbrivio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riprendo a camminare. Come un vecchio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metto un piede davanti all’altro: un lento, regolare trascinarmi. Riesco a malapena a mettere un piede davanti all’altro. In mezzo alla gente. La gente come me.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quelli che stanno a poche fermate dalla mediocrità, quelli dei desideri irrealizzabili, e la cui realtà non é certo desiderabile. Quelli che invidiano, ma lusingano, quelli che non vuoi conoscere, che soltanto parlarci ti sembra una perdita di tempo. Quelli che spuntano da qualche parte, ridendo alla battute che non hai neanche ancora fatto. Quelli che ti fanno pena e che odi, quelli che temi e che in parte ti affascinano, quelli che potresti essere tu, e viceversa: sono loro la causa di sensi di colpa, rabbia e frustrazione, conflitto interno, distorsioni di personalità, manie di grandezza, paranoia, megalomania, incubi, problemi di abuso di sostanze e persino dell’emicrania.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dovrei cambiare atteggiamento. Dovrei affrontare la realtà, modificare il mio atteggiamento e guardare da un’altra parte. Ma non lo farò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non posso farlo. Non ancora. Laureato. Specializzato. Sottopagato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra pochi anni mi congederò con la mia brava pensione statale. Sono dispiaciuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio fallimento. Mi sento disintegrato. Mi sento come se fossi stato preso a botte fino allo sfinimento. Ci sono pezzi di me che continuano a cadere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scoppio a piangere lacrime meritate e, in un certo senso, benefiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Mario Pulimanti &lt;/span&gt;(Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8612186596647132518?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8612186596647132518/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8612186596647132518' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8612186596647132518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8612186596647132518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/04/terremoto-pezzi-di-me-che-continuano.html' title='Terremoto. Pezzi di me che continuano a cadere, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8752322920694352736</id><published>2009-04-03T10:06:00.000-07:00</published><updated>2009-04-03T10:09:21.903-07:00</updated><title type='text'>Papa Wojtyla, un Uomo di Pace, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quattro anni fa, il 2 aprile 2005 all’età di 84 anni muore Papa Wojtyla nel suo appartamento privato. Sono le ore 21 e 37.  L’annuncio della morte viene dato dal portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. Un “Amen” è l’ultima parola pronunciata da Papa Wojtyla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notizia della morte del Grande Papa viene comunicata ai fedeli presenti in Piazza San Pietro, circa 100 mila, che accolgono la notizia in silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi si leva un lungo applauso. In molti piangono, altri guardano la finestra al terzo piano del palazzo apostolico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cardinale Angelo Sodano, segretario di stato, intona il De Profundis per Giovanni Paolo II. Un altro applauso accoglie il termine della preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io sono un romano, testaccino di nascita che, dopo aver passato l’adolescenza alla Garbatella, dal 1984 vive ad Ostia “il mare di Roma”. Scrivo queste riflessioni per parlare del mio Papa Wojtyla che io, come penso molti altri romani, abbiamo sempre ritenuto un nostro concittadino, anche se nato in Polonia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, Papa Woityla era un romano come noi, tanto è vero che quella sera di 35 anni fa violò il cerimoniale non limitandosi a dare la benedizione, ma volle presentarsi a noi romani, complice pure quel simpatico errore di italiano: “Se mi sbaglio, mi corriverete”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La paura di Wojtyla fu all’inizio, a mio parere, proprio quella che la sua provenienza polacca aggravasse il peso della già enorme responsabilità papale. Ma la sua paura durò poco. Difatti già alla prima presentazione, quella sera del 16 ottobre del 1984, l’accoglienza di noi romani fu molto calda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invero pochi giorni dopo, il 22 ottobre, inaugurando il suo ministero, ecco che ripropose ancora la romanità come sua seconda natura affermando: “Alla sede di Pietro a Roma sale oggi un vescovo che non è romano. Un vescovo che è figlio della Polonia, ma da questo momento diventa pure lui romano. Sì, romano!”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molte volte, nei suoi 30 anni di pontificato, ricordò, infatti, di vivere nel più stretto legame e nella più profonda comunione con la sua Roma e soprattutto per ricordare spesso che “il Papa venuto da lontano si sente vivamente e profondamente romano, desideroso di servire nel miglior modo possibile l’amatissimo popolo di Roma“.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel timore di non essere accolto bene da noi romani si era, però, presto trasformato nello stupore e nella gratitudine per l’accoglienza che noi romani abbiamo sempre manifestato verso di Lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ora, a quattro anni dalla sua morte ed a 35 anni da quella paura ingiustificata, mi piace ricordare che noi romani lo abbiamo considerato sempre uno di noi. E noi romani non ci siamo mai dimenticati delle tante volte che ha detto: “Roma, mia Roma, ti benedico e con te benedico i tuoi figli e tutti i tuoi progetti di bene!”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Papa Wojtyla è stato anche un Uomo di Pace. “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male»: questo era stato, difatti, il messaggio di Giovanni Paolo II nella trentottesima Giornata mondiale della pace che si era celebrata il 1 gennaio 2005, un vero inno all’amore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;”L’amore è l’unica forza capace di condurre alla perfezione personale e sociale, l’unico dinamismo in grado di far avanzare la storia verso il bene e la pace”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il male non si sconfigge con il male: su quella strada, infatti, anziché vincere il male, ci si fa vincere dal male, aveva affermato, per poi indicare che la pace è un bene da promuovere con il bene, da custodire e coltivare mediante scelte e opere di bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella diffusa incertezza collettiva tra bene e male, ci viene ricordato che il male non è una forza anonima che opera nel mondo in virtù di meccanismi deterministici e impersonali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Precisava infatti Papa Wojtyla: “Il male ha sempre un volto e un nome: il volto e il nome di uomini e di donne che liberamente lo scelgono”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa occasione il Papa Wojtyla aveva del resto spiegato che ”nessun uomo, nessuna donna di buona volontà puo’ sottrarsi all’impegno di lottare per vincere con il bene il male. E’ una lotta -aveva ribadito Papa Wojtyla- che si combatte validamente soltanto con le armi dell’amore. Quando il bene vince il male, regna l’amore e dove regna l’amore regna la pace”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Papa aveva quindi specificato che ”cio’ è vero anche in ambito sociale e politico. A questo proposito -spiegava Wojtyla- Leone XIII scriveva che quanti hanno il dovere di provvedere al bene della pace nelle relazioni tra i popoli devono alimentare in se’ e accendere negli altri la carità, signora e regina di tutte le virtu”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovanni Paolo II aveva quindi aggiunto che ”è in virtu’ della vita nuova di cui Egli ci ha fatto dono che possiamo riconoscerci fratelli, a di la’ di ogni differenza di lingua, di nazionalità, di cultura”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;”Di fronte ai drammatici scenari di violenti scontri fratricidi, in atto in varie parti del mondo, dinanzi alle inenarrabili sofferenze ed ingiustizie che ne scaturiscono, l’unica scelta veramente costruttiva è di fuggire il male con orrore e di attaccarsi al bene, come suggerisce San Paolo”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questo messaggio, pronunciato durante la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2005, Giovanni Paolo II aveva scelto come tema di riflessione un versetto della Lettera ai Romani di San Paolo: ”Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto questo messaggio papale sulla pace, viene collocato dentro un’articolata e complessa riflessione sul bene e il male, secondo la quale la pace viene definita come un “bene da promuovere con il bene: essa è un bene per le persone, per le famiglie, per le Nazioni e per l’intera umanità; è però un bene da custodire e coltivare mediante scelte e opere di bene”’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Papa Wojtyla aveva continuato così nella prima parte del suo messaggio: ”Il male non è una forza anonima che opera nel mondo in virtù di meccanismi deterministici e impersonali. Il male ha sempre un volto ed un nome: il volto e il nome di uomini e donne che liberamente lo scelgono”. ”A cercarne le componenti profonde -osservava il Papa- il male è, in definitiva, un tragico sottrarsi alle esigenze dell’amore”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo discorso del 1 gennaio 2005 Papa Wojtyla aveva poi fatto un preciso riferimento ai mali che affliggono paesi come l’Africa e la Palestina e, non ultimo, alla piaga del terrorismo. E, più in particolare, aveva detto: ”Come non constatare con amarezza che il dramma iracheno si prolunga, purtroppo, in situazioni di incertezza e di insicurezza per tutti?”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altra questione che era stata affrontata dal Papa nel suo messaggio per la pace era la lotta alla poverta’, obiettivo principale dell’azione della comunita’ internazionale. Nel trattare il problema della poverta’ Giovanni Paolo II si soffermava sul debito estero dei Paesi poveri. Cio’ nonostante il Papa osservava che ”i Paesi poveri restano prigionieri di un circolo vizioso: i bassi redditi e la crescita lenta limitano il risparmio e, a loro volta, gli investimenti deboli e l’uso inefficace del risparmio non favoriscono la crescita”. Infine concludeva che ”Possano i popoli africani -aggiunge il Papa- prendere in mano da protagonisti il proprio destino e il proprio sviluppo culturale, civile, sociale ed economico. L’Africa cessi di essere solo oggetto di assistenza, per divenire responsabile soggetto di condivisioni convinte e produttive. Un’eredità straordinaria quella lasciata alla Chiesa da Giovanni Paolo II, il Papa che ha toccato il cuore del mondo intero, per il quale hanno pregato Ebrei e Musulmani. Un patrimonio che, comunque, il suo successore, Papa Benedetto XVI sta da una anno continuando e sviluppare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In ogni modo a me sembra ancora di vedere Papa Wojtyla baciare la terra, venerare la Natura, abbracciare gli uomini di tutte le razze con cordialità estrema, di rispettare sinceramente le altrui vocazioni e fedi. Lui, l’ex operaio polacco, sportivo amante della montagna, è stato però anche e soprattutto il Papa della Pace, del tutto alieno dagli intrighi della politica. Sempre contro ad ogni guerra, uomo del dialogo e, in senso lato, della politica, ha sostenuto con forza che “non possiamo vivere tutti assieme se non in pace”. Buono e generoso, lontano da ogni fanatismo e contrario ad a ogni crudeltà, ha cercato sempre di salvare vite, di mitigare la sorte dei prigionieri, di esortare al perdono, alla misericordia, alla ricerca dell’accordo. Papa Wojtyla è stato un papa di pace, importante per uomini di tutte le fedi e di tutte le convinzioni ideali; soprattutto nell’ultimo decennio i suoi pronunciamenti contro le guerre e per la giustizia nell’uso delle risorse a livello planetario sono stati importanti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda la vita interna della Chiesa cattolica il suo pontificato ha fatto fare alcuni passi in avanti, come per esempio sul dialogo interreligioso e sui “mea culpa” .&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul mea culpa nei confronti degli ebrei, poi, Papa Wojtyla era stato protagonista, aveva preso lui l’iniziativa ed era andato avanti. Non solo quando era andato a visitare la sinagoga di Roma, ma anche durante il Giubileo del 2000, allorché aveva inserito la sua richiesta di perdono nel Muro del pianto ed aveva visitato lo Yad Vashem. Egli aveva voluto eliminare una volta per sempre il malinteso sentimento di diffidenza verso gli ebrei. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Del resto il grido di Papa Woityla si sostanziava di indicazioni preziose. La vita è bene fondamentale e presupposto della convivenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò implica rispetto della persona, integrità delle relazioni familiari, protezione dell’uomo dal concepimento alla morte naturale, con esclusione delle scorciatoie del divorzio, dell’aborto e dell’eutanasia, oltreché del tecnicismo avventuristico della biologia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È su questo radicale fondamento che si situava la condanna della guerra, nemica primaria della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pace è la premessa per un rinnovamento delle relazioni sociali e statuali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Essa risulta assai esigente richiedendo un tenace esercizio della ragione. È in nome degli stessi valori, dopo la caduta del Muro di Berlino, che aveva criticato anche l’ovest, sottolineando i limiti del liberismo economico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche quello ad una sola dimensione, quella del mercato e del profitto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Papa Wojtyla aveva, sopra ogni altro, indirizzato i suoi sforzi in una direzione precisa: quella di applicare gli insegnamenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, specialmente dal punto di vista del rapporto con le altre religioni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innumerevoli erano state le occasioni nelle quali il Pontefice aveva sottolineato questo rispetto della Chiesa cattolica nei confronti delle altre religioni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E lo aveva messo in pratica accettando di incontrare i leader religiosi. Non c’è dubbio che il contributo più significativo, da questa angolazione, era stato l’incontro di preghiera per la pace nel mondo ad Assisi nel 1986.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quattro anni dalla tua morte, ti dico ancora “Grazie Papa Wojtyla, difensore della pace e delle libertà democratiche, sincero predicatore della fratellanza e dell’amore fra tutti i popoli per aver parlato di pace, libertà, diritti, amore tra i popoli ad un mondo che andava in un’altra direzione”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Egli è stato il Papa dell’intelligenza e dell’amore uniti assieme. Papa Benedetto XVI ha ereditato un fardello pesante: l’esempio di Papa Wojtyla. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vale a dire un messaggio universale di pace, di tolleranza, di accettazione serena della sofferenza e delle difficoltà della vita. Insomma un uomo che si è trasformato in un grandissimo Papa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel Papa dei cambiamenti, anche dolorosi, e che ormai vecchio e stanco aveva cercato fino all’ultimo nelle preghiere dei fedeli il sostegno e la forza per poter continuare la sua missione e che resterà per sempre nei cuori della gente come un Padre nella vita dei propri figli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lui, il primo Papa polacco della storia, il Grande Papa che aveva sempre avuto una grande devozione per la Madonna, tanto da scegliere come stemma episcopale la lettera M di Maria insieme alla croce ed il motto Totus Tuus: “ Totus tuus ego sum” (“O Maria, io sono tutto tuo, e tua e’ ogni cosa mia!”) ha lottato per la Pace, anche religiosa, tra i popoli meritando per questo un indiscusso, unanime ed universale rispetto -e non solamente dai cattolici come me- perché i suoi 26 anni di pontificato hanno cambiato il mondo e la storia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E che Papa Wojtyla sia stato un Uomo di Pace è dimostrato, inoltre, anche dal suo discorso del 1 gennaio del 2005, il suo ultimo Capodanno terreno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» (Rm 12,21): era stato questo il messaggio di Giovanni Paolo II nella trentottesima Giornata mondiale della pace, un  vero inno all’amore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;”L’amore è l’unica forza capace di condurre alla perfezione personale e sociale, l’unico dinamismo in grado di far avanzare la storia verso il bene e la pace”. Era un inno all’amore questo messaggio di Giovanni Paolo: non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. Il male non si sconfigge con il male: su quella strada, infatti, anziché vincere il male, ci si fa vincere dal male, aveva affermato, per poi indicare che la pace era un bene da promuovere con il bene, da custodire e coltivare mediante scelte e opere di bene. Nella diffusa incertezza collettiva tra bene e male, ci veniva ricordato che il male non era una forza anonima che operava nel mondo in virtù di meccanismi deterministici e impersonali. Precisava infatti Papa Wojtyla: “Il male ha sempre un volto e un nome: il volto e il nome di uomini e di donne che liberamente lo scelgono”. In questa occasione il Papa Wojtyla aveva  del resto spiegato che ”nessun uomo, nessuna donna di buona volontà puo’ sottrarsi all’impegno di lottare per vincere con il bene il male. E’ una lotta -aveva ribadito Papa Wojtyla- che si combatte validamente soltanto con le armi dell’amore. Quando il bene vince il male, regna l’amore e dove regna l’amore regna la pace”. Il Papa aveva quindi specificato che ”cio’ è vero anche in ambito sociale e politico. A questo proposito -spiegava Wojtyla- Leone XIII scriveva che quanti hanno il dovere di provvedere al bene della pace nelle relazioni tra i popoli devono alimentare in se’ e accendere negli altri la carità, signora e regina di tutte le virtu”’. Giovanni Paolo II aveva quindi aggiunto che ”è in virtu’ della vita nuova di cui Egli ci ha fatto dono che possiamo riconoscerci fratelli, a di la’ di ogni differenza di lingua, di nazionalità, di cultura”. ”Di fronte ai drammatici scenari di violenti scontri fratricidi, in atto in varie parti del mondo, dinanzi alle inenarrabili sofferenze ed ingiustizie che ne scaturiscono, l’unica scelta veramente costruttiva è di fuggire il male con orrore e di attaccarsi al bene, come suggerisce San Paolo”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questo messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2005, Giovanni Paolo II aveva infatti scelto come tema di riflessione un versetto della Lettera ai Romani di San Paolo: ”Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male”. Tutto questo messaggio papale sulla pace, veniva collocato dentro un’articolata e complessa riflessione sul bene e il male, secondo la quale la pace veniva definita come un  “bene da promuovere con il bene: essa è un bene per le persone, per le famiglie, per le Nazioni e per l’intera umanità; è però un bene da custodire e coltivare mediante scelte e opere di bene”’. ”A cercarne le componenti profonde -osservava il Papa- il male è, in definitiva, un tragico sottrarsi alle esigenze dell’amore”. Con questo discorso del 1 gennaio 2005 Papa Wojtyla aveva poi fatto un preciso riferimento ai mali che affliggono paesi come l’Africa e la Palestina e, non ultimo, alla piaga del terrorismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, più in particolare, aveva detto: ”Come non constatare con amarezza che il dramma iracheno si prolunga, purtroppo, in situazioni di incertezza e di insicurezza per tutti?” Altra questione che aveva affrontato Papa Wojtyla nel suo messaggio per la pace era la lotta alla poverta’, obiettivo principale dell’azione della comunita’ internazionale. Nel trattare il problema della poverta’ Giovanni Paolo II si soffermava sul debito estero dei Paesi poveri. Cio’ nonostante il Papa osservava che ”i Paesi poveri restano prigionieri di un circolo vizioso: i bassi redditi e la crescita lenta limitano il risparmio e, a loro volta, gli investimenti deboli e l’uso inefficace del risparmio non favoriscono la crescita”. Infine concludeva che ”Possano i popoli africani -aggiunge il Papa- prendere in mano da protagonisti il proprio destino e il proprio sviluppo culturale, civile, sociale ed economico. L’Africa cessi di essere solo oggetto di assistenza, per divenire responsabile soggetto di condivisioni convinte e produttive. Un’eredità straordinaria quella lasciata alla Chiesa da Giovanni Paolo II, il Papa che aveva toccato il cuore del mondo intero, per il quale hanno pregato Ebrei e Musulmani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quattro anni fa i fedeli gridavano il loro incitamento: “Santo subito!”, tanto che appena insidiatosi,  Papa Ratzinger  ha subito proceduto alla causa di beatificazione di Wojtyla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, Papa Wojtyla il Grande,  subito Santo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma) &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8752322920694352736?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8752322920694352736/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8752322920694352736' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8752322920694352736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8752322920694352736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/04/papa-wojtyla-un-uomo-di-pace-di-mario.html' title='Papa Wojtyla, un Uomo di Pace, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4778502661148972669</id><published>2009-04-02T08:44:00.000-07:00</published><updated>2009-04-02T08:46:32.014-07:00</updated><title type='text'>La mia Pasqua, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cuore della fede cristiana è nell’annuncio pasquale, che risuona da duemila anni nel mondo: “Cristo, nostra speranza, è risorto!” Credere, infatti, che Gesù è risorto, significa accettare la testimonianza degli Apostoli, poveri pescatori di Galilea, che hanno sperimentato dal vivo l’evento della risurrezione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La loro fede era debole, incerta, carica di dubbi. Eppure, andarono in tutto il mondo, predicando il Vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma che cosa spingeva la gente ad accogliere il loro messaggio? Noi siamo fatti per amare e, quando sperimentiamo una esperienza di questo genere, ci sentiamo rinascere e proviamo una profonda soddisfazione. Ben presto ci accorgiamo che si tratta di momenti occasionali, che spesso deludono le aspettative, che pure ci hanno suscitato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi c’è la morte, che sembra distruggere ogni possibilità di amore e di felicità. Per sempre. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto ha un termine, un limite, dovuto alle sofferenze, al distacco dalle persone più care. Eppure in noi resiste l’esigenza di una speranza che apra il cuore a desideri e attese, che vanno oltre ogni limite. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando diciamo ad una persona: “Ti amo”, sentiamo che quell’amore desidera permanere oggi, domani, sempre. Appunto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4778502661148972669?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4778502661148972669/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4778502661148972669' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4778502661148972669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4778502661148972669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/04/la-mia-pasqua-di-mario-pulimanti.html' title='La mia Pasqua, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-7629067800151015513</id><published>2009-03-27T10:07:00.000-07:00</published><updated>2009-03-27T10:08:56.287-07:00</updated><title type='text'>Il pendolare, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono pronto per la prova più importante della giornata: il viaggio sulla metro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Da Ostia a Roma. Tutto bene?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Bene un corno, dannazione! Ho un fastidioso mal di testa. Che diamine! Vado a lavorare controvoglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Penso a mio padre. Mi assale la tristezza. E’ morto qualche anno fa e mi é stato difficile accettare il fatto di non poterlo vedere. Più.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La sua perdita mi ha segnato profondamente. Aveva solo sessantasei anni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Un compagno di sventura mi spinge.  Mi volto e lo fulmino con lo sguardo. Arrivo alla stazione della Piramide, ma il mio viaggio continua.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Debbo, infatti, arrivare fino a Termini con un’altra linea della metro: l’affollatissima B.  Scendo di sotto con la scala mobile. Mi rendo conto, appena vedo la piattaforma, che difatti è affollata all’inverosimile. Più del solito. Deve esserci stato qualche guasto e probabilmente non arrivano treni da almeno un quarto d’ora.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Scendo dalla scala mobile. Tempo cinque minuti e arriva un treno, ogni centimetro di carrozza stipato di corpi sudati, accartocciati, pigiati in un insieme compatto. Non provo neanche a salire, ma nel pandemonio di persone che sgomitano per aprirsi un varco l’una sull’altra, riesco a guadagnare la prima linea della piattaforma e resto in attesa del convoglio seguente.  Che arriva alcuni minuti dopo, ma pieno zeppo come il precedente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quando le porte si aprono e qualche passeggero dalla faccia paonazza si fa largo tra la folla in attesa, mi pigio dentro e respiro una boccata d’aria viziata, stagnante. Mi sembra che l’aria sia passata per i polmoni di ciascuno un centinaio di volte. Altra gente s’ammassa alle mie spalle e mi trovo spiaccicato tra un giovane arabo ed il vetro divisorio che ci separa dall’area dei posti a sedere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Normalmente avrei preferito mettermi con il naso pigiato contro il vetro, ma quando ci provo scopro una gran chiazza viscida, proprio ad altezza del mio viso, un accumulo di sudore e di unto lasciato dalla testa dei passeggeri che si sono strusciati contro la lastra trasparente, così non posso far altro che girarmi e fissare, occhi negli occhi il ragazzo che ho davanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quando al terzo o quarto tentativo si chiudono le porte io e lui ci ritroviamo ancora più pigiati perché la gente accalcatasi sulla porta senza riuscire a entrare finisce con lo stiparsi dentro insieme a noi. Se dovessi svenire non cadrei in terra perché spazio per cadere proprio non c’è.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Arrivo a Termini decisamente provato.  Al contempo penso che mi farebbe bene bere un caffè.   Che prendo subito prima di entrare in ufficio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E’ proprio vero: fare il pendolare stanca.  Ve lo giuro!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia - Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-7629067800151015513?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/7629067800151015513/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=7629067800151015513' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7629067800151015513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7629067800151015513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/03/sono-pronto-per-la-prova-piu-importante.html' title='Il pendolare, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1796767465419008735</id><published>2009-03-21T04:50:00.001-07:00</published><updated>2009-03-21T04:51:26.148-07:00</updated><title type='text'>Amo Roma, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;p style="text-align:justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ferruccio. Ferruccio non è capace di parlare male di nessuno. Milanese e milanista ha sposato Silvia e la sua romanità. Valter. Il suo punto di vista lo si afferra meglio badando alle allusioni piuttosto che alle dichiarazioni. Romano e romanista, a lui risulta più congeniale il suggerire piuttosto che il dire. Ha confermato la sua romanità sposando la neolaureata Liliana. Io, romano doc, sono venticinque anni che regalo alla sabina Simonetta la mia romanità. Ora Gabry la sta offrendo a Sara. Bella e di Busto Arsizio. Ferruccio e Silvia. Valter e Liliana. Io e Simonetta. Gabry e Sara. La romanità. Allora eccomi qui, a pormi una domanda: ma quanti abitanti che oggi vivono a Roma sono romani? Siamo arrivati quasi a pasqua del 2009, che cosa resterà in futuro della romanità? Certo, nel corso dei secoli Roma ha subito anche drammatici spopolamenti e poi lenti e progressivi ripopolamenti. L’antica Roma era abitata da quattromilioni di abitanti che nel Medioevo sono ad un certo punto (per vari motivi: inondazioni, peste ecc.) diminuiti fino ad arrivare solamente a 50mila abitanti. Ai tempi del Belli ce n’erano 160 mila, che all’inizio del secolo erano saliti a 200 mila, ma nel corso degli ultimi sette o otto decenni, specialmente a partire dal dopoguerra, si é ripopolata ad un ritmo vertiginoso. Oggi conta quasi cinque milioni di abitanti. Ma soltanto in minima parte sono romani: non più di centomila. I restanti quattro milioni e novecentomila residenti non sono romani. E tutto sta ad indicare che i romani sono destinati a ridursi ulteriormente, probabilmente fino a sparire, come sarà destinato a sparire purtroppo anche il nostro bellissimo dialetto. Infatti il dialetto romanesco é ormai moribondo. Trattasi non già di una morte naturale, bensì di un assassinio vero e proprio, perpetrato con fredda lucidità, con premeditazione, con tante persone pronte ad approvare la pulizia etnica del nostro amato vernacolo romanesco. Moravia diceva che il dialetto romano é un misto di fiorentino e di campano. I costruttori di San Pietro erano tutti toscani, e mescolarono il loro dialetto con il dialetto campano. Anche la lingua a Roma é un miscuglio di Italiano. Moravia, anche se campano, diceva anche che Roma non era un cumulo di rovine, perché quelle romane sono rovine attive, ossia sempre in trasformazione, e la&lt;br /&gt;trasformazione é qualcosa di vivo, di vitale. Le stesse idee le ha anche espresse Federico Fellini, per il quale Roma rinasce miracolosamente dalle proprie rovine, come l?araba fenice dalle proprie ceneri. Del resto fin dall’antichità Roma era una città cosmopolita, internazionale; alcuni degli imperatori venivano dalla Spagna, dall’Africa; parecchi degli artisti, scrittori, cineasti che ci hanno offerto nuove visioni o nuove interpretazioni di Roma venivano da altri luoghi o da altri paesi, come il Borromini, Fellini, Gadda, Pasolini. Già Montaigne diceva che alla sua epoca Roma era la città più cosmopolita d’Europa. Dal canto suo Borges non si stancava di ripetere che Roma era un mito dell’immaginazione universale. Significative sono le parole di Adriano riportate nel celebre libro della Yourcenar: “Altre Rome verranno e io non so immaginarne il volto, ma avrò contribuito a formarlo?” A mio parere converrebbe mantenere sempre vive le tradizioni culturali romane e lo spirito della romanità, da lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1796767465419008735?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1796767465419008735/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1796767465419008735' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1796767465419008735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1796767465419008735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/03/amo-roma-di-mario-pulimanti.html' title='Amo Roma, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3981770202701005904</id><published>2009-03-17T11:29:00.000-07:00</published><updated>2009-03-17T11:29:50.014-07:00</updated><title type='text'>Aggiungi la tua firma</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.firmiamo.it/sign/add"&gt;Aggiungi la tua firma&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3981770202701005904?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.firmiamo.it/sign/add' title='Aggiungi la tua firma'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3981770202701005904/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3981770202701005904' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3981770202701005904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3981770202701005904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/03/aggiungi-la-tua-firma.html' title='Aggiungi la tua firma'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-2739657243319331715</id><published>2009-03-14T10:47:00.000-07:00</published><updated>2009-03-14T10:58:49.142-07:00</updated><title type='text'>Passeggiata al porto, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Mi sveglio pochi secondi prima che scatti la radiosveglia. Sabato. Mattina di fine inverno. Simonetta corre di corsa a una riunione condominiale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Ho mal di testa e non l’accompagno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Mi metto in cammino verso il Porto, godendomi il vento mattutino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Il movimento fisico è un lusso?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;No. E' una necessità quotidiana, per tutelare il nostro strumento di eccellenza migliore, il cervello.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Per potenziarne al massimo le capacità nella giovinezza, e contrastare gli insulti del tempo già dalla prima maturità, fino alla vecchiaia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Non è mai troppo tardi per scoprire i vantaggi che il movimento fisico dà al cervello. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Di certo, prima si comincia, maggiore è il beneficio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Usciamo dalla scatola in cui siamo rinchiusi: da case sempre più piccole, da uffici lillipuziani, da automobili in cui stiamo forzosamente seduti per ore, comprimendo, reprimendo e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;somatizzando frustrazioni ed emozioni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Un corpo compresso e arrugginito comprime e opprime la mente, la rattrista, la impoverisce. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Un corpo felice di sentirsi vivo, anche nel movimento, nutre il cervello e stuzzica la mente a volare alta e con più gusto. Tutti cercano le terapie naturali. Pochi praticano con costanza la terapia naturale più semplice ed efficace che c'è: passeggiare sul lungomare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Mi volto di scatto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Pallida, magra, vestita di nero, vedo una ragazza avvicinarsi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Sembra una figura diabolica. Per un istante ne ho paura. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Poi la riconosco. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Una ex collega comunale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Non é più la ragazzina che ho conosciuto allora. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;E' cambiata, ma ancora non so dire quanto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Dal giorno del mio passaggio a un'altra amministrazione non le ho più parlato. Venticinque anni fa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"Sono io...Carla!" Mi porge la mano e me la tiene stretta a lungo. "Abiti a Ostia, vero?" Annuisco. Mi sento le ginocchia molli. Parliamo. Poi mi saluta. "Cerca di farti sentire qualche volta, Mario". Mi sembra di sognare, ma l'urlo di Gabriele mi richiama alla realtà. "Devo andare..." Le lascio la mano. "Buona fortuna". Nel frattempo Gabriele mi ha raggiunto. Mi chiede i soldi per la benzina. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Scuoto la testa, ma lo accontento. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Riprendo a passeggiare pensando che i limiti di velocità insostenibili e bizzarri ci sono da sempre sulle strade, ma a farli diventare un caso sono stati autovelox, telelaser e photored che, utilizzati a regola d'arte, diventano così efficaci da indurre dubbi sui loro veri scopi. Alcuni limiti sono così difficili da rispettare in condizioni normali che chi ne fosse capace rischierebbe di provocare tamponamenti oltre che intoppi al traffico: un esempio sono i 50 km orari sulle tangenziali e i raccordi a tre corsie o i 40 orari nelle corsie autostradali a due corsie. Arrivo al Porto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Mi siedo su una panchina del belvedere. Intravedo Ferruccio in bicicletta. Mi faccio largo tra la folla, ma un istante dopo è scomparso. Oggi c'è molta gente al Porto. E' impossibile trovarlo in questa calca. Accelero il passo. Schivo la gente. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Lo raggiungo. Gli sfioro una spalla. "Ferruccio!". E' davvero lui, pallido e stanco dopo la passeggiata in bici. Dieci chilometri. Dall’Infernetto al Porto. Ci guardiamo per un istante. Entriamo in un bar. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Ci sediamo a un tavolino. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"Vuoi parlare?" Lui scuote la testa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Deve riprendere fiato. "Vuoi dirmi almeno come è andata la passeggiata?". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"Faticosa". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"Lo capisco". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Usciamo dal bar. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Dal belvedere rimaniamo a osservare il mare. Mi volto verso lui. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Non gli dico di Carla. Non gli dico di Gabriele. Chissà perché gli parlo di Mourinho. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;E' attonito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Sbuffa annoiato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Del resto è un milanista doc e non sopporta il trainer nerazzurro. All’improvviso, dico “Chi si é fatto da solo é un tossicodipendente solitario o un imprenditore di successo? E se Dio é immortale, perché ha lasciato due testamenti?” Mi guarda. Per un attimo rimane in silenzio, poi scoppia a ridere. Stringo i pugni. Quindi mi alzo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Lo guardo sorpreso: sono già sul punto di inalberarmi. Poi mi rassereno. Ride. Mi saluta e ritorna a casa. Il cielo é limpido e il sole splendente. Penso a papà. “…e caddi come corpo morto cade.” Scoppio a piangere lacrime meritate e, in un certo senso, benefiche. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-2739657243319331715?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/2739657243319331715/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=2739657243319331715' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2739657243319331715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2739657243319331715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/03/passeggiata-al-porto-di-mario-pulimanti.html' title='Passeggiata al porto, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-2626174883946488904</id><published>2009-03-13T10:14:00.000-07:00</published><updated>2009-03-13T10:44:52.303-07:00</updated><title type='text'>Quote latte. Che barba!  di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Comunità europea ha consentito a ogni Paese membro la produzione di una determinata quota di latte, che nel tempo è cresciuta. Ma attorno alle concessioni è cresciuto un mercato dei certificati, che ha visto aumentare produttori fittizi, che davano in affitto le loro quote ad allevatori veri, ma sprovvisti di documenti. In questo guazzabuglio (in cui da oltre dieci anni non &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;si è riusciti a mettere ordine con un’anagrafe aggiornata) le multe per sforamento delle quote hanno colpito gli allevatori, riducendone molti alla fame. In queste settimane si sta discutendo in Parlamento una legge di riassetto. Ed è per questo che gli allevatori protestano per spiegare che le multe non sono giustificate e soltanto ipotizzare rateizzazioni è una bestemmia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Documenti alla mano sostengono che l’ Italia non ha mai sforato le quote, non ha mai prodotto più latte di  quanto avrebbe dovuto, visto che una buona parte viene importato dall’estero. Soltanto alcuni furbacchioni hanno fatto fruttare i loro certificati di carta, guadagnandoci lautamente e costringendo gli allevatori sani a pagare le loro truffe.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco cosa affermano i manifestanti: "gli allevatori non vogliono essere strumentalizzati dai vari dirigenti sindacali agricoli che hanno tutelato le quote di carta. Siamo stanchi di essere trattati da sudditi, mentre il Governo decreta la morte della zootecnia da latte in Italia con false rateizzazioni, con il proseguo di dette rateizzazioni su multe inesistenti per produzione da latte scritte sulla carta, con l’esproprio di terre e proprietà immobili agli allevatori, la cui sola colpa sarebbe quella di aver prodotto latte italiano". Di mezzo, come non bastasse, ci sarebbero alcune banche "che favoriscono attraverso Equitalia (ministero del Tesoro) l’esproprio delle proprietà". Gli allevatori hanno le idee chiare. Chiedono venga messo fine "allo stillicidio di 17 anni di norme ed emendamenti che distruggono la produzione". Chiedono di contare le vere aziende che producono il latte (sarebbero 40.150 aziende agricole con un milione di mucche), distinguendole da quelle che hanno solo le quote di carta e guadagnano soldi dall’Unione europea senza fare nulla. Chiedono sia verificato dove è destinato il latte italiano, ovvero se è solo latte nostrano quello utilizzato dalle 34 etichette Dop (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Asiago, Montasio...), bandiere della produzione lattiero casearia nazionale. O se invece, come sospettano, arrivi anche dall’estero. È per questo che il movimento dei Cobas per le quote latte (Cospa) ha, chiesto al Ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, profonde riforme al decreto legislativo  sulle quote latte. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vogliono che siano riconosciute le quote latte a chi il latte lo produce per davvero, in quanto possessore o affittuario di quote a cui corrisponda un patrimonio zootecnico in attività. Ma non vanno accollate agli allevatori le multe per sforamenti di quote che, secondo il Cospa, non hanno fondamento, perchè l’Italia non ha mai prodotto più di quanto la Ue le lasciasse fare. Anzi, la produzione totale sarebbe del 5-10 per cento inferiore al consentito. Gli sforamenti sarebbero dovuti alle speculazioni di chi finge di produrre.      &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Cospa vorrebbe che a pagare fossero i truffatori, non gli allevatori veri e per questo chiedono a Zaia di sancire una moratoria in attesa di accertare le responsabilità reali per sforamenti fittizi, per produzioni fasulle. Ma al Cospa replica  Ernesto Folli, presidente  Unalat, parlando all’assemblea dei soci. Annuncia a sua volta  mobilitazioni e chiede modifiche al decreto, ma in senso opposto al Cospa. Vuole innanzitutto l'estensione a tutti i produttori che hanno debiti per prelievi non pagati dell'obbligo di rinunciare al contenzioso prima di procedere alla distribuzione di nuove quote. Come dire che devono accettare i piani pluriennali di pagamento. Su una cosa sola sono d’accordo, con il Cospa: il prezzo del latte italiano è troppo basso e va ritoccato.  Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-2626174883946488904?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/2626174883946488904/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=2626174883946488904' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2626174883946488904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2626174883946488904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/03/quote-latte.html' title='Quote latte. Che barba!  di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4820459731401738983</id><published>2009-03-06T08:36:00.000-08:00</published><updated>2009-03-06T08:37:12.911-08:00</updated><title type='text'>8 marzo, mimosa e pensieri personali, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div&gt;Seduto sul divano, accendo la tivvù. Socchiudo gli occhi mentre la voce di un conduttore stanco esce dall’altoparlante con le ultime notizie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Disordini in Israele, interventi politici assurdi sulla questione degli immigrati, una rapina a un ufficio postale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riapro gli occhi mentre lo speaker è rimpiazzato da un altro che comincia a cantilenare sciocchezze, cosa che mi induce a cambiare canale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ehilà, stanno parlando della festa delle donne. Vengo così informato che le origini della festa dell'8 marzo risalgono al 1908, quando a New York, 129 operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le brutte condizioni in cui erano costrette a lavorare.  Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario bloccò le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nello stabilimento scoppiò un incendio, forse doloso, e le operaie morirono.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo fatto diede il via, negli anni immediatamente successivi, ad una serie di celebrazioni che, nei primi tempi, erano circoscritte agli Stati Uniti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, proprio in ricordo della tragedia della fabbrica americana. Comunque esistono altre versioni della storia dell'8 marzo, ma il significato della celebrazione non cambia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La scelta della mimosa come simbolo dell’8 marzo è stata fatta in Italia, esattamente nel 1946, dalle donne dell’UDI (Unione Donne Italiane) che stavano preparando il primo “8 marzo" del Dopoguerra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alle donne romane piacquero quei fiori gialli dal profumo particolare, che avevano anche il vantaggio di fiorire proprio nel periodo giusto e non costavano tantissimo. E così la mimosa divenne da allora il fiore simbolo delle donne e dell'8 marzo. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è un po’ sfumato, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche da connotati di carattere commerciale e politico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A mio suocero non piacevano le mimose. A sei anni era stato costretto a vedere la bara del padre cosparsa di petali gialli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cavolo, ma cosa mi sta succedendo? Panico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ad un certo momento, tutte queste immagini, e altre centinaia che si succedono troppo rapidamente per poter essere colte, mi bombardano nel tempo che impiego a sgranare gli occhi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi alzo di scatto, ansante. Mi alzo dal divano. Malfermo sulle gambe, avanzo barcollando fino a toccare lo schienale della poltrona.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sento una forte nausea e vado in iperventilazione, tanto da avvertire un formicolio ai polpastrelli. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sopraffatto dal capogiro cado in ginocchio e mi piego in avanti ritrovandomi carponi, con lo sguardo puntato sul pavimento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo un paio di muniti di affanno durante i quali non oso abbassare le palpebre, mi tiro su lentamente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho il viso madido di sudore e mi asciugo con il dorso della mano prima di alzarmi del tutto, cauto. Le gambe mi tremano appena mentre muovo i primi passi verso il tavolino. Da lì mi dirigo a fatica verso la porta, aggrappandomi saldamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il piccolo corridoio che porta alla mia camera da letto mi sembra molto più lungo di quanto sia in realtà: ho l’impressione di camminare per un’eternità prima di toccare la porta della camera. L’apro trascinandomi un passo alla volta fino al letto, dove mi sdraio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il letto risponde scricchiolando minaccioso sotto il mio peso. Penso a quando ho chiesto il motorino a papà. Allora avevo appena compiuto quattordici anni ed ero sicuramente un adolescente rompicoglioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Credo di aver detto parecchie sciocchezze e gli vomitai addosso una marea di accuse,   ma lui non perse la calma e mi lasciò sfogare, prima di giocare il suo asso nella manica: un Benelli “Gentleman” rosso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All’improvviso, uno strano profumo di mimosa. Chiudo gli occhi.  Poi svengo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4820459731401738983?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4820459731401738983/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4820459731401738983' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4820459731401738983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4820459731401738983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/03/8-marzo-mimosa-e-pensieri-personali-di.html' title='8 marzo, mimosa e pensieri personali, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1365820186314213556</id><published>2009-02-18T10:16:00.000-08:00</published><updated>2009-02-18T10:19:39.986-08:00</updated><title type='text'>Povia è antigay?, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div&gt;Stasera mi sento di schifo. Un perfetto idiota. Ormai sono maturo per qualche ospedale psichiatrico per lungodegenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gabriele mi consiglia di riposarmi, finendo di parlare con un sorrisetto. Liturgia. Alzo le spalle. Tanto sono sicuro che non servirebbe a nulla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Grazie al cielo a Sanremo c’è Roberto Benigni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così mi limito a sedermi davanti alla TV ad aspettarla e, detto per inciso, a godermi lo spettacolo. Sono sicuro di aver piazzato il colpo mortale alla tristezza. Giusto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ogni tanto ho l’impulso di cambiare canale, dopo aver ascoltato canzoni belle, canzoni ballabili basate su ritornelli accattivanti e canzoni bruttine ma cantate da famose star, quando eccolo arrivare sul palco dell’Ariston.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Roberto Benigni: un grandissimo talento unito ad una vivace intelligenza.  Inutile dire di più. Termina di recitare. Rimango in silenzio ancora per qualche minuto, poi rimetto a posto il cuscino del divano e mi alzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Uscendo dalla sala da pranzo, mio figlio Alessandro mi chiede cosa ne pensi di Povia. Non so cosa rispondergli. Ho ascoltato la contestata canzone “Luca era gay”, la storia di un omosessuale che diventa eterosessuale. Mah…Povia racconta semplicemente una storia di confusione, ed è anche apprezzabile sul piano musicale, ma Sanremo è un amplificatore tremendo e distorcente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi ci sono state manifestazioni antipovia da parte di associazioni gay e del “Comitato di liberazione da Povia” che ritengono il testo offensivo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“I diritti non si barattano per quattro soldi: venduto”. “L’unico malato sei tu”. “Benigni, coraggio: schierati contro l’omofobia”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A sollevare i primi cartelloni anti-Povia davanti all’ingresso dell’Ariston sono stati alcuni rappresentanti della federazione giovanile dei Comunisti italiani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dichiarazioni attribuite a Povia in interviste a varie riviste in verità non hanno facilitato la distensione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sabato, poi, sarà la volta della manifestazionedell’Arcigay.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vabbè, però ritengo eccessivo tutte queste polemiche su una semplice canzone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I problemi sono ben altri, come quelli affrontati da Benigni che a un certo punto del suo bell’intervento ha detto che “gli italiani non hanno bisogno della certezza della pena, bensì della certezza della cena”, alludendo chiaramente alla continua perdita d’acquisto dei nostri salari. Poi spengo le luci e vado a letto. A dormire, o a provarci. Nella penombra, penso a tante cose.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Penso che mi è piaciuta più la canzone di Marco Carta di quella di Povia.  Cavolo, non sarò mica gay?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1365820186314213556?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1365820186314213556/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1365820186314213556' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1365820186314213556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1365820186314213556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/02/povia-e-antigay-di-mario-pulimanti.html' title='Povia è antigay?, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5922507693220983100</id><published>2009-02-05T08:35:00.000-08:00</published><updated>2009-02-05T08:36:49.007-08:00</updated><title type='text'>Un assassino è anche un bugiardo, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 19px; "&gt;Sul giornale leggo una notizia. Mi risulta indigesta come il trapano di un dentista. Cesare Battisti dal Brasile ha additati i suoi vecchi compagni come i veri autori degli omicidi per cui è stato condannato, definendoli "collaboratori di giustizia e pentiti". Due di loro: Giuseppe Memeo e Sebastiano Masala, più la moglie del terzo, Gabriele Grimaldi, morto alcuni anni fa, hanno risposto a "questa infamia". Il quarto, Sante Fatone non ha replicato perché collaborò con i magistrati. "Consideriamo riprovevoli le dichiarazioni di Battisti che ci ha qualificati come collaboratori di giustizia o pentiti", sostengono Giuseppe Memeo, Sebastiano Masala e Pia Ferrari Grimaldi. "Pensiamo che l'atteggiamento complessivo del personaggio - dicono - non aiuti, a distanza di anni, il dibattito per il superamento di quella tragica storia che tanti lutti e sofferenze ha provocato". Memeo, Masala e Grimaldi, insieme a Fatone, tutti componenti dei Pac (Proletari armati per il comunismo), sono stati condannati a pene variabili per l'omicidio del gioielliere Pierluigi Torregiani avvenuto a Milano il 16 febbraio del 1979, e per altri delitti compiuti dai Pac, ai quali vennero attribuiti gli omicidi del macellaio veneto Lino Sabbadin, avvenuto lo stesso 16 febbraio '79, del maresciallo Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. "A distanza di 30 anni da quei drammatici fatti che ci videro coinvolti e per i quali venimmo condannati -dicono ancora- ci rivediamo ributtati in prima pagina con una falsificazione delle nostre posizioni processuali a dir poco infamante. Ognuno allora fece la scelta che ritenne più opportuna. Noi -aggiungono- non barattammo la libertà con quella degli altri coimputati, infatti venimmo condannati a 30 anni di reclusione ciascuno, a differenza dei pentiti che se la cavarono con qualche annetto di protezione da parte dello Stato". Inoltre, ricordano di avere scontato la pena fino all'ultimo minuto, usufruendo dei benefici previsti per tutti i detenuti dall'ordinamento penitenziario e ammettono che, durante la loro detenzione si è sviluppato un dibattito che negli anni ha portato a una revisione critica da parte dei protagonisti di quella storia culminata in quel movimento conosciuto come della dissociazione, che però ha rifiutato ogni delazione. "Il percorso, cui abbiamo aderito -proseguono- è stato riconosciuto con una legge dello Stato anche in termini di riduzione delle pene. Mai -ribadiscono- abbiamo accusato nessuno davanti a un giudice, al contrario, siamo stati accusati dai pentiti e condannati sulla base di quelle dichiarazioni e delle risultanze processuali". Degne di rilievo sono state, infine, le dichiarazioni del ministro della Difesa, Ignazio La Russa che, commentando proprio queste ultime dichiarazioni di Cesare Battisti che dal Brasile si è proclamato innocente e non responsabile degli omicidi di cui e' stato accusato, ha detto: "Quando mai si e' visto un terrorista assassino che non sia bugiardo?" Anche io la penso così. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5922507693220983100?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5922507693220983100/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5922507693220983100' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5922507693220983100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5922507693220983100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/02/un-assassino-e-anche-un-bugiardo-di.html' title='Un assassino è anche un bugiardo, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5294141164729448619</id><published>2009-01-26T09:19:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T09:20:23.635-08:00</updated><title type='text'>"Menopausa" maschile, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 11px; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;E' sabato. Improvvisamente, mi sveglio. Ahi, la testa. Che male! Sbadiglio con la mascella che scricchiola per l'accumulo notturno di calcio, poi impiego un minuto per ritrovare l'orientamento. Postumi da valeriana. Mi costringo a mettere i piedi a terra, penso di fare qualche esercizio per gli addominali, decido che non sono ancora pronto e vado a fare una doccia tiepida. Il sapone che promette di aprirmi gli occhi non lo fa. Quando esco dalla doccia sono assonnato come prima e in più o i brividi. "Basta", dico alla mia faccia allo specchio. Cristo, ho cinquantatre anni. Non ho mai avuto un brufolo dai tempi della scuola media, ma adesso c'é un foruncolo che mi fissa come un terzo occhio in mezzo alla fronte. Ho le crisi della mezza età. Sarà menopausa maschile? Meglio uscire. Ostia ha l’odore dell’ inverno e cioè il tanfo di spazzatura e gas di scarico ha una sfumatura di vento freddo. E' adeguatamente ventosa, la temperature è poco sopra i cinque gradi, i marciapiedi umidi per la recente pioggia. Riprende a piovere e le nuvole grigie si fondono con i toni bruno e nero della cittadina e degli alberi morti, i pochi che ci sono. Le fogne non funzionano e dovunque brandelli di cose morte si trasformano in fango alla prima pioggia. Come al solito ci sono in giro nuvole di fumo passivo sufficienti a far ammalare di cancro degli animali da laboratorio. Oggi di pensieri ce n’è un’insalata. Penso a papà. Pasquetta del novantadue. E' allora che sono diventato quello che sono oggi. Penso a Nonna Jole.  Non posso dimenticarmi il suo volto saggio e profumato, gli occhi celesti e i capelli grigi raccolti dietro la testa. Brrr. Mi sento gelare a questi ricordi. Lasciamo stare. Penso a mia moglie. E' una donna che si preoccupa di tutto. La lista delle cose di cui si preoccupa in ogni dato momento è interminabile: il benessere dei figli, per esempio, o l’inadeguatezza del nostro stipendio, o il taglio delle spese scolastiche minacciato nella scuola di nostro figlio Alessandro, o la macchia d’umidità sopra la finestra, o lo scricchiolio delle sue giunture ogni volta che si alza la mattina, o il libro che da tempo nostro figlio Gabriele deve restituire alla biblioteca comunale e non riesce più a trovare, o il riscaldamento del pianeta. Ma in questo momento particolare ci sono due cose che le danno ulteriori motivi di preoccupazione: la minacciosa certezza dell’avanzare del tempo (Tempus fugit!) nonché lo stato della salute mentale di suo marito (vale a dire, del sottoscritto).  Mi dice: “Guardati intorno. Ci sono uomini che fanno jogging, che coltivano ortaggi, che vanno in bicicletta, che costruiscono case. La tua specialità è quella di essere negato per qualsiasi lavoro manuale”.  Questo vale anche per l’educazione dei figli.  Mi accusa di essere come Ulisse, l’Odisseo che lascia il figlio appena nato e quando lo riabbraccia ha venti anni e si è fatto uomo: Telemaco. Difatti, a suo dire, mi sono ritrovato Gabriele ventiduenne senza aver fatto nulla, perché ha pensato sempre a tutto lei.  Del resto dice che la mia filosofia di vita è l’utilitarismo spinto.  In poche parole sarei un integralista dell’edonismo estremo. Ognimodo ho due figli svegli. Beh, per dirla giusta a volte non mi sento del tutto realizzato nella vita professionale e in quella creativa. Malumori passeggeri. Ah, tra Gabriele e il quattordicenne Alessandro qualsiasi contatto è fuori discussione finché non raggiungono la privacy impenetrabile del salotto di casa. Il casino è che il grande non ama avere il piccolo tra i piedi. Ma giunti a casa….Fin da piccoli, col pretesto di disegnare, scrivere e colorare, in realtà si assestano colpi di matita e pastelli negli occhi, nelle orecchie ed in altre parti del corpo, mentre guardo impotente Simonetta che, sfigatissima, sembra avere il sorriso teso e lo sguardo perso di chi non desidera altro che essere trasportata il più lontano possibile. Non sono certo un uomo con una posizione appetibile.  Sono un funzionario statale bloccato al nono livello da molto tempo. Da quando va avanti questa storia? Da 20 anni. Funzionario statale suona, comunque, un po’ stalinista, a mio parere.  Bando alle rassegnazioni.  Ehilà, che strana giornata ieri. Da subito. Ero già fuori di testa al pronti-via. Pazzesco: all’improvviso una collega pomposa, che pensa di essere una giurista doc, si è sentita in dovere di spiegarmi i motivi per cui è stato emesso un certo parere del Consiglio di Stato.  Ma era troppo pallosa e deprimente, per cui mentre parlava a un certo punto staccavo la spina e pensavo al teatro.  Lei un paio di volte mi ha guardato strana, per cui mi sa che spesso mi ha detto delle cose che dopo gliele ho chieste un’altra volta. Tipo una volta che mi sono rimesso in onda e ho sentito che faceva: bla, bla, bla il parere del Consiglio di Stato di dicembre. Al che le faccio:  "Quand’è che è stato emesso il parere?"  Ma credo che era quello che aveva appena detto. Il parere è di dicembre. Ma a dirla tutta: non ero stato mica io a chiederle queste cose, capito.  Cioè sarebbe stato più facile concentrarmi se avesse parlato con meno spocchia e boria. Vabbè, la roba più importante è che poi  è andata via lei e la sua vanagloria. Ne ho fatta di strada, dai tempi in cui avevo i capelli neri. Adesso, che li ho come quelli di Kit Carson, posso dire che sono cresciuto come persona: una volta la collega tracotante l’avrei invitata a fare un viaggio fino al buco del culo del mondo. Il che mi fa pensare, solo per un attimo, che sarebbe stato meglio se l’avessi fatto, come insegnano gli episodi di bullismo scolastico. La verità è che sia a scuola che al lavoro vengono premiati i più furbi e prepotenti e non quelli più bravi.  A essere sinceri, non è che voglio sbrodolarmi addosso dicendo che sono più competente di colleghi che hanno reggenze e incarichi che io non ho. Ci mancherebbe! Basta pensare al lavoro. Allora decido di andare a Cineland. Gioco a boowling. Con Ferruccio. Il boowling mi offre un rifugio dai problemi, buttare giù un birillo dopo un'altro mi mette in uno stato quasi zen. Dimentico il mio lavoro, la mia insonnia, i miei problemi. Torno a casa. Mi preparo un drink. Finisco di bere il mio gin and tonic, che la cena è quasi pronta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Bene. Sento un odorino. Ora posso concludere.  Insomma, alla prossima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5294141164729448619?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5294141164729448619/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5294141164729448619' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5294141164729448619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5294141164729448619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/01/menopausa-maschile-di-mario-pulimanti.html' title='&quot;Menopausa&quot; maschile, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-656768815988399676</id><published>2009-01-21T09:00:00.000-08:00</published><updated>2009-01-21T09:08:38.012-08:00</updated><title type='text'>Ridere fa bene, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana;font-size:10px;"&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;   font-family:'Times New Roman';font-size:10pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:'lucida grande';font-size:29px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana;font-size:10px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;   font-family:'Times New Roman';font-size:10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Non ho l’aria condizionata. Per risparmiare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il che significa che in estate in casa mia c’è più o meno la stessa temperatura che all’inferno, ma con più umidità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Nel tentativo di raggranellare spiccioli, dunque, ho trasformato il mio appartamento in una serra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Nel periodo estivo é così caldo che delle orchidee selvatiche spuntano sui cuscini del divano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Esco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Nelle strade vicino a casa mia ci sono più tombini che asfalto e io mi devo contorcere ogni volta che la mia macchina prende una buca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Sto andando a trovare un amico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il condominio dove vive è il più bello dell’isolato, il che non significa molto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ci sono comunque dei graffiti sul marciapiede e sui muri, nel portone ci sono tre evidenti buchi di strana provenienza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Parcheggio davanti all’edificio, sulla strada.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Scendo dalla macchina provando lo stesso senso di disagio che ho sempre a Nuova Ostia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il portone blindato ha la serratura rotta e mi permette di entrare facilmente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;L’atrio puzza di sporcizia e di marcio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Altri graffiti sulla parete, qualcuno ha spaccato due delle tre luci del corridoio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il mio amico ha un appartamento al piano terra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il numero è stato tolto dalla porta. Busso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Mi apre la porta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Entro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ride.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Sembra posseduto da uno degli Orsetti del Cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il motivo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;E' contento perché é arrivato il carnevale del 2009!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Incredibile, vive in questo tugurio, eppure ride per il carnevale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Mmmh...a questo punto mi mostro freddo fino alla scortesia, perché secondo me sta esagerando.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Eppure lui continua a ridere, contento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;E' proprio vero quando si dice "Beati i puri di cuore".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;E lui, vedendomi perpòesso, mi fa: "Mariuccio, la vita va presa ridendo, senza pensarci troppo sopra!"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Mi ha convinto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Rido anch'io.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Passiamo due ore in allegria, tra battute spiritose e birra a volontà, poi lo saluto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ritorno a casa, più contento di quando ne sono uscito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Mi metto al pc.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;E scrivo le cose che state ora leggendo, non per rilevare un codice segreto che apra una porta nascosta su un mondo d’insperate possibilità, ma per dire una cosa, sì ovvia, ma ugualmente importante, che mi fatto capire il mio amico: ridere stimola il sistema cardiovascolare tanto quanto l'esercizio fisico. Ridere fa bene al cuore, mentre la depressione aumenta il rischio di mortalità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Quindi non dobbiamo offenderci se a volte amici, colleghi o semplici conoscenti scherzano su questioni che ci toccano. È umano, naturalmente, ma riuscire a ridere di noi stessi è salutare. Come ho detto fa bene al cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne. Quindici minuti quotidiani di sane risate rappresentano una cura molto efficace per il sistema cardiovascolare. Tanto è vero che il riso fa buon sangue ed il ridere anche di noi stessi è la migliore medicina perché il buon umore sembra attivare le reti del cervello che sono coinvolte nel benessere psicofisico. L'umore ha un grande impatto sulla nostra salute psicologica e fisica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il nostro senso dell’umorismo, intendendo con questa espressione anche la capacità di stabilire amicizie ma anche rapporti di coppia duraturi, è una potente medicina anti-stress. Vivere con il sorriso sulle labbra -anche quando si viene derisi o criticati ingiustamente- aiuta ad affrontare meglio le difficoltà della vita, non costa nulla e non ha effetti collaterali. Ho sempre saputo che il riso aiuta la salute e che ridere difende dal logorio. L'umorismo è una necessità, risultato di un impulso a eludere la ragione, ricreando in noi adulti uno stato infantile della mente, come rimozione di inibizioni interne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;E’ basato spesso su un meccanismo psicologico che cela l'orgoglio di sentirsi migliori degli altri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Perché l'umorismo permette di parlare di cose che in società sono inammissibili. In questo senso ha a che fare con l'aggressività, come la sessualità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Si possono dire battute sessuali senza scandalizzare. Mentre la volgarità dà fastidio. Eppure persino questo tipo un po’ becero di umorismo affranca, ridendo, da uno dei tabù imposti dalla società e assorbito nella coscienza. Ecco perché i bambini si divertono a dire parolacce, a parlare di cose proibite. Sembra che sia terapeutico anche l'umorismo nero, perché aiuta ad allontanare l'ansia nei confronti della morte. Scarica tensioni, eliminando le quali restano più energie per affrontare la giornata, il lavoro, lo studio, la famiglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Non si migliorano così le capacità intellettive, ma queste vengono sfruttate meglio. Mentre se si è tesi non si riesce a concentrarsi, per essere creativi. Curarsi ridendo, guarire ridendo, è forse più difficile da quando il carnevale dura tutto l'anno, e non solamente nei pochi giorni in cui il Buffone diventava Re.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Buon Carnevale a tutti!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style=" "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="  "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-656768815988399676?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/656768815988399676/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=656768815988399676' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/656768815988399676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/656768815988399676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/01/ridere-fa-bene-mario-pulimanti.html' title='Ridere fa bene, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6205958485111676928</id><published>2009-01-16T03:43:00.000-08:00</published><updated>2009-01-16T03:47:08.137-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nicole Kidman'/><title type='text'>Splendida Nicole Kidman, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 11px; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Penso al lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Il grado mi consente di alzarmi più tardi, di operare sulle pratiche senza problemi di giurisdizione, di dare ordini quando è necessario e di scegliere i provvedimenti di cui occuparmi.  Mi ci sono voluti più di trenta anni per raggiungere questo livello di autonomia e adesso me lo godo. Probabilmente è questo il motivo per cui nessuno dell’ufficio viene a bussare alla mia porta per impartirmi ordini o lamentarsi del mio lavoro. Il grado ha i suoi privilegi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Sono spiritoso, attento, romantico e innamorato di me. Eppure, devo ammettere che una parte di me ha deciso che è corretto mostrare anche il rovescio della medaglia. Ho qualcosa che non va. E non sono difetti trascurabili. Ho i capelli bianchi. Lascio sollevata la tavoletta del water.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Conservo una giovanile passione per i film horror di seri B e la musica pop anni Ottanta. Certo, non ho mogli in quattro diverse città. Né tengo la mamma mummificata su una sedia a dondolo in soffitta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;E mi piace la Kidman!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Australiana, pelle del colore della porcellana, lineamenti perfetti e delicati, donna di indubbia bellezza, Nicole Kidman è la mia attrice preferita. Brava come nel dolente Ritratto di signora, bella come nel cimiteriale The others, scaltra come nell'effeminato The hours con cui, mettendosi un nasone finto per essere Virginia Woolf, riuscì a vincere un Oscar.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Ho ancora nella mente lei, nel personaggio sensuale, scatenato ed a tratti demenziale di Satine (perfetta in questo ruolo di seducente cortigiana) in Mouline rouge, che sussurra al suo partner, Ewan McGregor: “la cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare!”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Ormai ho raggiunto la pace dello spirito, se non proprio quella dei sensi, ma, ascoltando queste parole pronunciate così sensualmente, non posso non amare Nicole Kidman!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;E ora è arrivato nella sale “Australia”, un film di Baz Luhmann, dove una  splendida Nicole Kidman è Lady Sarah Ashley, una ricca nobildonna inglese, che eredita una tenuta in Australia con 2000 capi di bestiame. e inizia una relazione con un altro allevatore della zona, interpretato da Hugh Jackman.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Del suo ruolo in Australia Nicole ha detto che è stato “molto bello tornare a cavalcare e stare in mezzo a mucche e tori, anche se sono assolutamente false le voci secondo cui ho dovuto addirittura imparare a castrare un toro: non l'ho mai fatto! Per non parlare delle vesciche ai piedi e i muscoli a pezzi....”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Chiudo gli occhi, fingendo di essere il mandriano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Sto impazzendo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Sto cominciando a pensarlo sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6205958485111676928?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6205958485111676928/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6205958485111676928' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6205958485111676928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6205958485111676928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2009/01/splendida-nicole-kidman-di-mario.html' title='Splendida Nicole Kidman, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-9008383918466933847</id><published>2008-12-30T07:49:00.000-08:00</published><updated>2008-12-30T07:50:17.966-08:00</updated><title type='text'>Anno nuovo! Vita nuova? di Mario Pulimanti</title><content type='html'>E' una serata chiara con la luna piena. Seduto sul divano, leggo. Dalla lettura dei quotidiani, apprendo che il problema dei botti illegali è diventata una questione scottante. Scrollo le spalle. Lo scorso anno era il botto "Finanziaria" o la "testata di Zidane", negli anni precedenti sul mercato clandestino era andato a ruba lo "Tsunami", prima ancora lo storico "Pallone di Maradona". Fisso il giornale con occhi spaventati. Questo 'anno, tra a i botti illegali, ci sono anche gli "Occhi di Bin Laden", sinistro nomignolo affibbiato ad una vera e propria bomba che esplode con grande potenza. Non so cosa dire: sono ordigni pericolosissimi.Mi accarezzo il mento. Nervosamente, cercando di smaltire lo shock provocatomi da questa notizia. A Napoli hanno attivato addirittura un numero verde per segnalare i venditori di botti illegali. Mi ricordo le foto-choc del pronto soccorso il primo dell'anno. Di ogni anno. Già. Entra in casa Gabriele.Con una amica. Bella e col cane. Un cocker. Alan. Mi salutano e vanno in un'altra stanza. Alan li ignora e, dal momento che la porta del salone è aperta, entra e si infila sotto il divano. Mentre accarezzo il capo del cane festante, do uno sguardo al telegiornale. "Anno nuovo vita nuova!" Sono troppo distante dalla finestra, ma sento ugualmente il frastuono dei botti di capodanno. Di tanto in tanto delle vere e proprie esplosioni illuminano il cielo notturno. Improvvisamente, alle mie spalle, Alan trema. Spengo la tivvù e lo accarezzo per riportarlo alla calma. Agita allegramente la coda e abbaia debolmente. Lo prendo tra le braccia. Mi sdraio sul divano, accarezzando il suo muso con le mani. Altri botti. Nonostante la piccola stazza, il cagnolino é forte e determinato e si agita ancora. Nello stesso momento, i rumori dall'esterno si affievoliscono. Alan si calma. Sto bene qui sul divano. Sto talmente bene che quasi mi appisolo.  In uno strano stato di dormiveglia, penso a chi non mi ama. Oh, Signore, Dio delle vendette, mostra la tua gloria! Fino a quando certe persone trionferanno, accaparrandosi consensi e applausi? Salvaci, Supremo giudice della terra! Abbatti i nostri nemici, fai cadere loro addosso una pioggia di carboni accesi, distruggili nel fuoco eterno, seppelliscili in fosse profonde da cui non possano risorgere! Amen! Un botto più forte degli altri mi fa sobbalzare, svegliandomi. Apro gli occhi, abbandonando strane preghiere sacrificali. Dopo qualche minuto riaccendo la tivvù. "Anno nuovo vita nuova!" Ci metto un pò a digerire le ultime notizie. Mentre il cronista parla, penso. I telegiornali-disgrazia, con persino notizie visive sopra, scritte scorrevoli sotto sono ormai monotoni. La gente non sa più come ammazzarsi: con coltello, pistola, affettamento, in macchina, ascensore, scuola, cucina ecc. "Anno nuovo vita nuova!" Ancora un po' e la novita sarà quell'antica normalità del passare il capodanno in compagnia, mangiando "sono a dieta ma", bevendo "tanto non guido", ridendo e "spettegolando" (che adesso si legge gossip) degli amici appena andati via. Nel frattempo sono arrivati Alessandro con Simonetta.Guardo Alan. I suoi occhi sono umidi e sinceri."Anno buono per tutti!"Dico bene? Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-9008383918466933847?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/9008383918466933847/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=9008383918466933847' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9008383918466933847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9008383918466933847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/12/anno-nuovo-vita-nuova-di-mario.html' title='Anno nuovo! Vita nuova? di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4483175506744165615</id><published>2008-10-25T01:26:00.000-07:00</published><updated>2008-10-25T01:33:40.921-07:00</updated><title type='text'>Nomi strani, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>La domenica è impareggiabile. Perché la domenica sono quasi sempre libero di fare quello che mi piace.&lt;br /&gt;Io colleziono pensieri. Tutto quello che si possa immaginare. &lt;br /&gt;Stavolta c’è, però,  qualcosa che mi tormenta. Anche se non riesco a capire cosa.&lt;br /&gt;Squilla il telefono.&lt;br /&gt;Un amico mi chiede se posso intervistare un ex attore, nobile decaduto,  per un giornalino locale, del quale sono un umile redattore.&lt;br /&gt;Esco. Incontro un collega con moglie e figli.&lt;br /&gt;Gli occhi della famiglia sono affascinanti. Ciascuno ha uno sguardo diverso.&lt;br /&gt;E’ chiaro che sono tutti parenti: le espressioni hanno qualcosa di simile tra loro. Ma al tempo stesso sono diversi, come se ciascuno vedesse la vita familiare in modo differente: felice, tormentato, rabbioso, sconcertato, manipolatore, manipolato. E’ così che funziona una famiglia.&lt;br /&gt;Li saluto.&lt;br /&gt;Salgo in macchina. Parto. Cambio marcia, premo l’acceleratore e lascio due punti esclamativi di pneumatici sul nero opaco dell’asfalto.&lt;br /&gt;La strada porta da Ostia all’Idroscalo.&lt;br /&gt;Okay, non è più l’Idroscalo, quello degli anni settanta. Il luogo dove Pasolini trovò la morte il 2 novembre del '75.&lt;br /&gt;E’ migliorato, negli ultimi anni.&lt;br /&gt;Grazie anche alla costruzione del vicino Porto. Certo,  questa zona andrebbe rilanciata maggiormente. Ma tant’é. Okay, questa è una sorpresa.&lt;br /&gt;L’uomo che sto per intervistare abita a pochi passi da uno squallido gruppo di casupole abusive.&lt;br /&gt;L’indirizzo mi ha indotto a sospettare che non sia un alloggio lussuoso, ma poco più che dignitoso.&lt;br /&gt;Sbagliavo: è peggio di quello che pensassi. Infatti è un postaccio, un misero palazzo popolato da tossici e ubriaconi.&lt;br /&gt;Nell’atrio cadente, arredato con mobili malconci e spaiati, il deodorante ambientale non riesce a coprire il fetore di aglio, disinfettante da quattro soldi e sudore rancido. La maggior parte dei ricoveri per senzatetto è molto più accogliente.&lt;br /&gt;Mi fermo sulla soglia e mi volto verso la strada. Mi guardo intorno attentamente.&lt;br /&gt;Nessuno sembra prestarmi particolare attenzione.&lt;br /&gt;Studio un edificio abbandonato sul lato opposto della strada.&lt;br /&gt;Al secondo piano c’è una finestra con il vetro rotto. C’è forse qualcuno che mi osserva, da dietro i vetri sporchi? Ehi, lassù!&lt;br /&gt;Sono sicuro di aver colto un movimento. E’ una faccia?&lt;br /&gt;O solo la luce che filtra da un buco del tetto? Mi avvicino all’edificio per esaminarlo meglio.&lt;br /&gt;Ma non vedo nessuno e stabilisco che gli occhi mi hanno ingannato. Torno verso il primo palazzo e vi entro, quasi trattenendo il respiro. Mi viene incontro il portiere, un individuo disperatamente obeso che non pare né sorpreso né preoccupato dall’arrivo di uno sconosciuto.&lt;br /&gt; Mi indica l’ascensore. Quando la cabina si apre, ne esce un fetore insopportabile. Okay, le scale.&lt;br /&gt; Con una smorfia dovuta alla sciatica, salgo fino al quinto piano e trovo l’appartamento 22.&lt;br /&gt;Busso. Qualche secondo dopo si aprono alcuni catenacci. E un chiavistello.&lt;br /&gt; La porta si schiude di uno spiraglio, più largo di quello lasciato da una catena, ma rimane bloccato da una sbarra di sicurezza. Non c’è abbastanza spazio per entrare. Appare la testa di un uomo  con i capelli lunghi e sporchi e una barba incolta sul viso. Gli occhi sono irrequieti. “Sono Mario Pulimanti” dico.&lt;br /&gt;L’uomo mi guarda, poi abbassa gli occhi e toglie la sbarra di sicurezza.&lt;br /&gt;La porta si spalanca. L’uomo guarda in corridoio, dietro di me, quindi mi fa cenno di entrare. Avanzo con cautela. “E’ lei Remigio Allocca”.  L’uomo dice di sì.&lt;br /&gt;A un esame più dettagliato l’appartamento risulta essere un bilocale contenente un letto, una scrivania, una sedia, una poltrona e un vecchio divano. La moquette grigio scura è macchiata.&lt;br /&gt;Un’unica lampada a piantana proietta una tenue luce giallognola. Le persiane sono aperte.&lt;br /&gt;  Non c’è una cucina, ma in un angolo del salotto c’è un frigorifero in miniatura, due forni a microonde e una caffettiera.  La dieta dell’uomo consiste essenzialmente in minestre e scatolette di fagioli. L’uomo tiene  un centinaio di cartellette ben ordinate.  I vestiti vengono da un’epoca precedente della sua vita, un periodo migliore. Sembrano costosi, anche se ora sono sfilacciati e pieni di macchie. I tacchi delle scarpe, anche queste in origine eleganti, sono consumate.&lt;br /&gt;In quel momento l’uomo è occupato da un compito interessante: leggere un voluminoso libro di testo rilegato. Sulla scrivania c’è una lente d’ingrandimento scheggiata, collocata su un supporto a collo d’oca.&lt;br /&gt;Mi invita a sedermi sul divano e si sistema su una sedia traballante di fronte alla scrivania. Poi comincia a parlare. Di cose antiche.&lt;br /&gt;E’ anziano.&lt;br /&gt;Vive tra vividi ricordi di sessant’anni prima e una certa confusione nella percezione del presente.&lt;br /&gt;Ad un certo punto entra una signora, la sua compagna. Si chiama Gina. Molto anziana. Ci porta il caffè.&lt;br /&gt;Percepisco diversi odori: la caffeina, certo, ma anche il sudore del nervosismo e due aromi diversi, forse lacca e deodorante. Niente profumo. Lei non sembra tipo da profumo. Terminata l’intervista, esco.&lt;br /&gt;Rientro a casa.&lt;br /&gt;Mi lascio cadere sulla poltrona e accendo il computer. Guardo i video.  E centinaia di altre foto, per la maggior parte scattate da Ferruccio, sempre rapidissimo a estrarre la macchina digitale.&lt;br /&gt;Ehilà, che notizia riportata dall’Ansa.&lt;br /&gt;La Cassazione ha confermato il cambiamento d'ufficio del nome di battesimo imposto da una coppia di Genova al loro figlio. Il bimbo, per decisione dei giudici, non potrà chiamarsi Venerdì ma Gregorio il nome del santo festeggiato il 3 settembre giorno di nascita del bimbo.&lt;br /&gt; Senza successo i genitori del piccolo hanno cercato di insistere sulla legittimità della scelta del nome in quanto anche personaggi noti, come Totti e Ilary Blasi, hanno battezzato la figlia con un originale Chanel, o come Jaki Elkann e Lavinia Borromeo che hanno chiamato Oceano il loro secondogenito.&lt;br /&gt;Secondo i giudici di merito Venerdì sarebbe un nome ridicolo. In un'epoca caratterizzata dalla creatività anagrafica la decisione fa già discutere. Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione matrimonialisti italiani, commenta positivamente la sentenza della Cassazione che conferma il cambiamento del nome di battesimo del bambino genovese.&lt;br /&gt;È giusto, secondo il legale, cambiare il nome dato dai genitori a un bambino, quando può avere effetti negativi sull'inserimento sociale dell'individuo, ricordando il caso di una signora milanese: si chiamava Vera Vacca, e ottenne di cambiare nome di battesimo.&lt;br /&gt;Evidentemente la Cassazione ha messo in primo piano il futuro benessere del bambino rispetto alle esigenze dei genitori.&lt;br /&gt;Controcorrente, invece, il parere di un nonno direttamente coinvolto nella questione come Alain Elkann, secondo il quale “Un nome originale, anche difficile da portare, può aiutare a temprare il carattere, ad avere una marcia in più. Ho due nipoti che si chiamano Oceano e Leone, e li trovo nomi straordinari”. Venerdì mi sembra un bel nome, fa pensare a Robinson Crusoe. Non credo possa creare al bambino problemi con i coetanei: sarebbe così se l'avessero chiamato Venerdì 13”.&lt;br /&gt;Mi lascio sfuggire una risatina, attirandomi un’occhiata severa da parte di Alessandro.&lt;br /&gt;Guardo il video. Ma in fondo non mi importa più. Spengo il pc.&lt;br /&gt;Con Gabriele mi concedo un drink, considerando che ci resta più di un’ora prima di cenare.&lt;br /&gt;Alzo le spalle e esco sul balcone.&lt;br /&gt;Profumo di salmastro. Non mi resta che respirare l’aria del mare.&lt;br /&gt;Simonetta mi chiama. Chino la testa e mormoro: “Okay”.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4483175506744165615?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4483175506744165615/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4483175506744165615' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4483175506744165615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4483175506744165615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/10/nomi-strani-di-mario-pulimanti.html' title='Nomi strani, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6563473835537198061</id><published>2008-10-15T08:55:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T08:57:39.455-07:00</updated><title type='text'>Armstrog, campione in corsa e nella vita, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 11px; "&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Lance Armstrong è già nella storia del ciclismo, ma ha deciso di scommettere ancora forte sul suo fisico, accettando l’ennesima e forse ultima sfida della sua carriera: correre per la prima volta la corsa rosa a quasi 38 anni, ovviamente per vincere. E’ il re del Tour de France, dato che ne ha vinti vinto sette, tra cui anche l’edizione del centenario e potrebbe vincere anche l’edizione del centenario del Giro d’Italia, quella che partirà il 9 maggio 2009 da Venezia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Lance Armstrong è già nella storia del ciclismo, ma ha deciso di scommettere ancora forte sul suo fisico, accettando l’ennesima e forse ultima sfida della sua carriera: correre per la prima volta la corsa rosa a quasi 38 anni, ovviamente per vincere. Il grande ciclista texano ha capito che il Giro può essere una grande occasione per promuovere anche in Italia l’attività della sua fondazione contro il cancro.  Da oltre dieci anni, infatti, Armstrong non è solo un ciclista: un cancro aggressivo lo ha costretto a due operazioni, ai testicoli e al cervello, i migliori specialisti gli concedevano al massimo il 40% di possibilità di sopravvivere ma niente, neanche i cicli di chemioterapia, lo hanno fermato. Ha vinto sempre lui, anche contro il cancro, e ha deciso di fondare la Lance Armstrong Foundation nel 1997, una piccola organizzazione che nel 2003 è diventata LiveStrong, una macchina da guerra nella raccolta fondi capace di raggiungere la cifra di 265 milioni di dollari.  Sembrava il suo unico impegno, dopo il ritiro agonistico, nel 2005, fino alla recentissima decisione di tornare a correre. All’inizio di agosto, ha corso in Colorado una gara di mountain bike di 100 miglia ed è arrivato secondo. Le Olimpiadi di Pechino gli hanno dato altro coraggio, perché ha visto Dara Torres che a 41 anni ha vinto l’argento e la romena Constantina Tomescu-Dita che a 38 anni è diventata campionessa olimpica niente meno che nella maratona.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;E allora via in sella per tornare alla forma di un tempo. Ci sono gli scettici come Francesco Moser che dice: “Non mi sembra una scelta molto azzeccata”, c’è chi sospende il giudizio come Franco Ballerini, il quale afferma che: “a me i ritorni non danno grandi entusiasmi però conosciamo la sua caparbietà e penso possa ancora stupire”, c’è chi crede che: “darà filo da torcere a chi vuole vincere la corsa rosa” come Giuseppe Saronni e chi è piuttosto indifferente come Danilo Di Luca: “per me non sarà un avversario per la vittoria finale perché punto sulle Classiche e sul Mondiale”. Sono tutti d’accordo però sul fatto che la presenza del fuoriclasse americano darà visibilità mondiale alla corsa rosa. E a gennaio, quando parteciperà al Tour Down Under in Australia, si inizierà a capire davvero se potrà anche lottare per la vittoria. In ogni caso, in bocca al lupo Lance! Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6563473835537198061?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6563473835537198061/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6563473835537198061' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6563473835537198061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6563473835537198061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/10/armstrog-campione-in-corsa-e-nella-vita.html' title='Armstrog, campione in corsa e nella vita, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8631170790101401364</id><published>2008-10-11T02:37:00.000-07:00</published><updated>2008-10-11T02:38:06.622-07:00</updated><title type='text'>Boom di bancarelle, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 11px; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Tempi di crisi ed è boom delle bancarelle a Ostia e in Italia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Ma, accanto agli ambulanti regolari, nel settore si insinua un esercito di abusivi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Che solo a Roma potrebbero essere addirittura più dei regolari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;E la maggior parte di loro sarebbero venditori ambulanti, in genere itineranti, che si affiancano a un ridotto numero di abusivi ipertecnologici che preferiscono usare il web per vendite al di fuori dei canali della legalità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; Ma questa ultima categoria è ancora talmente limitata da non essere rilevante.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Mentre, a fronte di vendite nei mercatini rionali di tutto rispetto con un giro d'affari a livello nazionale di 25 miliardi di euro che rende la bancarella l'unico concorrente di rilievo del centro commerciale stupiscono le dichiarazioni dei redditi degli ambulanti, che registrano introiti medi di poco più di 10 massimo 12 mila euro all'anno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Ma che i mercatini vadano benissimo resta un dato di fatto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;La Confesercenti, infatti, afferma che "pur ridimensionato rispetto alla forza numerica che aveva negli anni Ottanta tra il 2002 e la fine 2007 il numero di venditori ambulanti è aumentato in Italia di 36 mila unità".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; Tra le ragioni dell'aumento ci sono le liberalizzazioni della legge Bersani e il forte incremento portato da molti giovani che hanno preferito questa scelta imprenditoriale a situazioni di precariato lavorativo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;La quasi totalità dei banchetti dei mercati sta diventando di proprietà di stranieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Resta ancora particolarmente fluttuante l'andamento degli acquisti e cessioni di licenze da parte di stranieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; Quasi i due terzi degli ambulanti stranieri sono cinesi, che rappresentano il 15% degli operatori, trattano in genere abbigliamento, soprattutto intimo, e pelletterie di bassissima qualità e di basso costo, seguono i cingalesi, generalmente attivi come fruttivendoli, e i pakistani che trattano per l'abbigliamento etnico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;I maghrebini restano legati ai loro settori tradizionali quali cinture, chincaglieria varia e tappeti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Non sempre facili i rapporti tra gli italiani e gli stranieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; Soprattutto i cinesi, che tendono ad acquistare le licenze in contanti a prezzi elevati sono accusati di far innalzare troppo i loro prezzi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Difatti molti ambulanti ritengono che gli stranieri stiano rovinando il mercato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; Ma, d'altra parte, c'é anche la speranza diffusa che i rapporti miglioreranno in futuro e che l'inserimento di stranieri tra le bancarelle migliorerà l'integrazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; In ogni caso é sotto gli occhi di tutti l'ottimo rapporto tra ambulanti e consumatori che vedono nel mercato sotto casa una garanzia di qualità e di cortesia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Il problema più contingente, semmai, è la presenza, di uno stuolo di abusivi che nel Lazio nel 2007 avrebbero sottratto al mercato ben settecento milioni di euro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; Inoltre è consistente la fascia grigia che si pone a cavallo tra abusivismo e il rispetto, almeno parziale, delle regole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; È il caso dei mercatini dei collezionisti che, data la loro diffusione, non rispettano più lo spirito di luogo di incontro di appassionati, ma attirano veri e propri professionisti che godono delle facilitazioni concesse agli hobbysti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; E i commercianti lamentano in tutti i questi casi normative ancora inadeguate portando a modello l'Emilia Romagna dove sarebbe applicata con particolare scrupolo la legge regionale 4/2004 che prevede la confisca e la distruzione delle merci abusive.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8631170790101401364?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8631170790101401364/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8631170790101401364' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8631170790101401364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8631170790101401364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/10/boom-di-bancarelle-di-mario-pulimanti.html' title='Boom di bancarelle, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5808486330052664718</id><published>2008-10-09T09:18:00.000-07:00</published><updated>2008-10-09T09:20:09.783-07:00</updated><title type='text'>I "fannulloni", di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana;font-size:11px;"&gt;&lt;p   style="text-align: justify; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style=" ;font-size:12pt;"&gt;Ho assistito alla trasmissione Domenica in di domenica 5 ottobre condotta da Massimo Giletti sul pubblico impiego e i cosiddetti fannulloni. Più che un dibattito è stato il solito show televisivo, peraltro moderato da un conduttore che non è stato, come avrebbe dovuto, super partes. Lo dimostra il fatto che quando veniva data la parola ai dipendenti pubblici presenti, oppure ai sindacalisti, in particolare al segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Carlo Podda, questi non erano messi in condizione di fare un intervento esauriente. Un dibattito a spot e slogan, che non ha permesso ai telespettatori di capire l’oggetto della discussione, cioè quello che veramente fanno i 3 milioni di dipendenti pubblici. L’idea dominante è sempre stata quella che ha portato il ministro Brunetta a scagliarsi in modo indiscriminato e vessatorio contro i pubblici dipendenti. Non una parola sui tantissimi esempi di efficienza e di qualità di chi lavora negli uffici pubblici, negli ospedali, nelle case di riposo, nelle scuole, nei ministeri, nelle agenzie fiscali, negli enti parastatali, nei settori socio assistenziali… La trasmissione, così come era impostata, ha voluto confermare il luogo comune secondo cui il lavoratore pubblico è un fannullone per definizione, salvo dimostrazione del contrario. Poco importa che il segretario Podda abbia dimostrato, dati alla mano, che in un anno i dipendenti pubblici sono assenti per malattia esattamente quanto i lavoratori privati, cioé in misura fisiologica, e che le sanzioni per i fannulloni sono inserite da anni nei contratti nazionali di lavoro e, semmai, rimangono inapplicate per responsabilità dei dirigenti. Il messaggio che è passato è sempre lo stesso: bisogna colpire i lavoratori pubblici. Bisognava trovare un capro espiatorio di fronte al Paese e, anche in questa trasmissione, ci sono riusciti. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Arial;font-size:10pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5808486330052664718?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5808486330052664718/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5808486330052664718' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5808486330052664718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5808486330052664718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/10/i-fannulloni-di-mario-pulimanti.html' title='I &quot;fannulloni&quot;, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5168914901603674466</id><published>2008-10-03T09:01:00.000-07:00</published><updated>2008-10-03T09:02:15.830-07:00</updated><title type='text'>III Festival Internazionale del Film di Roma, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Ecco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Sta arrivando il III Festival Internazionale del Film di Roma (22-31 ottobre) presieduto da Gianluigi Rondi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Il Festival presenterà 150 film. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Interverrà anche Al Pacino per la consegna del Marc’Aurelio aureo alla carriera; David Cronenberg per commenti a scene chiave del suo cinema (”La zona morta”, “La mosca”, “Inseparabili”, “Crash”); Michael Cimino che illustrerà scene di alcuni musical. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Ci saranno poi Viggo Mortensen, il Re della trilogia “Il signore degli anelli”, Toni Servillo e Carlo Verdone in un confronto di reciproca ammirazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;In programma anche cortometraggi fra cui opere di &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Bozzetto, fratelli Pagot, Lionni, Gianini-Luzzati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Il Festival ha base nell’Auditorium Parco della musica, sette sale per un totale di 8000 posti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Le sezioni sono: Anteprime, Cinema 2008, Alice nella città, L’altro cinema Extra, La fabbrica dei progetti, Focus sul Brasile e sul Mercato dei film. Il Festival s’inaugura con l’opera seconda di Maria Sole Tognazzi, “L’uomo che ama”, con Monica Bellucci, Pierfrancesco Favino e Ksenia Rappaport, e si chiude con “L’ultimo Pulcinella” tratto da Maurizio Scaparro da un suo testo teatrale, con Massimo Ranieri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;La selezione ufficiale ha 20 film in gara di cui 13 in spazio Anteprima per il premio Marc’Aurelio d’oro dato dal pubblico, mentre tre Marc’Aurelio d’argento saranno scelti per film, attore, attrice, da una giuria di critici istituita da Rondi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Importanti i 6 film fuori concorso di cui quattro in Anteprima: “Der Baader Meinhof komplex” di Uri Edel con Martina Gedeck, Alexandra Maria Lara e Bruno Ganz, sull’epopea della banda armata terroristica tedesca che imperversò a metà anni settanta; lo storico romantico “The Duchess” con Keira Knightley, Ralph Fiennes e Charlotte Rampling, sulla vita di Lady Georgiana Spencer antenata di Lady Diana; la commedia drammatico con Agnès Jaoui “Parlez-moi de la pluie”; il fantasy horror “Missing” girato su una isola giapponese da Tsui Hark; il collettivo “8″ sul tema della lotta mondiale alla povertà fissata nel 2000 dall’Onu, storie brevi firmate fra gli altri da Jane Campion, Gus Van Sant, Wim Wenders, Mira Nair. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Fra le Anteprime in gara: “Easy virtue” con Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, dal testo di Coward già film di Hitchcock nel 1928; il duello d’attori in “Pride and glory” fra Edward Norton e Colin Farrel.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Proiezioni speciali di mezzanotte: il western “Appaloosa” con Ed Harris; il romantico avventuroso hard “The garden of Eden” da Hemingway con Mena Suvari, Caterina Murino e Matthew Modine. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Attesa per il fantasy per ragazzi “Twilight” tratto dal primo dei romanzi di Stephenie Meyer, erede della saga Harry Potter. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Da altre sezioni: in Alice nella città diretta da Gianluca Giannelli, 13 film e 5 incontri letterari; in Fabbrica dei progetti diretta da Teresa Cavina, 26 nuove sceneggiature e 14 film di quegli autori in cerca di produttori che hanno già esordito; in Focus Occhio sul mondo, 22 film del Brasile fra anteprime e retrospettive; nel Mercato internazionale del film, diretto da Giorgio Gosetti, in arrivo 600 operatori per 110 titoli disponibili; nella sezione L’altro cinema Extra diretto da Mario Sesti, 10 film eccentrici e 18 documentari, più 10 memorabili interpretazioni di Al Pacino. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Buona visione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;A tutti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5168914901603674466?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5168914901603674466/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5168914901603674466' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5168914901603674466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5168914901603674466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/10/iii-festival-internazionale-del-film-di.html' title='III Festival Internazionale del Film di Roma, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3561569390285444694</id><published>2008-09-29T07:09:00.001-07:00</published><updated>2008-09-29T07:09:41.715-07:00</updated><title type='text'>Vino senz'alcool, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 19px; "&gt;L’Europa decide per il sì al vino senza alcool ma i produttori italiani giustamente protestano. Nel lungo dibattito sul regolamento applicativo della riforma dell’Ocm vino è sulle pratiche enologiche che si sta delineando una nuova geografia enologica comunitaria. “Dopo l’apertura dell’Europa -afferma la Coldiretti- ai miscugli ottenuti da vini provenienti da diversi Paesi Ue e alla possibilità di etichettare con la dicitura generica vino comunitario il vino sfuso e magari importato a basso costo, arriva la proposta di introdurre la dealcolizzazione parziale del vino”. Si tratta di una pratica di cantina, finora vietata, volta a sottrarre, con tecniche industriali, dal vino una parte dell’alcol prodotto naturalmente dalla fermentazione. Ed è la Francia, il principale e tradizionale concorrente del Vigneto Italia, a portare avanti la proposta, in un documento di lavoro non ufficiale messo a punto dagli uffici agricoli della Commissione europea. La pratica dell’allontanamento dell’alcol dal vino non è ancora stata definita dall’Oiv (Organizzazione internazionale della vigna e del vino), ma sarà tra i punti all’ordine del giorno nei prossimi incontri di filiera che si terranno presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3561569390285444694?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3561569390285444694/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3561569390285444694' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3561569390285444694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3561569390285444694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/vino-senzalcool-di-mario-pulimanti.html' title='Vino senz&apos;alcool, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4785816983131098465</id><published>2008-09-24T10:00:00.000-07:00</published><updated>2008-09-24T10:01:33.460-07:00</updated><title type='text'>Italia gerontocratica, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;E’ davanti agli occhi di tutti noi la consapevolezza delle difficoltà crescenti che i giovani incontrano sul mercato del lavoro in Italia, in particolare se intendono affrontare attività qualificate.&lt;br /&gt;Ancor più, se sperano di fare carriera, di imporsi, fino a occupare ruoli dirigenziali.&lt;br /&gt;Il nostro sistema, infatti, è chiuso e scoraggia la concorrenza, non solo sul mercato, ma anche nell’occupazione. Soprattutto per quel riguarda le professioni più ambite, che garantiscono maggior prestigio.&lt;br /&gt;Per cui i giovani si vedono condannati alla sindrome di Peter Pan (non crescere mai). Oppure alla sindrome del principe Carlo (in attesa di una successione che non arriva mai).&lt;br /&gt;Ciò avviene sia nel settore pubblico che in quello privato. I posti di comando, le posizioni dirigenziali sono saldamente occupate da persone anziane. Mentre l’accesso a queste professioni è largamente condizionato da logiche di casta e di famiglia.&lt;br /&gt;Così, si entra in base al cognome, alle amicizie, alla prossimità con chi conta.&lt;br /&gt;Per cooptazione. Un processo governato dall’alto.&lt;br /&gt;Sic res stantibus, uscire dall’Italia, per i giovani diventa necessario.&lt;br /&gt;Semmai, il problema è che le ricerche sugli studenti universitari europei che hanno svolto l’esperienza dell’Erasmus (trascorrendo, cioè, periodi di studio in università di altri paesi della UE), mostrano come gli italiani siano ancora fin troppo pigri e resistenti, sotto questo profilo.&lt;br /&gt;I giovani europei, infatti, considerano normale la prospettiva di lavorare e vivere fuori dal paese d’origine.&lt;br /&gt;Delineano, cioè, un percorso biografico e professionale aperto.&lt;br /&gt;Nel quale, se necessario, sia possibile lavorare e risiedere in un altro paese europeo, diverso e lontano da quello in cui sono nati e cresciuti.&lt;br /&gt;In Italia emerge, invece, un orientamento diverso. Trasferirsi all’estero per motivi di studio e lavoro è considerato utile e, anzi, necessario da un numero crescente di giovani, ma solo per un periodo delimitato.&lt;br /&gt;Il richiamo della famiglia, il legame con il territorio resta forte.&lt;br /&gt;Il che, ovviamente, è un valore.&lt;br /&gt;Ma anche un limite, perché condiziona i percorsi di vita e la carriera professionale dei giovani; e perché asseconda i vizi del nostro mercato del lavoro e del nostro sistema economico e professionale: rigido e chiuso.&lt;br /&gt;Perché, infine, accentua la struttura verticale e gerontocratica del nostro paese.&lt;br /&gt;Dove i figli non crescono, perché controllati da genitori che vogliono restare per sempre giovani e da anziani che, coerentemente, non accettano di invecchiare.&lt;br /&gt;Se gran parte dei giovani ritengono necessario andarsene dall’Italia, per inseguire un lavoro più adeguato alle loro competenze e alle loro aspettative, allora, meglio lasciarli andare.&lt;br /&gt;Torneranno, insieme ad altri giovani di altri paesi, quando il nostro paese sarà più accogliente e aperto. Quando i legami familiari e personali conteranno meno della competenza, per fare carriera nel sistema pubblico e privato.&lt;br /&gt;Quando i ventenni saranno considerati una risorsa sociale su cui investire e non una specie rara, da proteggere e controllare.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Arial; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; "&gt;(Lido di Ostia –Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4785816983131098465?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4785816983131098465/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4785816983131098465' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4785816983131098465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4785816983131098465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/italia-gerontocratica-di-mario.html' title='Italia gerontocratica, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3547591907583986828</id><published>2008-09-22T10:18:00.000-07:00</published><updated>2008-09-22T10:19:08.065-07:00</updated><title type='text'>Modificare la Costituzione?, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;Non c’è nessuna nostalgia autoritaria nel sostenere che la nostra Costituzione andrebbe modificata.&lt;br /&gt;Certo, ha risollevato l’Italia moralmente e politicamente dai disastri della dittatura e della guerra.&lt;br /&gt;Anche se può sembrare che la storia ci dica il contrario, perché molte Costituzioni sono nate proprio da conflitti epocali: quella americana dalla Rivoluzione, quella tedesca e nipponica dalla sconfitta del 1945, quella francese dalla battaglia di Algeri.&lt;br /&gt;Ma esistono anche eccezioni, come la Gran Bretagna, che ne fa addirittura a meno.&lt;br /&gt;La nostra Costituzione comincia a sentire il peso degli anni.&lt;br /&gt;Basti pensare all’articolo 42.&lt;br /&gt;Tale norma, attribuendo alla proprietà privata una funzione sociale, sembra porsi in contrasto con l’attuale statuto europeo.&lt;br /&gt;Per non parlare dell’incompatibilità tra le sue regole rigide e la flessibilità normativa richiesta dalle frenetiche trasformazioni di un mondo ormai omogeneizzato.&lt;br /&gt; Per fare un esempio, il ricorso al giudice amministrativo previsto dall’art 24 , è teoricamente una garanzia contro gli abusi dell’autorità.&lt;br /&gt;Ma la sua formulazione rigida lo rende ormai applicabile a tutto, dalla bocciatura dello studente al trasferimento di un funzionario, dalla collocazione di una discarica alla costruzione di un’autostrada, di un aereoporto o di una centrale nucleare.&lt;br /&gt;Con la conseguenza che ogni provvedimento amministrativo, per quanto necessario e urgente, è soggetto alla censura di un potere estraneo e politicamente irresponsabile, che ne vanifica ogni utilità.&lt;br /&gt;Cosicché mentre in Cina si costruisce un ponte di tre chilometri in un anno, in Italia ce ne vogliono dieci per una campata di venti metri.&lt;br /&gt;Mentre il mondo corre, noi restiamo fermi.&lt;br /&gt;Non solo.&lt;br /&gt;In molti casi la Costituzione pare contraddire sé stessa, dato che alcune recenti riforme sono state inserite senza un organico coordinamento.&lt;br /&gt;Così il sistema processuale accusatorio, previsto dall’ art 111, è incompatibile con la composizione del Csm e l’obbligatorietà dell’azione penale, contemplate dagli articoli precedenti.&lt;br /&gt;Ma è incompatibile anche con sé stesso, laddove consente che l’imputato possa ricorrere contro la sentenza di patteggiamento che lui stesso ha chiesto e ottenuto.&lt;br /&gt;Queste cose ormai sono note e in gran parte condivise. Tanto che, anni fa, la Commissione bicamerale presieduta da D’Alema aveva presentato una proposta di riforma coraggiosa, pur risentendo del timore derivato dal fatto che la nostra Costituzione può essere modificata, ma non sostituita.&lt;br /&gt;Ora i tempi sembrano maturi per ripresentare la proposta di riforma, allora accantonata.&lt;br /&gt;Del resto, non sarebbe più attuale parlare di una Nazione democratica fondata sulla libertà e sul lavoro?&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3547591907583986828?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3547591907583986828/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3547591907583986828' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3547591907583986828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3547591907583986828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/modificare-la-costituzione-di-mario.html' title='Modificare la Costituzione?, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3802922143146041074</id><published>2008-09-17T09:03:00.000-07:00</published><updated>2008-09-17T09:04:58.368-07:00</updated><title type='text'>Cai, nuova Alitalia, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Salgono da 11.500 a 12.500 i dipendenti di Alitalia ed AirOne che saranno assunti dalla nuova Alitalia, la Newco Cai, che rilevera’ una parte di Alitalia. In particolare, le assunzioni riguardano 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 fra operai, impiegati, quadri e dirigenti. Per tutti i lavoratori delle società interessate, appartenenti al gruppo vecchia Alitalia o Air One, per i quali si renda necessario intervenire con misure di sostegno al reddito, saranno attivati gli strumenti della cassa integrazione e della mobilità in base alle norme recentemente approvate proprio in vista del salvataggio Alitalia: gli interventi di sostegno al reddito si protrarranno per sette anni, di cui quattro di cassa integrazione e tre di mobilità. La tutela sarà incrementata fino a far ottenere ad ogni lavoratore l’80 per cento della retribuzione media percepita nei 12 mesi precedenti la collocazione in cassa integrazione o in mobilità.Secondo l’accordo quadro, il piano 2009-2013 prevede la concentrazione delle attività della nuova società sul trasporto passeggeri, includendo le attività di volo, di terra, di manutenzione di linea e leggera, quelle di ground handling nonché le strutture centrali di servizio (amministrativo, informatico ecc.). Per le attività full cargo e di manutenzione pesante societarizzate è prevista una partecipazione minoritaria di Cai. I soci di Cai si impegnano a conservare le proprie partecipazioni nella società per un periodo di cinque anni e, nel caso di quotazione in Borsa comunque non prevedibile prima di tre anni, si impegnano a mantenere la maggioranza assoluta (maggiore del 51%) del capitale ad azionisti italiani. Si legge nell’accordo quadro che l’elemento qualificante del progetto é un partner industriale internazionale con la possibilità che partecipi al capitale della società con una quota di minoranza e, in ogni caso, non superiore a quella massima riservata agli attuali soci. Il piano conferma una capitalizzazione iniziale di un miliardo di euro e il conseguimento del pareggio operativo in poco più di due anni. Che dire? Questo: poteva andare peggio. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3802922143146041074?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3802922143146041074/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3802922143146041074' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3802922143146041074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3802922143146041074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/cai-nuova-alitalia-di-mario-pulimanti.html' title='Cai, nuova Alitalia, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3480246895011583990</id><published>2008-09-16T08:59:00.000-07:00</published><updated>2008-09-16T09:01:39.297-07:00</updated><title type='text'>Incredibile! Banche in crisi, nonostante tutto quello che paghiamo; di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'Times New Roman';font-size:18px;"&gt;Incredibile!&lt;br /&gt;Le banche devono trovare altri 350 miliardi di dollari di capitale per poter fronteggiare l’onda lunghissima della crisi dei mutui americani.&lt;br /&gt;A livello globale le banche hanno sinora annunciato perdite per 500 miliardi di dollari, a fronte delle quali hanno raccolto 350 miliardi di nuovo capitale.&lt;br /&gt;Ma non è finita, perché emergeranno nuove perdite e il sistema creditizio sta affrontando questa fase con bilanci più deboli.&lt;br /&gt;L’interesse dei governatori delle banche centrali e dei governi è quello di procedere velocemente con laRoad map, fissata dal Consiglio europeo di dicembre scorso, per migliorare i mercati finanziari e renderli più affidabili.&lt;br /&gt;Ci sono istruzioni per una maggior trasparenza di bilancio e una rapida comunicazione delle perdite.&lt;br /&gt;Proposte su come superare quei buchi della vigilanza prudenziale resi evidenti dalla crisi in atto.&lt;br /&gt;Indicazioni sul ruolo che le agenzie di rating devono svolgere.&lt;br /&gt;Standar&amp;amp; Poors ha già bocciato le prescrizioni della Commissione di Bruxelles sostenendo che la strada dell’autoregolamentazione sarebbe preferibile.&lt;br /&gt;Ma il commissario Ue al mercato interno, Charlie McCreevy, ha già risposto che con l’autoregolamentazione le agenzie di rating “non risolveranno mai i loro conflitti di interesse”.&lt;br /&gt;Come andrà a finire?&lt;br /&gt;Nessuno lo sa…&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3480246895011583990?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3480246895011583990/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3480246895011583990' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3480246895011583990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3480246895011583990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/incredibile-banche-in-crisi-nonostante.html' title='Incredibile! Banche in crisi, nonostante tutto quello che paghiamo; di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1248800266597642864</id><published>2008-09-16T08:53:00.000-07:00</published><updated>2008-09-16T08:54:25.122-07:00</updated><title type='text'>Miss Italia con i capelli rossi tinti, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;La ventitreenne Miriam Leone, siciliana di Acireale, è la nuova Miss Italia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Con i capelli rossi (non naturali, ma tinti).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Tatuata con un  giglio rosso poco sotto l’ascella.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Ripescata, dato che, scartata il martedì, per l’intera settimana è rimasta sulle gradinate tra le escluse a guardare le altre che parlavano con Carlo Conti e sfilavano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Poi la rimonta: la giuria tecnica sabato la inserisce nelle dieci ripescate, Miriam supera tutte le selezioni fino al duello finale con Marianna Di Martino De Cecco, siciliana come lei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Marianna forse era convinta di farcela, la davano tra le favorite sin dalle prime battute del concorso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Forse Marianna era troppo raffinata, un portamento quasi regale, per piacere quanto meno ai suoi coetanei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Infatti i 60 giurati giovani che stavano in sala non hanno avuto dubbi, preferendo Miriam.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Come ha fatto anche la giuria tecnica, quella in cui stavano Enrico Lucherini, Federico Moccia, Pietro Taricone, Roberta Lanfranchi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Invece il pubblico da casa e gli ospiti illustri hanno avuto un altro orientamento: per gli italiani e per la giuria artistica in cui stavano tra gli altri Giancarlo Giannini e Andy Garcia a vincere doveva essere  Marianna e  non Miriam.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;La media ha fatto comunque vincere Miriam che, all’indomani dell’elezione, confessa la simpatia per Obama, il candidato democratico alla presidenza Usa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Single.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Spigliata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Tradizionale: “Dedico il titolo a mamma e papà”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;L’ultimo pensiero è per Gaetano detto Ninì, il gatto che ha lasciato a casa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Brava, Miriam.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: bold; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-weight: normal; "&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1248800266597642864?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1248800266597642864/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1248800266597642864' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1248800266597642864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1248800266597642864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/miss-italia-con-i-capelli-rossi-tinti.html' title='Miss Italia con i capelli rossi tinti, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3272390272044750568</id><published>2008-09-13T02:11:00.000-07:00</published><updated>2008-09-13T02:12:04.114-07:00</updated><title type='text'>Chi vuole recitare? scrivere a Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il titolo provvisorio é : “A casa col cadavere”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I personaggi sono nove, tre donne e sei uomini, ed è divisa in due atti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La storia: a causa di un tragico equivoco Gabriele apprende di essere stato vittima di un incidente. Per vari motivi, fra cui un’assicurazione sulla vita stipulata dalla moglie Antonella, decide di interpretare davvero la parte del morto…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi fosse interessato a recitarla può scrivere a me o al sito della Ciurma o alla regista Rossana Milani (il sito internet é il seguente: http://www.laciurma.info/index.php).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’anno scorso, si è tenuto presso il teatro della Parrocchia “San Timoteo” di Casal Palocco, il debutto della Ciurma teatrale di Rossana Milani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si é trattato dell’atto unico “Amori, passioni e bugie” di G. Courteline.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per l’occasione io ho scritto “ex novo” un secondo atto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il primo  l’ho invece riadattato, questt’ultimo in collaborazione con la regista Rossana Milani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A big hug&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mario Pulimanti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3272390272044750568?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3272390272044750568/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3272390272044750568' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3272390272044750568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3272390272044750568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/chi-vuole-recitare-scrivere-mario.html' title='Chi vuole recitare? scrivere a Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6224888655799747148</id><published>2008-09-13T02:06:00.000-07:00</published><updated>2008-09-13T02:08:35.872-07:00</updated><title type='text'>Un Big Ben umano, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div&gt;È cominciata l’avventura più ambiziosa della fisica moderna, diretta a esplorare i segreti della materia subito dopo il Big Bang che ha dato origine all’universo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’altro giorno è stato acceso l’acceleratore di particelle più grande e potente mai costruito, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, costato tre miliardi di euro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;D’ora in poi sarà un crescendo di eventi, alcuni dei quali potranno addirittura rivoluzionare la conoscenza della natura e della materia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I primi fasci di protoni hanno attraversato per la prima volta i 27 chilometri dell’anello dell’acceleratore in senso orario e antiorario e tutto è andato perfettamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra pochi giorni i due fasci di particelle saranno sincronizzati per essere iniettati contemporaneamente per ottenere le collisioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo punto gli esperimenti dell’acceleratore cominceranno a registrare dati e in ogni momento potranno riservare sorprese, come riuscire a vedere le particelle esistenti immediatamente dopo l’esplosione che ha dato inizio all’universo, che  è uno degli obiettivi più ambiziosi del super acceleratore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inoltre, oltre alle tre dimensioni spaziali e al tempo, l’Lhc potrebbe rivelare l’esistenza di altre dimensioni e scoprire l’inafferrabile bosone di Higgs, “la particella di Dio” dal quale dipende l’esistenza della massa, ossia che fa aggregare tutte le particelle esistenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciò comporterebbe un momento epocale, grande promessa per conoscere il volto dell’universo bambino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma la Chiesa  ammonisce che “Bisogna tenere separati il campo della fisica da quello della teologia. Chiamare il bosone di Higgs particella di Dio è stata la trovata stravagante di un collega americano, ma con Dio non ha nulla a che fare. Non è detto che il Big Bang sia stato in realtà il primissimo evento che ha dato origine all’universo”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6224888655799747148?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6224888655799747148/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6224888655799747148' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6224888655799747148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6224888655799747148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/un-big-ben-umano-di-mario-pulimanti.html' title='Un Big Ben umano, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-601443876634379403</id><published>2008-09-10T09:17:00.000-07:00</published><updated>2008-09-10T09:19:03.758-07:00</updated><title type='text'>Quale scuola per lo sviluppo?, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 11px; "&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;La preparazione scolastica dei giovani è un tema che tocca da vicino l’Europa, preoccupata di non stare al passo coi tempi: senza una buona scuola il futuro non può che essere grigio e sancire un declino europeo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;D’altronde una scuola che sia veramente formativa non ha soltanto ricadute concrete sul livello culturale delle generazioni future, sullo sviluppo scientifico e tecnologico: essa contribuisce infatti a formare la personalità dei giovani, può renderli attivi anziché passivi, entusiasti anziché disillusi, desiderosi di fare anziché di assistere o consumare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Ma la scuola è oggi in grado di stare al passo con la società in cui viviamo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Un punto critico riguarda il divario che esiste tra la scuola, percepita come un’istituzione in ritardo coi tempi, e la realtà, in particolare quella scientifico-tecnologica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Negli ultimi decenni i ritmi dell’innovazione scientifica sono stati incalzanti e la realtà si è modificata in modo talmente veloce che i tradizionali strumenti di analisi segnano spesso il passo e che spesso la filosofia e l’etica rincorrono la scienza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Sino alla fine degli anni Cinquanta le conoscenze scientifiche erano abbastanza statiche, durature nel tempo: poi si è verificata una vera e propria esplosione che, soprattutto in ambito biologico ha dapprima portato alla conoscenza dei meccanismi genetici e poi alla possibilità di modificarli, di produrre organismi geneticamente modificati, addirittura di micro-organismi sintetici vale a dire forme di vita artificiale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Nel campo delle neuroscienze, altro settore trainante, le conoscenze sul cervello hanno portato a una cascata di ricadute cliniche e applicative come ad esempio la neuroeconomia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Di fronte a questa esplosione di innovazioni, che certamente non segnerà il passo nei prossimi anni, la scuola potrebbe adottare due strategie: quella di rincorrere le nuove conoscenze e tentare di impartire nozioni sempre più specialistiche ai ragazzi oppure insegnare un nucleo di nozioni fondamentali e puntare a formare la mente dei giovani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Mentre il primo approccio è destinato a fallire, come ogni eccessivo specialismo scolastico, il secondo rappresenta la strategia da seguire: è fondamentale che la scuola fornisca un metodo, una chiave di comprensione della realtà e anche un approccio empirico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;È infatti difficile affrontare un problema se mancano metodo e logica, se non si sa ragionare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;In quest’ambito non vedo alcun contrasto tra le cosiddette due culture: se un ragazzo non sa esprimersi correttamente in italiano, se non sa passare dalla parola orale a quella scritta, se non si orienta nei problemi logici, potrà essere un esecutore ma certamente non una persona colta in grado di saper scegliere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Nel bagno mediatico in cui siamo oggi immersi i ragazzi possono essere raggiunti da tante informazioni ma spetta alla scuola formarli, insegnare un metodo, una capacità di analizzare e scegliere, di esporre quanto osservato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;La nostra scuola manca inoltre di empirismo, è troppo astratta, il che dimostra il suo scollamento in un mondo in cui i ragazzi dovranno confrontarsi con un crescente numero di tecnologie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Ma l’acquisizione di capacità manuali e la pratica empirica non hanno soltanto un aspetto di servizio: esse contribuiscono a formare attitudini analitiche, concretezza e fiducia in sé stessi a partire dalla scuola dell’obbligo, anche in quanto molti ragazzi sono portati verso la concretezza e si sentono frustrati da approcci essenzialmente teorici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Alcuni di questi ragazzi andrebbero poi indirizzati verso settori più in linea con le loro inclinazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Una buona scuola e una buona università sono il volano dell’innovazione scientifico-tecnologica: e se l’Italia rinuncia a produrre innovazione le conseguenze saranno sempre più serie in quanto l’Italia sarà ancor più dipendente, addirittura poco in grado di comprendere cosa scegliere: se infatti non si hanno competenze in materia è difficile compiere scelte e decisioni, come d’altronde è avvenuto in passato per il nucleare o per alcune innovazioni nel settore della zootecnia o in quello agro-alimentare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Il problema, come ben sappiamo, è la mancanza di risorse: ma investire nella scuola significa investire nel futuro, anche puntando sulla qualità dei docenti e su incentivi economici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold; "&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-601443876634379403?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/601443876634379403/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=601443876634379403' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/601443876634379403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/601443876634379403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/quale-scuola-per-lo-sviluppo-di-mario.html' title='Quale scuola per lo sviluppo?, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-509728266217633486</id><published>2008-09-06T02:55:00.000-07:00</published><updated>2008-09-06T02:59:15.946-07:00</updated><title type='text'>Ritorno alla scuola della Gelmini, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Italia stiamo per riformare il sistema scolastico, ispirandoci a principi logici. Primo, il ritorno a una tradizionale gerarchia dei saperi che ricollochi in posizione privilegiata la letteratura e la lingua, la matematica e le scienze fisiche, la storia e la geografia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo, il ripristino di sistemi più severi di selezione meritocratica, con tutto il corredo valutativo e sanzionatorio che ciò comporta. Terzo, l'applicazione di criteri di valutazione ai singoli istituti, che entrerebbero così in reciproca concorrenza, sottoponendosi al vaglio degli utenti e delle autorità scolastiche. Lo scopo è quello di riguadagnare qualche posizione nelle classifiche di efficienza dell'istituzione scolastica: classifiche che vedono l'Italia stabilmente piazzata agli ultimi posti fra i Paesi industrializzati (trentacinquesima su quaranta, secondo i dati citati dal ministro &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gelmini). Si tratta di assicurare un futuro dignitoso ai nostri giovani, che dovranno muoversi in un mondo globalizzato senza probabilmente poter disporre delle reti di protezione, istituzionale e familiare, di cui bene o male abbiamo fruito noi, figli e nipoti del baby-boom postbellico. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-509728266217633486?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/509728266217633486/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=509728266217633486' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/509728266217633486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/509728266217633486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/09/ristrno-alla-scuola-della-gelmini-di.html' title='Ritorno alla scuola della Gelmini, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6943496308698818905</id><published>2008-08-30T09:59:00.000-07:00</published><updated>2008-08-30T10:00:27.908-07:00</updated><title type='text'>Vacanze, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;All'ora di pranzo sono esausto. Cerco di mangiare, ma ho lo stomaco chiuso. Tento di dormire perché mi sento mortalmente stanco, ma non ci riesco: la solitudine non mi da tregua. Amici, amiche, moglie, figli e compagnia varia sono in vacanza, io no. Allora mi getto sull'erba del Parco Pallotta, insolitamente deserto come può essere solo un parco a Ferragosto, e guardo il cielo al di sopra di me: fantastico di essere un uccello per poter volare via da qui, lontano, verso straordinarie avventure. Sono solo. E sono triste. Quanto non lo sono mai stato in vita mia. Riprendo a piangere sommessamente: sento il disperato bisogno di avere qualcuno con cui parlare. D'un tratto, uno scricchiolio diverso dal solito. "Chi é?" domando incerto. Silenzio. Allora mi lascio prendere dalla paura. "Chi diavolo é?" urlo a squarciagola, mentre i passi sono ormai a pochi metri da me. "Zitto, Mario, sono io!". Ferruccio. E' la sua voce. "Sono solo, passavo di qui e ti ho visto" risponde. Sono felice di non essere più solo. Mi offre una mentina. E' deliziosa. "Vuoi sentire cosa penso delle vacanze?" mi chiede. Annuisco. Incrocia le gambe e inizia a parlare. "Sei fortunato. Non si può dire che le vacanze siano rilassanti". "Però é triste restare soli" lo interrompo. Ride. "Bé, per farla breve, io odio le vacanze. E le odierai anche tu, dopo che mi avrai ascoltato". E inizia a parlare "Per prima cosa é nata la villeggiatura, divenuta vacanza nell'evoluzione dei comportamenti sociali." Faccio una faccia scandalizzata. "Lo so, cosa credi?". "Oh, guarda che sei proprio permaloso!" mi prende in giro Ferruccio. "Insomma, Mario, stammi a sentire una buona volta, senza interrompermi." "Come, scusa?" dico. Arrossisco, ma prendo lo stesso ad ascoltarlo con attenzione. "La vacanza è nata per consentire a noi stessi di stare meglio -dice- di avere uno spazio libero nel tentativo che il riposo e la libertà ci rendano migliori. Si va in vacanza invece occupando il nostro corpo e la nostra mente molto spesso quanto e come le situazioni lavorative. Si va in vacanza come idea, idealità, forse l'utopia di cercare un luogo che non c'è, un silenzio ormai difficile da trovare. Ecco la vacanza è il grande luogo ormai del malessere, dei viaggi agognati, ma tormentati, in lungo e in largo per il paese o all'estero, carichi di voli da prendere, chilometri da divorare, carte di credito che ti polverizzano ogni idea di viaggio al risparmio. Si parte, si deve partire, non partire è come morire, come reietti messi al bando dal contesto e dall'omologazione sociale, per andare in vacanza litigano le coppie, soccombono le famiglie, piangono e si deprimono i single, si negano e si nascondono quelli che la vacanza non la sopportano o non se la possono permettere. Diverse sono le tipologie di vacanza, la mordi e fuggi, decise all'ultimo momento, durano poco, spartane con l'illusione di fare un affare. Quella esotica, deve essere inaccessibile, lontana, difficile, per pochi, non importa se poi trovi la Costa Crociere nell'isoletta spersa e la famiglia allargata del paese vicino. C'è la vacanza tutto sole, Maldive o Mar Rosso ai saldi, sempre esclusiva nell'atollo maldiviano ma invece tutto romano, lo pensavi tutto privacy e intimità. C'è la vacanza intelligente, quella colta, tutta musei, fiordi norvegesi, autostrade e parchi americani. Poi c'è quella casereccia, dalle spiagge larghe, gli ombrelloni stretti, bocce, pallavolo, musica, panini, pizze in quantità, una sagra paesana garantita 24 ore su 24. C'è infine quella tragica, depressiva, trasgressiva della notte dove l'obbligo è bere, drogarsi, farsi di tutto e di più, raccattando uno spazio di emozione che nemmeno ricordi al tuo risveglio, sono le vacanze dei cosiddetti giovani, bottiglie e rumore, pattume del divertimento mal vissuto, mal digerito, mai capito. La vacanza è allora uno stress, un impegno, dove il filo conduttore è fare qualcosa, qualsiasi cosa tranne il riposo, tranne i tempi vacui, lasciati andare agli spazi della mente, del sogno, quella pigrizia sonnolenta che nel caldo o la frescura della montagna ti fa ritrovare anche quel te stesso che credevi non ci fosse più. Ci logoriamo perché incapaci di vivere ormai il silenzio, il tempo lungo, il non luogo come risorsa, non come rigurgito di una incapacità, una sostanziale difficoltà ad uscire dagli schemi che dimostrano la nostra assuefazione dal tempo, dal fare anziché dall'essere, quel fare che ormai ti fa sentire parte del mondo perché non andare in vacanza significa una sconfitta, una rinuncia, non una scelta, oggi sarebbe davvero l'unica libertà." Detto questo, Ferruccio si interrompe e trae un profondo respiro. Lo guardo senza parlare. "Allora, Mario, ora sei ancora triste o sei contento per lo scampato pericolo di aver evitato una faticosa vacanza?" Mi sento incredibilmente calmo. Dopo un istante di silenzio, tolgo il broncio e gli dico: "Le tue non sono state parole gettate al vento". Penso che aveva proprio ragione Antonello Venditti, quando cantava la sua bellissima canzone "Ci vorrebbe un amico". Primo di invitare al bar Ferruccio per bere insieme una birra fredda, lo abbraccio.Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6943496308698818905?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6943496308698818905/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6943496308698818905' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6943496308698818905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6943496308698818905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/08/vacanze-di-mario-pulimanti.html' title='Vacanze, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-2159043770999541609</id><published>2008-08-15T10:14:00.000-07:00</published><updated>2008-08-15T10:15:17.809-07:00</updated><title type='text'>Olimpiadi, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Seduto a gambe incrociate su una panchina, nel cortile di mia suocera a Collevecchio, con il gatto Romeo coricato sulle mie scarpe. Guardo l'oscurità avvolgere il monte Soratte. Oggi ha fatto molto caldo. Adesso che si è fatta notte ci sono sempre trenta gradi. E' l’inizio di agosto. Allungo il braccio verso la bottiglia di Corvo bianco, me ne verso un dito. Avvicino il giornale agli occhi. Leggo. Passo le dita tra il pelo di Romeo. Miagola, contento. Certo, è un gatto che puzza di gatto, ma gli sono grato che stia spaparanzato sulle mie scarpe. Allora, cosa leggo? Ecco. Panico: ci sono segnali preoccupanti. Meglio sbrigarsi, allora, prima che sia troppo tardi. Di cosa sto parlando? Ma delle Olimpiadi, diamine! Difatti, a due giorni dall'apertura delle Olimpiadi 2008, nessuno, credo, se la sentirebbe più di ripetere lo stanco ritornello che vuole il mondo della politica e quello dello sport autonomi e separati, ciascuno funzionando secondo le proprie regole. Non è mai stato così, almeno da quando l'affermarsi della società di massa e il contemporaneo sviluppo dei mezzi di comunicazione hanno tolto alle grandi manifestazioni sportive il loro carattere amatoriale e dilettantistico mettendo nelle mani dei detentori del potere un nuovo straordinario strumento di propaganda. Già le Olimpiadi di Berlino del '36 furono una formidabile vetrina della Germania nazista. E il pugno alzato di Smith e Carlos sul podio di Mexico '68 resta un esempio classico di uso politico dello spettacolo sportivo. Per non parlare dei boicottaggi incrociati di Mosca '80 e di Los Angeles '84. Smetto di leggere, do un'occhiata all'orologio, poggio il giornale sulla panchina. Di lì a un quarto d'ora andrò a letto. Con la mano sinistra intorno a Romeo, la mano destra intorno al bicchiere, fisso la montagna, dritto negli occhi. Ma la montagna non si prende la briga di ricambiare lo sguardo. Mi ignora, orgogliosamente&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-2159043770999541609?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/2159043770999541609/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=2159043770999541609' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2159043770999541609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2159043770999541609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/08/olimpiadi-di-mario-pulimanti.html' title='Olimpiadi, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-471160564963521854</id><published>2008-08-15T10:12:00.000-07:00</published><updated>2008-08-15T10:13:36.321-07:00</updated><title type='text'>Mare o montagna, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A mia moglie piace la vita in campagna. Le piace stare seduta a guardare il sole che tramonta. Ha sempre desiderato avere una casa con un panorama meraviglioso, vicino al campo di olivi, alle vigne, al giardino di rose, ai gelsomini che profumano l’aria della sera. Avrebbe gradito, infatti, crescere i nostri due figli alla maniera degli antenati. Lei stessa avrebbe insegnato loro a fare il vino e ad allevare le api. Ed i nostri figli -a suo dire- sarebbero cresciuti in pace e sarebbero vissuti in serenità all’ombra di grandi alberi solitari, ascoltando il pigolio degli uccelli che, dopo essersi rincorsi in cerimonie di corteggiamento, cercano il nido su querce così alte che sembrano reggere il cielo. Al contrario, a me piace il mare. Il mare è lo specchio dei nostri pensieri, e sfortunatamente anche di quelli più profondi e malinconici. Riflette ciò che sta nascosto nelle profondità del nostro animo, le nostre paure inconfessate, perfino il volto della morte sembra trasparire, a volte, sotto la sua superficie liquida e mutevole, dietro l’orizzonte che fugge sempre più lontano, che non si fa mai raggiungere. Di sera, la luna sorge dal mare illuminandolo. E la superficie scagliosa del mare riflette i raggi della luna in mille sfaccettature tremolanti. E’ palese che io e mia moglie, in molti campi, abbiamo preferenze diverse. Nonostante questo, mi sento irresistibilmente attratto da lei come da una forza della natura. Ora abitiamo ad Ostia, giustamente definito “il mare di Roma”. Ma le ho promesso che un giorno andremo a vivere in campagna. E lei sai che un Romano mantiene sempre la parola data! Ma voi vi fidereste della parola di uno statale? Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-471160564963521854?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/471160564963521854/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=471160564963521854' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/471160564963521854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/471160564963521854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/08/mare-o-montagna-di-mario-pulimanti.html' title='Mare o montagna, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6250570571970145362</id><published>2008-07-30T09:08:00.000-07:00</published><updated>2008-07-30T09:10:54.631-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita quotidiana'/><title type='text'>Sono rimasto a secco, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="display: block;" class="Section1"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Il gruzzoletto in banca nel caso di vacche magre. Così mi ha insegnato papà Valeriano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;E poi all’improvviso il gruzzolo è sparito con l’introduzione dell’euro. E sono rimasto a secco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;No, non ho una scelta più retributiva di lavoro messa via nel cassetto dei calzini. No, affatto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Sì, la cosa può anche essere raccontata diversamente agli altri e a me stesso ma, a torta finita, il desiderio di maggior guadagno resta solo una chimera appollaiata in un retrobottega del mio cervello.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Il nocciolo è che di soldi, anzi di euro, ce ne sono pochi in circolazione e, almeno per quanto mi riguarda, ci sono troppe occasioni per non esserci più.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Sarò di una perspicacia rara, ma non mi riferisco a divertimenti e vacanze ai Caraibi, per esempio Barbados o altro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Gli euro devono coprire tasse e balzelli vari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Che barba.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Non mi lascio intrappolare. Vada al diavolo pure la nuova finanziaria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Alcuni colleghi dicono: “non vedi, Mario, che i nostri governanti si mostrano dispiaciuti. Del resto con questi nuovi contributi spariranno anche i debiti accumulati dai loro predecessori”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Rispondo: nix. Nessuna giustificazione. A sparire  non sono solo debiti statali pregressi, più o meno fantomatici, ma soprattutto il mio stipendio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Forse il punto è questo: mi serve un’idea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Dicono che uno tiene delle robe di riserva in un angolo della testa, come una specie di fondo di emergenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Sì, esatto. E allora questa volta sono stradeciso: vado a vivere in Lapponia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Voglio dire, non è così orribile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Insomma, almeno risparmierò sull’aria condizionata! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6250570571970145362?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6250570571970145362/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6250570571970145362' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6250570571970145362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6250570571970145362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/07/sono-rimasto-secco-di-mario-pulimanti.html' title='Sono rimasto a secco, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-7249087466059952277</id><published>2008-07-30T02:51:00.000-07:00</published><updated>2008-07-30T02:52:39.897-07:00</updated><title type='text'>Precari, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E’ una limpida giornata di sole, a fine luglio. Collevecchio, un delizioso vecchio e tipico paesino di campagna della Sabina meridionale, un centinaio di case, un migliaio di abitanti. Uno di quei posti in cui passare qualche giorno di vacanza, o magari una vita intera lontano dal caos delle città: un posto tranquillo, insomma. Ed è qui, vedendo il telegiornale nel salotto di mia suocera, che mi è giunta la notizia  che il governo non fa marcia indietro: la norma sui precari resta nella manovra economica. Nonostante le prese di distanza di diversi ministri, tra i quali Brunetta e Sacconi, alla fine è passata la linea del Tesoro di confermare la misura che blocca le assunzioni dei precari che si rivolgono al giudice per ottenere un contratto a tempo indeterminato. Protestano anche le casalinghe che rischiano di vedersi togliere il vitalizio. L'opposizione e Veltroni promettono attacco al Senato. Con un appello al dialogo ieri è intervenuto anche il presidente della Repubblica Napolitano. Ah, adesso sì che mi sono rovinato la giornata. Questa notizia mi risulta molesta quanto il trapano di un dentista.  Senza commenti… Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-7249087466059952277?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/7249087466059952277/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=7249087466059952277' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7249087466059952277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7249087466059952277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/07/precari-di-mario-pulimanti.html' title='Precari, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5848878104784427995</id><published>2008-07-28T08:58:00.001-07:00</published><updated>2008-07-28T09:01:04.489-07:00</updated><title type='text'>Tolleranza zero, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Che barba: non si possono più cantare le filastrocche di Natale.Perfetto: il presepe può offendere qualcuno.Attenzione: i crocifissi danno fastidio a qualcun altro.Io dico: la tolleranza non può uccidere le nostre tradizioni. Vabbè il rispetto verso gli altri.E’ giusto.E’ naturale.Tanto che la sesta sezione penale della Cassazione ha sentenziato che non è reato picchiare la moglie quando la discussione deriva dal diverso credo religioso.Che bello!Vi piace tutto questo?Figuratevi: a me manco per idea.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5848878104784427995?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5848878104784427995/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5848878104784427995' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5848878104784427995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5848878104784427995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/07/tolleranza-zero-di-mario-pulimanti.html' title='Tolleranza zero, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-9211282884162819872</id><published>2008-07-28T08:58:00.000-07:00</published><updated>2008-07-28T08:59:44.239-07:00</updated><title type='text'>Cagnolino seviziato, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Incredibile! Leggo sul giornale che a Frosinone un cagnolino è stato legato e appeso a muso in giù sul fuoco, come uno spiedo, da giovani teppisti, come se volessero farlo arrosto. Poi, credendolo morto, lo hanno trascinato per molti metri sull’asfalto. Una tortura inaudita che fortunatamente non lo ha ucciso. Il cucciolo è stato infatti soccorso da un veterinario. Ha orribili scottature. Ci vorrà un po’ prima che si riprenderà. Senza commenti.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-9211282884162819872?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/9211282884162819872/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=9211282884162819872' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9211282884162819872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9211282884162819872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/07/cagnolino-seviziato-di-mario-pulimanti.html' title='Cagnolino seviziato, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-686237101865239761</id><published>2008-07-16T08:51:00.000-07:00</published><updated>2008-07-16T08:52:19.257-07:00</updated><title type='text'>“Più biodiversità, meno Ogm”, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Ecco: sto scrivendo perché mi sono spaventato nel leggere che la trippa e la polenta sono cancerogeni. Il pesto anche, immagino, invece, che il cous cous sia sanissimo. Che tristezza! I fautori degli Ogm e del cibo Frankenstein sembrano voler cancellare persino i piatti simbolo della storia gastronomica italiana, avvelenare (con la paura, l’ansia, la minaccia) il grande gusto della tradizione, in un tentativo di sradicamento che, peraltro, tocca numerosi altri ambiti. Occorrerebbe protestare per questi attentati, non solo al buongusto, ma anche al nostro palato! Protesta, infatti, l’associazione Slow Food, che ha lanciato nei giorni scorsi un appello: “Più biodiversità, meno Ogm”, perché davvero non può essere vero che il cibo delle nonne faccia male e quello geneticamente modificato renda invece più giovani e aitanti. Alla mobilitazione hanno risposto molti ristoranti sparsi in tutta Italia. Un tuffo nella sana tradizione italiana, alla faccia di chi, forse, ci vorrebbe tutti a fare la fila da Mc Donald’s. Lo sforzo è necessario, mentre si moltiplicano i tentativi di propagandare gli alimenti geneticamente modificati come più sicuri e buoni. Serve, invece, grande chiarezza, corretta informazione, difesa dei prodotti tradizionali e di chi li coltiva, rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori. Sono molti ormai gli Enti locali (tra Regioni, Province e Comuni) che hanno già promulgato norme per dichiararsi “Ogm-free”, liberi da Ogm. Anche io vorrei, oggi idealmente schierarmi su questo fronte sempre più vasto, armandomi... di buon appetito. &lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-686237101865239761?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/686237101865239761/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=686237101865239761' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/686237101865239761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/686237101865239761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/07/pi-biodiversit-meno-ogm-di-mario.html' title='“Più biodiversità, meno Ogm”, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-9166203028214040366</id><published>2008-07-12T08:05:00.000-07:00</published><updated>2008-07-12T08:06:52.608-07:00</updated><title type='text'>Mi piacerebbe  un G-8 risolutivo, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti, ritenendo che il mondo non è mai stato tanto vicino alla distruzione, affermano che molte sono le cause di questa corsa alla distruzione, a cominciare dalla gravissima scarsità di acqua, petrolio, gas, carbone e altre risorse naturali.&lt;br /&gt;I paesi ricchi come Stati Uniti, Giappone e Cina si sono accaparrati la fetta più consistente di queste risorse, lasciando alle nazioni più povere gli avanzi.&lt;br /&gt;Io, uomo di pace, ritengo che il problema trascende quello, storico e complesso, di chi ha e chi non ha.&lt;br /&gt;E’ fondamentalmente una questione di ignoranza e intolleranza, elementi pressoché inscindibili. Quasi mai ci si imbatte nell’ignoranza senza la sua perversa gemella, l’ignoranza.&lt;br /&gt;Alcuni, invece, ritengono che la fine del mondo é sì vicina, ma per motivi di ordine morale.&lt;br /&gt;Pazzi fanatici. Adepti al culto di Geova che credono in un’ecatacombe purificatrice, che spazzerà via ogni corruzione e riporterà Geova nel mondo, dopo che questo sarà stato purificato.&lt;br /&gt;Io, a mia volta, ritengo indispensabile il ruolo del G-8, indispensabile per affrontare i crescenti problemi comuni.&lt;br /&gt;Oltre ai temi economico-finanziari e del rincaro delle materie prime, il G-8 ora tratta i problemi dell’Africa e dell’ambiente, la proliferazione nucleare, il terrorismo e la pirateria.&lt;br /&gt;Il G-8 fu costituito nel 1975 da un nucleo originario di cinque Paesi - Usa, Francia, Germania, Regno Unito e Giappone - per affrontare la crisi monetaria di allora. Italia e Canada vi entrarono poco dopo e la Russia nel 1998.&lt;br /&gt;Alle sue riunioni partecipano varie organizzazioni internazionali e, da qualche anno, cinque fra i maggiori Paesi emergenti: Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa (G-5) . Progressivamente, il G-8 ha poi ampliato le sue competenze. Oggi si interessa anche di sicurezza, economia ed ecologia. È un foro informale, con un summit annuale a livello di Capi di Stato e di Governo e varie riunioni ministeriali.&lt;br /&gt;Non vi vengono assunti impegni vincolanti.&lt;br /&gt;Le sue raccomandazioni, di conseguenza, sono purtoppo spesso disattese. La revisione della composizione e dei compiti del Gruppo non rientra nell’agenda della riunione che dal 7 al 9 luglio si terrà in Giappone, ad Hokkaido.&lt;br /&gt;Forse verrà inserita in quella del Summit del 2009 con la presidenza italiana. Sarà un compito arduo, che impegnerà a fondo la nostra diplomazia, tanto più che il G-8 è l’unico organismo mondiale a cui l’Italia partecipa a pieno titolo.&lt;br /&gt;La crescita dei Paesi emergenti potrebbe delegittimare la sua partecipazione al gruppo. All’Italia converrebbe -per mantenere il proprio rango- un G-8 a geometria variabile, con l’attuale nucleo permanente, a cui si aggiungerebbero di volta in volta le potenze emergenti, a seconda degli argomenti trattati.&lt;br /&gt;Del resto la situazione in Africa è peggiorata, nonostante la crescita del Pil dovuta alle entrate dalle materie prime, ma di cui si appropriano le sue corrotte ed inefficienti classi dirigenti.&lt;br /&gt;L’Asia ha oltre ogni ottimismo già superato gli obiettivi di sviluppo del millennio, fissati dall’Onu nel 2000. Essi tra l’altro prevedono che, tra il 1990 e il 2015, il numero di persone con reddito inferiore ad un dollaro al giorno e di quelle che soffrono la fame venga dimezzato, e che l’educazione elementare venga estesa a tutta la popolazione. La povertà e la fame in Africa sono invece peggiori di quelle del 1990.&lt;br /&gt;Sono poi destinate ad aggravarsi per l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Potrebbero scoppiare carestie, rivolte e guerre civili; aumentare criminalità, terrorismo e fondamentalismo; originarsi incontenibili ondate immigratorie verso il Nord. Tali rischi andrebbero fronteggiati con massicci aiuti finanziari, con la distribuzione di sementi e fertilizzanti, con l’approvazione del Doha Round, con la rinuncia a produrre etanolo dai cereali e con l’eliminazione dei sussidi pubblici alle agricolture occidentali.&lt;br /&gt;Nel G-8, tutti si dichiareranno d’accordo con tali misure, ma nessuno assumerà impegni vincolanti. Quindi, non se ne farà niente. D’altronde, è sempre accaduto così dal 2005, quando Tony Blair collocò l’Africa al primo posto delle priorità del G-8.Per l’ambiente, si auspicherà l’adesione degli Usa e della Cina al Protocollo di Kyoto.&lt;br /&gt;  Si discuterà anche degli emendamenti da proporre al Trattato di Non Proliferazione, nella Conferenza di Revisione del 2010. Potrebbero consistere nel divieto di costruire impianti per l’arricchimento dell’uranio e per il riprocessamento del combustibile spento, volto a recuperare il plutonio. In compenso, si sottolineerà come la creazione di uno o più banche mondiali di rifornimento delle barre garantirà il combustibile ai Paesi che hanno rinunciato a produrlo in proprio.&lt;br /&gt;Per il terrorismo e la criminalità sarà come al solito auspicato il supporto tecnico ed addestrativo da parte dei Paesi avanzati a favore di quelli emergenti. Qualcosa di più concreto, ad esempio pattugliamenti congiunti, potrà essere previsto per contrastare la pirateria, aumentata negli ultimissimi anni.&lt;br /&gt;Per i partecipanti, il summit di Hokkaido sarà un’occasione d’incontro, allietata dalle immancabili manifestazioni no-global. I problemi principali verranno rimandati al summit 2009, quando vi parteciperà il successore di Bush. Anche per questo, la presidenza italiana del G-8 sarà molto impegnativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spengo il pc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrossisco fino alla punta delle orecchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ che…mi piacerebbe  un G-8 risolutivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sogno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-9166203028214040366?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/9166203028214040366/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=9166203028214040366' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9166203028214040366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9166203028214040366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/07/mi-piacerebbe-un-g-8-risolutivo-di.html' title='Mi piacerebbe  un G-8 risolutivo, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-597919793075074755</id><published>2008-07-05T01:09:00.000-07:00</published><updated>2008-07-05T01:11:21.175-07:00</updated><title type='text'>Ostia, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Eccomi qui: mi chiamo Mario e vivo ad Ostia. A mia moglie Simonetta che afferma che io, dall’alto dei miei 52 anni e quasi ottantacinque chili di peso, comincio a somigliare sempre di più al fratello gemello di Oliver Hardy, sono solito rispondere che anche Einstein non era bello, però che fisico!... Ma bando alle distrazioni. Dicevo che abito ad Ostia. Esattamente a Corso Duca di Genova, all’altezza di Piazza delle Repubbliche Marinare. Da casa mia, per andare al Porto di Ostia, si deve purtroppo percorrere la zona di Nuova Ostia, da alcuni definita il ghetto di Ostia. Oltretutto è a Nuova Ostia, in via dell'Idroscalo, che è stato ucciso Pier Paolo Pasolini in un luogo desolato, polveroso e abbandonato, come il monumento a lui dedicato, scrostato e in rovina. La cronaca ci racconta che la mattina del 2 novembre 1975 in un campo in via dell'Idroscalo fu scoperto il cadavere di un uomo. Sarà Ninetto Davoli a riconoscere il corpo di Pier Paolo Pasolini. Nella notte i carabinieri fermarono Giuseppe Pelosi, detto "Pino la rana", alla guida di una Giulietta 2000 che risulterà di proprietà proprio di Pasolini. Pelosi, interrogato dai carabinieri, confessò l'omicidio. Raccontò di aver incontrato Pasolini presso la Stazione Termini, e dopo una cena in un ristorante, di aver raggiunto il luogo del ritrovamento del cadavere; lì, secondo la versione di Pelosi, Pasolini avrebbe tentato un approccio sessuale, e vistosi respinto, avrebbe reagito violentemente: da qui, la reazione di Pelosi che culminò nell'omicidio del grande poeta-regista. Ma questa è un'altra storia. Ora vorrei parlarvi di quello che accade per arrivare al Porto di Ostia. Niente di male se si ha l’accortezza di percorrere il Lungo Mare. I problemi sorgono, invece, se si ha l’incauta &lt;a href="http://mariopulimanti.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/##"&gt;idea&lt;/a&gt; di addentrarsi per le &lt;a href="http://mariopulimanti.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/##"&gt;zone&lt;/a&gt; interne di Nuova Ostia Qui, tra strani individui che scorazzano per vie ad angolo retto, circoli culturali e sezioni politiche coesistono fianco a fianco con i negozietti a gestione familiare in cui si possono cambiare assegni, pagare bollette e comprare parrucche, artigianato africano, liquori e mobilio vario. Molti degli edifici più vecchi sono deserti e parecchi sono recintati o sigillati da porte metalliche coperte di graffiti. Dietro le strade più affollate, elettrodomestici a pezzi aspettano che qualcuno venga a razziarli e la spazzatura si ammonticchia agli angoli delle case e davanti ai marciapiedi. Erbacce e giardini di fortuna invadono i lotti abbandonati. Le affissioni reclamizzano gli spettacoli dei teatri di Ostia, il Pegaso, il Fara Nume, ma anche il più importante Teatro Nino Manfredi, mentre centinaia di manifestini coprono pareti e staccionate, annunciando spettacoli e show di qualche compagnia locale  di attori semisconosciuti. I ragazzi si raccolgono a gruppetti. Passando con la mia macchina a via Forni, vicino a Piazza Gasparri, nel cuore di Nuova Ostia, ho notato alcuni di loro che seguivano la mia macchina -non riconoscendola come una della zona- con cautela, diffidenza e, in qualche caso, con aperto disprezzo. Non mi è, comunque, venuto in mente di parcheggiare. Infatti in queste vie, nell’inferno di sporcizia e di violenza con bestemmie che piovono da tutte le parti, è pericoloso parcheggiare. O, meglio, ritrovare la macchina dopo il parcheggio. O comunque, l’autoradio, la ruota di scorta, gli specchietti laterali, le targhe, le tendine di Topolino, i seggiolini, i cerchioni delle ruote, il volante, i fari, i tergicristalli. La gente è pronta a tutto per mettere insieme venti euro. Ma pure dieci.  Il giorno dopo, in un attimo di follia, ho ripercorso, e questa volta a piedi, lo stesso tragitto. Camminavo, quindi, sotto i pilastri di cemento di Nuova Ostia toccandomi continuamente la tasca di dietro per tastare il portafogli. In questi posti non sai mai chi puoi incontrare. Un secondo ci vuole che ti hanno rubato anche i trigliceridi che hai nelle arterie. Una volta proprio sotto i pilastri di  Piazza Gasparri ci stavano accampati due barboni. Uno di questi è il famoso clochard Elia. Poi tutti i giorni gli rubavano i cartoni e i panni che raccoglievano dall’immondizia e alla fine se ne sono andati via. Troppo degradante anche per loro. E, per Elia, destinazione Chiesa di Nostra Signora di Bonaria, dove, per tantissimo tempo è stato accampato di fronte alla parrocchia, in un modo non proprio conforme alle regole dell’igiene, tenuto conto che non è possibile definire salubre, pulito e sterilizzato l’ambientino che si era costruito. Ed ora l’alloggiamento-bivacco di Elia si può notare davanti al centro commerciale “l’Aquilone”. Questo mi ha fatto riflettere. L’aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali, con il relativo insorgere di nuovi modelli di marginalità sociale ed economica, è un fenomeno comune a tutti i paesi occidentali. Per quanto riguarda le povertà estreme come quella di Elia, la presenza di un consistente numero di persone senza casa costituisce un elemento ricorrente di marginalità sociale nei paesi economicamente avanzati, come l’Italia. Io ritengo che per fronteggiare soddisfacentemente il problema le amministrazioni locali dovrebbero poter mobilitare una persona ogni mille abitanti, come affiancatore di un emarginato grave (sia un suo familiare o un volontario o un operatore stipendiato) per far avanzare gradatamente la persona che esce dall’emarginazione. Difatti, riassumere in carica questi cittadini espulsi dalla piena cittadinanza comporta certamente il costo di un coinvolgimento tanto dell’amministrazione pubblica, quanto delle reti di solidarietà. A mio parere questa è la sola strada da seguire per aiutare persone come Elia, permettendo loro di poter tornare a vivere come persone normali ed evitando, tra l’altro, che loro stessi possano diventare veicolo di gravi infezioni sia verso loro stessi che verso gli altri. Ma torniamo alla mia passeggiata dell’altro giorno a Nuova Ostia. Non è facile comprendere le dinamiche di questa zona, né cercare di capire quali sono i motivi profondi del disagio e della poverta' che si respirano camminando lungo le sue vie oscure e tristi. Non è facile superare le barricate che separano la cosiddetta Ostia da Nuova Ostia che è, senza dubbio, la zona più  desolata del Lido. E’ certo che sono pochi coloro che, consapevoli di un contesto sociale tanto pericoloso e di un clima particolarmente turbolento, intendano trasferirvisi neanche per trascorrere un breve soggiorno. E non vorrei esagerare dicendo che mi sembra un ambiente abbandonato a se stesso intriso di sofferenza e delusione, dove vigono regole dure e brutali. Ma è purtroppo quello che penso.  Ritornando indietro, però, verso Piazzale della Posta, lo scenario cambia: gli edifici deserti sono stati abbattuti o ristrutturati, i cartelloni fuori dai cantieri mostrano quali residenze idilliache presto rimpiazzeranno le costruzioni preesistenti. Difatti la zona appena limitrofa a Corso  Duca di Genova, infine, è bella e alberata, con marciapiedi puliti. Le file di vecchi edifici sono in buone condizioni. Ci sono i bloccasterzo ai volanti delle auto, anche se il parco macchine include anche vecchie Fiat od improbabili Skoda. Andando avanti si esce finalmente da Nuova Ostia. Prima di arrivare sotto il mio portone c’è un palazzo di arenaria, con la facciata ricca di decorazioni scolpite nella pietra ed il ferro battuto di un nero lucente sotto il sole della tarda mattinata. E più avanti due splendide palazzine risalenti agli anni sessanta. Parcheggio vicino a quella di destra, davanti alla fermata dello 01. “Ecco, questa è casa mia”.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-597919793075074755?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/597919793075074755/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=597919793075074755' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/597919793075074755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/597919793075074755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/07/ostia-di-mario-pulimanti.html' title='Ostia, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3567560439888498810</id><published>2008-06-11T09:09:00.000-07:00</published><updated>2008-06-11T09:10:06.877-07:00</updated><title type='text'>Dino Risi, nel ricordo di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Cerco di mangiare, ma ho lo stomaco chiuso.Ho appena saputo, infatti, che Dino Risi è morto. Il regista di capolavori come “Il sorpasso”, forse il suo film piu’ famoso, e “I mostri”, nella sua lunga carriera, è stato soprattutto uno dei maggiori interpreti della commedia all’italiana insieme a  Monicelli, Magni,  Comencini, Loy e Scola.Per una trentina di anni ha vissuto in una camera di albergo nel cuore dei Parioli,  nel residence Aldovrandi.Risi, 91 anni, era nato il 23 dicembre del 1916 a Milano, si era laureato in medicina prima di approdare al cinema.Il suo primo lungometraggio risale al 1952 ed è “Vacanze col gangster”. Il vero successo arriverà però più tardi, con la commedia “Il segno di Venere” e  con  “Pane amore e…” e “Poveri ma belli”.Nel 2004 quando il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, lo ha insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce.Dino Risi, che tra l’altro che somigliava molto all’avvocato Agnelli, amava fare delle profonde riflessioni sull’esistenza.Come questa: “La morte? Mi incuriosisce. Prevedo delle sorprese. La vita in fondo non è questa grande trovata…”Mi assale la tristezza.Ciò nonostante mi accomodo sul divano, metto il dvd “In nome del popolo italiano (1971),  con Tognazzi e Gassman, mi verso un bicchiere e bevo alla salute del Grande Maestro.Quindi scivolo all’indietro, e il film mi avvolge.Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3567560439888498810?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3567560439888498810/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3567560439888498810' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3567560439888498810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3567560439888498810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/06/dino-risi-nel-ricordo-di-mario.html' title='Dino Risi, nel ricordo di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3459146957056708757</id><published>2008-06-06T09:01:00.000-07:00</published><updated>2008-06-06T09:02:28.550-07:00</updated><title type='text'>Pensieri, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Collevecchio. Sento l’odore della campagna. Sane zaffate di erba tagliata, fiori e letame. E me lo gusto. Ho la testa leggera e i polmoni lavorano lentamente: sto bene. L’aria si sta calmando, è un piacere respirarla. I campi sono pieni di pecore e agnelli dal manto lanuginoso: sento i loro belati, l’odore del loro sterco. Guardo il panorama, le colline in lontananza. Guido piano. E’ domenica pomeriggio tardi e non c’è traffico. Il tragitto non è lungo, appena un’ora. Da Collevecchio a Ostia. Quando arrivo sono esausto; il debito di sonno comincia a pesarmi e il percorso è stato lungo e noioso. Non c’era nulla di interessante alla radio; è stata una lotta rimanere sveglio al volante. In casa mi tolgo le scarpe e i jeans; vado in camera da pranzo con addosso solo la t-shirt e cado sul divano. Guardo fisso al di là della testa di Gabriele e attraverso la porta che da sul balcone; vedo il sole rosso che tramonta su questo angolo di Ostia. Ci sono molte persone oltre questa finestra. Chissà quanti di loro mi conoscono o si stanno preoccupando minimamente per me. Probabilmente nessuno. Fisso fuori dalla finestra. Il cielo è coperto; la luce del sole, che filtra tra le nuvole, è fioca offuscata, la calura umida. Ho sete e voglio un bicchiere d’acqua, ma non ho la forza di andare in cucina. Poi, scivolo placidamente nel sonno. Penso a Nicole Kidman. Lei non mi manda più in orbita. Penso al calcio. Da ragazzo adoravo il calcio; ora mi attira poco. Guardo qualche partita, ma non mi interessano le classifiche né le competizioni: quando si assiste a una gara a cui partecipano ventidue giovani milionari, è difficile badare al risultato. Penso a una coppia che ho incontrato ieri al Pontile. Lui vecchio. Molto. Ricco. Molto. E sposato con una rumena. Giovanissima. Lui ha 75 anni, lei 22. Me l’immagino proprio quel rapporto: un vecchio ricco e la sua giovane moglie dalla personalità passivo-aggressiva. Probabilmente lei gli spilla tutto quel che vuole; lo ripaga con la bellezze e con la fellatio. Non c’è dubbio che la loro vita sessuale sia tutta lì; il cuore di lui non reggerebbe altro, e può darsi che lei sia frigida. Le donne a cui piace essere scopate non sposano i vecchi. Penso a papà. Chiudo gli occhi e vedo il suo viso. Quell’immagine mi toglie ogni energia. Mi appoggio il viso tra le mani e piango in silenzio. Le lacrime si raccolgono sui palmi e mi scivolano lungo i polsi, fin dentro le maniche. Penso al lavoro. Niente di quello che ho voluto si è mai avverato; sono stanco delle delusioni. Sono stanco dei mie indugi, del mio eterno senso di incompletezza. Sono una persona con poche abilità; l’unica cosa che ho è la capacità di accettare i fallimenti. Ciononostante, sono lì disteso e mi sento svuotato e sconfitto. Penso alo pseudo presidente di una associazione. Da un po’ di tempo mi sta facendo girare i coglioni a mille.  Sembro sul punto di iperventilare. Falso allarme.  Qualche secondo dopo, sto dormendo.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3459146957056708757?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3459146957056708757/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3459146957056708757' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3459146957056708757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3459146957056708757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/06/pensieri-di-mario-pulimanti.html' title='Pensieri, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1010203414703603897</id><published>2008-05-13T08:14:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T08:15:06.383-07:00</updated><title type='text'>Buonfiglio, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Appena giunto a casa, accendo la tivvù.Vengo così a sapere che ci sono37 sottosegretari e nessun viceministro. L’annuncio è stato dato al termine del Consiglio dei Ministri. Il numero dei componenti del Governo è arrivato così a 60, come previsto dalla legge Bassanini. 40 in meno rispetto al governo Prodi. Antonio Buonfiglio, stretto collaboratore di Gianni Alemanno, nel quinquennio in cui il nuovo Sindaco di Roma è stato Ministro dell’agricoltura, e' ora stato nominato unico sottosegretario del Ministero agricolo. Buonfiglio, responsabile del Dipartimento Agricoltura di Alleanza nazionale, è stato presidente dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Antonio Buonfiglio è nato Roma il 2 novembre del 1968. Laureato in Giurisprudenza, svolge l'attività di avvocato. Nel 2006 è eletto alla Camera dei deputati per Alleanza nazionale. Esco sul balcone. Rimango per un pezzo a contemplare l’orizzonte dall’alto. Rido di gusto. Bé, sì, lo ammetto. Sono contento. Altroché! Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1010203414703603897?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1010203414703603897/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1010203414703603897' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1010203414703603897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1010203414703603897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/05/buonfiglio-di-mario-pulimanti.html' title='Buonfiglio, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1939891829457982724</id><published>2008-04-30T07:25:00.000-07:00</published><updated>2008-04-30T07:27:46.801-07:00</updated><title type='text'>Alemanno sindaco, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il risultato del ballottaggio dimostra chiaramente che Roma ha percepito e registrato un desiderio forte di cambiamento. C'era nel sistema di governo dominante una situazione autoreferenziale che non aveva colto che ci voleva e veniva chiesta da noi cittadini una grande svolta. Così  noi elettori capitolini, quando abbiamo avuto la possibilità di esprimerci con il voto, abbiamo dato forma e sostanza politica a questa domanda. E la risposta é stata chiara: Alemanno Sindaco di Roma. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1939891829457982724?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1939891829457982724/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1939891829457982724' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1939891829457982724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1939891829457982724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/04/alemanno-sindaco-di-mario-pulimanti.html' title='Alemanno sindaco, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-378217933291651293</id><published>2008-04-24T07:23:00.001-07:00</published><updated>2008-04-24T07:23:43.226-07:00</updated><title type='text'>25 aprile, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Stasera di pensieri ce n’è un’insalata. Chiaramente non sono saggio come Marco Aurelio Antonino, imperatore filosofo e valoroso. Non so tenere una conversazione brillante, ma forse un ho pregio ce l’ho: sono abituato a contare solo su di me senza aspettarmi mai favori piovuti dal cielo, come mi aveva insegnato Nonna Jole. Non posso dimenticarmi il suo volto saggio e profumato, gli occhi celesti e i capelli grigi raccolti dietro la testa. Brrr. Mi sento gelare a questi ricordi. Lasciamo stare.Con mio figlio Gabriele, il grande, decidiamo di cenare al Reginus di Collevecchio. Tortellini alle noci e Merlot del 2004. Complimenti, Pierangelo! Ma ecco che, riflettendo e rimuginando, a un tratto ci troviamo, ahinoi, coinvolti in mistiche congetture. Nostro malgrado, sia ben chiaro! Ecco, davanti a me vedo il discepolo senza nome vicino a Maria di Cleofa, mentre al suo maestro crocifisso gli viene inferto un colpo di lancia nel petto. Intanto Anna, il sacerdote assassino, ride del Gesù morente sulla croce, insieme a Satana, capo delle forze del male, che perde però la battaglia definitiva quando Cristo, l’Unto, risorge. “Eli, Eli, lemà sabactàni?” Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? Mi piace servirmi del dogma per uscire fuori dai miei dubbi razionali. Quindi penso al Corano, che non ha difficoltà nell’esortare a diffondere le sue verità religiosa anche con la forza fisica. E’ facile dire che la nostra arma è la parola. Mi ricordo che alcuni giorni fa ho rivolto queste mie devote perplessità a Stefano, mio fratello. Ricordo anche che lui, sornione, mi ha lanciato un’occhiata stupita, consigliandomi di non fumare troppo pakistano nero. Mah…Cosa avrà voluto dire? Gabriele interrompe bruscamente le mie divagazioni mistiche, ricordandomi che domani è Festa. E che Festa! Cavolo, il prossimo 25 aprile sarà il 63° anniversario della Liberazione dell’Italia dagli occupanti nazisti. Una pagina importante della storia italiana, che fu scritta grazie ai soldati alleati ma con il contributo determinante degli italiani, partigiani e militari, chiudendo il periodo della dittatura e aprendo la strada alla libertà, alla nascita della Repubblica e alla nuova Costituzione.Certo, la Festa della Liberazione è una giornata per ricordarci che i diritti, il benessere, la libertà dei quali godiamo non sono qualcosa di scontato. Troppa gente se ne dimentica. Non riesco a capire.Eppure molti sono morti per garantirci queste conquiste.Forse il punto è questo: spetta a noi difenderle, tenendole vive nella coscienza e negli atti di ogni giorno. E’ proprio vero: per questo il 25 aprile deve essere veramente una giornata di Festa! Ritorniamo a Ostia, sazi e contenti. Ho deciso, del resto.Dopo questa ottima cena al Reginus di Collevecchio, domani mi rivedrò “Roma città aperta”, il film che racconta una storia ambientata nella Roma del 1944. Un capo della Resistenza, l’ingegner Manfredi, è braccato dai tedeschi. Trova rifugio da Pina, una donna del popolo, vedova con un figlio, che sta per risposarsi con Francesco, un tipografo anche lui legato alla Resistenza. Marcellino, il figlio di Pina, riesce a mettere in contatto l’ingegnere con don Pietro, un prete che ha già collaborato in passato con i partigiani. Quando anche Francesco viene portato via, Pina corre inseguendo il camion, ma una raffica di mitra la uccide sotto gli occhi impietriti della gente e del figlio. Manfredi viene sottoposto a tortura e muore, ma senza parlare; don Pietro, anche lui arrestato, è costretto ad assistere alla scena e maledice gli assassini. Poi, nel piazzale di un forte, don Pietro, fatto sedere su di una sedia, viene fucilato alla schiena sotto gli occhi dei ragazzini della sua parrocchia. E questa è la fine del film. Che bello! Vi piacciono tutte queste ingiustizie? Figuratevi: a me manco per idea.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-378217933291651293?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/378217933291651293/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=378217933291651293' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/378217933291651293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/378217933291651293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/04/25-aprile-di-mario-pulimanti.html' title='25 aprile, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-2420645020979307886</id><published>2008-04-22T03:43:00.000-07:00</published><updated>2008-04-22T03:44:59.521-07:00</updated><title type='text'>"Se mi denunci, te la faccio pagare!", di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Molte donne non denunciano le violenze subite per paura di subire rappresaglie da parte del violentatore.  "Se mi denunci, te la faccio pagare!"  Violenze e aggressioni possono finire con la morte della donna che ha osato denunciare, dopo mesi o anni di persecuzioni, come è successo anche in alcuni tragici casi recente. Infatti lo stupratore,  anche se condannato, uscirà rapidamente di prigione: per un indulto, per buona condotta, perché l'avvocato ha fatto ricorso in appello e nel frattempo sono decorsi i termini di carcerazione preventiva. E sa che gliela farà pagare. Altro che denunciare. La donna violentata non denuncia anche per vergogna, perché lei stessa, dopo uno stupro, si sente sporca, umiliata, ferita, oltraggiata nel corpo e nell'anima. Come reagire?  Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-2420645020979307886?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/2420645020979307886/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=2420645020979307886' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2420645020979307886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2420645020979307886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/04/se-mi-denunci-te-la-faccio-pagare-di.html' title='&quot;Se mi denunci, te la faccio pagare!&quot;, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3454752984784913468</id><published>2008-04-19T03:46:00.000-07:00</published><updated>2008-04-19T03:47:57.158-07:00</updated><title type='text'>21 aprile, natale di Roma di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A quanto pare è una mattina fresca, dopo la leggera pioggia di ieri sera. Erba bianca di brina si stende lungo il prato di Piazza delle Repubbliche Marinare, davanti alla fermata dello 01. Arrivo in ufficio. Penso di essere sempre allegro e disponibile. Un collega mi informa di promozioni ambigue e di reggenze ai soliti raccomandati. Così si dice, rispondo. Tuttavia rimango un po’ turbato. Per quanto amara può risultare la verità, la mia innata esuberanza mi restituisce presto il buonumore. Oh, bene! E’ già sera: esco dall’ufficio. Sennonché all’ex Piazza Esedra -ora della Repubblica- mi imbatto casualmente in mio fratello. Così, prendiamo un caffè. Bene, ho un’ottima scusa per accantonare i pensieri amari che, mio malgrado, mi hanno accompagnato per tutto il giorno. “Un momento” dichiara ad un certo punto in tono solenne “il prossimo 21 aprile, Natale di Roma, festeggerò il mio compleanno, essendo nato 46 Natali di Roma. Avrei una proposta da fare: perché non viene ripristinata a Roma la festività del Natale di Roma, dato che in ogni parte del mondo si trova qualcosa che la ricorda ed è l’unica civiltà ad avere radici cosi lunghe e ramificate?” “Giusto, Stefano, hai ragione”, convengo sorridendo. Del resto sono duemilasettecentosessanta anni, mica uno. Il prossimo Natale di Roma sarà il settimo compleanno del nuovo millennio. Il 21 aprile, secondo la tradizione, è il Natale di Roma: il giorno in cui Romolo, nel 753 a.c., avrebbe tracciato il confine originario della città. Forse questa è una data leggendaria perché sembra che, prima che Romolo tracciasse il famoso solco entro cui far nascere la città di Roma, alle pendici del Campidoglio già ci fosse una piccola comunità. La nascita di Roma, quindi, risalirebbe a prima dell’anno 753 a. c. ma la leggenda, ricca di fascino, non offusca la seduzione di Roma, città eterna, anzi la arricchisce di magia. La data del 21 aprile ha una spiegazione. Nell’antico calendario cadevano in questa data i festeggiamenti in onore di Pale, divinità della fecondità. Le Palilia, così queste feste venivano chiamate, erano comuni a tutte le genti che si incontravano per purificare con fumigazioni, il bestiame e le stalle.Fra le capitali del mondo, Roma è, a mio parere, quella che possiede il patrimonio archeologico di gran lunga più rilevante. Era la prima metà dell’Ottocento quando Stendhal passeggiava estasiato per Roma in cerca della classicità e del colore locale che tanto lo affascinavano. Sono passati quasi duecento anni da allora, il Tevere è sempre più giallo, il Papa si è ritirato dietro le Mura del Vaticano e il romano è rimasto imperturbabile, menefreghista, pacioso e scanzonato come lo definiscono i soliti e vecchi luoghi comuni in bocca a chi non ha avuto la sorte di nascere sotto il cupolone. Ma pochi sono ora i romani, quasi una razza in via di estinzione, in una città imbarbarita e involgarita. Quelli che ancora sono convinti, a ragione, che tutto il mondo è provincia, solo Roma è città. Gli stessi che rimangono indifferenti alle false grandezze, alle mode effimere, al passaggio dei potenti, allo sfavillio delle nuove ricchezze, e definiscono Roma l’unica città rimasta attraverso i secoli indipendente e sovrana perché ha conosciuto due soli grandi poteri: l’Impero e il Papato. Buon compleanno Roma! E, buon compleanno caro fratellone, da due anni papà di Sara! Una bambina impetuosa quanto bella, e al tempo stesso così vivace e affettuosa. E’ un piacere averla per casa. Sicuramente diventerà una splendida ragazza. Ah, dimenticavo: il 21 aprile sarebbe stato anche il compleanno di mia nonna Jole. Sono diciassette anni che non c’è più, ma la ricordo ancora com’era veramente: una donna speciale. Auguri, nonna! Saluto Stefano e torno a casa. Qualsiasi traccia di malumore è ormai cancellata. Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3454752984784913468?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3454752984784913468/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3454752984784913468' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3454752984784913468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3454752984784913468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/04/21-aprile-natale-di-roma-di-mario.html' title='21 aprile, natale di Roma di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8752253750801333847</id><published>2008-04-08T08:53:00.000-07:00</published><updated>2008-04-08T08:55:10.193-07:00</updated><title type='text'>A proposito del "Cacciatore di aquiloni" di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Seccato per problemi di lavoro, lancio un’occhiataccia a un consulente.  Una giovane collega si toglie gli occhiali e gli sorride con una certa civetteria. Esco dall’ufficio.  Prendo la metro. Sulla strada del ritorno incrocio lo sguardo con strani tipi. Forse testimoni di Geova. Vedendoli, non posso fare a meno di pensare a una creatura di Dosytoevskij, uno di quegli emarginati che passano la vita a rimuginare, a partecipare a riunioni settarie e ad accarezzare giornali pieni di immagini subliminali. Hanno il viso fanatico di uomini posseduti da un demone. Arrivo a Ostia. Prendo l’autobus. Scendo di fronte a un vivaio. Do  un’occhiata al vialetto di fronte all’entrata. Il giardino è decisamente ordinato, con i cespugli di forma e altezza identiche e i primissimi boccioli esposti nella loro armonia simmetrica e cromatica.  Il muschio cresce rigoglioso attorno ai lastroni di pietra che terminano davanti a una porta a legno ad arco che da accesso sul retro. Punto verso casa. Arrivo. Mi stendo sul letto.  E penso. Il Cacciatore di aquiloni. Ieri sera a Cineland. Con amici. Un film di &lt;a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=17339"&gt;Marc Forster&lt;/a&gt;. Un film forte. Commuove ed emoziona. Dopo aver trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Questo viaggio è l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della profonda amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende storiche del suo paese in guerra. Difatti, tra Amir ed Hassan si era scavato un solco che solo un coraggio tardivo, ma riparatore, riuscirà a colmare. Non bisognerebbe mai aver letto prima il libro da cui un film è tratto. Perché, pur non volendolo, si finisce con il fare confronti che andrebbero evitati dato che si tratta di due forme di comunicazione diverse. Come molti italiani però ho letto il libro di Khaled Hosseini. Nel libro si racconta uno splendido rapporto di amicizia tra Amir, ragazzo afgano pashtun di Kabul, e Hassan, figlio del suo servo hazara. Certo, il regista, pur avendo realizzato un film più che dignitoso, non riesce a restituire l'emozione complessa che il libro suscita nel lettore. Il film, comunque,  segue il libro senza rischiare personali interpretazioni che ne avrebbero snaturato il significato. Khaled Hosseini scrive in modo di incollare il lettore alle sue pagine vivendo in prima persona i travagli interiori di Amir, sentendo fischiare i proiettili russi prima e talebani poi sopra alla propria testa, ritrovandosi il viso rigato di lacrime al primo sorriso che Sohrab, il figlio di Hassan, gli rivolge. C’è anche altro. In Afghanistan se una donna chiede il divorzio perde tutto, figli compresi. Una moglie che commetta adulterio, anche se il marito l’ha lasciata mettendosi con un’altra donna, viene giustiziata e a volte sono gli stessi familiari a provvedere all’esecuzione. Gli uomini controllano le donne in tutto, si accertano che vadano a scuola, che lavorino fuori casa e decidano se possono o meno sposarsi con un certo uomo. Non sono, queste, condizioni fissate dai talebani o dall’Islam, ma ciò nonostante nessuno oserebbe violarle trattandosi di norme con profonde radici nelle antiche usanze tribali dell’Afghanistan. Ho visto il film, trattenendo il fiato. Nel cacciatore di aquiloni c'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Sì, avrei una gran voglia di rivederlo. Il film. E di rileggerlo. Il libro. E’ vero. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8752253750801333847?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8752253750801333847/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8752253750801333847' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8752253750801333847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8752253750801333847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/04/proposito-del-cacciatore-di-aquiloni-di.html' title='A proposito del &quot;Cacciatore di aquiloni&quot; di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3092207899588227600</id><published>2008-04-04T01:57:00.001-07:00</published><updated>2008-04-04T01:57:59.124-07:00</updated><title type='text'>Sentimenti erotici, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chiudo le finestre e il rumore del traffico si spegne come fosse la tivvù. Mi passo la mano sui miei capelli. Bianchi. Ho delle priorità e, per quanto mi riguarda, la vanità non ne ha mai fatto parte. Esco. Sono un pò teso, ultimamente. Camminare sul lungomare mi rilasserà i nervi. Pontile. Gabbiani. Tra 30 anni, sarò in riva al mare a dar loro da mangiare. O non ci sarò più. Odio le formalità. Preferisco dare del "tu" alle persone. Incontro un’amica. Ha un accento che non sono mai riuscito a identificare. Probabilmente ucraina. Ha qualche problema con i verbi, che nelle frasi occupano i posti più impensati. E’ alta, con lunghi capelli neri macchiati di grigio. Parliamo del più e del meno. Poi dell'ennesimo morto in occasione di una trasferta di tifosi di calcio. Dalle testimonianze raccolte finora, sembra che i tifosi juventini siano stati aggrediti con calci e pugni sulle fiancate del bus e lanci di bottiglie, di qui la precipitosa partenza del pullman. Ma i tifosi del Parma smentiscono. Il calcio sta morendo? Diamogli un calcio. E' stato deciso di rafforzare il piano di sicurezza sulle autostrade, di adottare più rigore nella vendita dei biglietti, di fare attenzione alle trasferte. Nei piccoli provvedimenti c'è l'ammissione dell'impotenza: non più soltanto gli stadi da controllare, ma anche i piazzali degli autogrill. Dicono che l'area dell'autogrill di Asti dove Matteo Bagnaresi è morto non fosse tra quelle considerate a rischio. Si parla di situazione critica, ma c'è una sola certezza: il tifoso parmense è stato travolto dal pullman dei tifosi juventini. Troppe versioni non coincidono, ancora una volta si seminano sospetti e si dimostra l'incapacità di affrontare le situazioni difficili con responsabilità. Il problema è uno solo: basterebbe trovare il coraggio di abolire le trasferte. E allora? Vedo che la mia amica non é più in vena. Le porgo un cioccolatino. Sorride. "Grazie". Mi saluta. E se ne va. Mi viene incontro Gabriele. Mio figlio. Il grande. Lui riesce ad andare dritto al cuore della questione. Mi chiede i soldi. Per la benzina. 30 euro. Rimango interdetto. E poi lo accontento. "Bé, allora ci vediamo, papà". Entro in un bar. La tivvù é accesa. Sta parlando dell'Expo 2015. Cosa dobbiamo aspettarci, noi italiani, dalla designazione di Milano per l'Expo 2015? Sono precoccupato: esiste il rischio di trasformare questa occasione da un lato in un'ennesima compravendita di aree, spazi e privilegi e dall'altro in un palcoscenico dove, ne sono certo, l'ansia di esibizione e di approvazione avrà la meglio sulla sostanza. Quando squilla il cellulare, sussulto. Mia moglie. Mi aspetta a casa. Dobbiamo andare a cena con una coppia di amici. Silvia. E Ferruccio. Brillanti. Simpatici. Molto. Perfetto. Simonetta é di Collevecchio. Un paese molto tranquillo. Lì, certe volte mi sorprendo ancora ad ascoltare il silenzio. Lì, mi illudo di sentire le voci dei miei nonni. E' un attimo di speranza che pago con una fredda delusione, e che si dirada con il passare del tempo e lo sbiadire dei ricordi. Meglio non guardare più solamente al passato e a ciò che ho perduto. Conviene guardare, invece, al presente e al futuro. E va bene. Sono un frustrato pendolare di Ostia. Certo non c'è da essere sconsolati. Ho un bel lavoro, molte relazioni sociali e affettive, alcune importanti -come l'amore per la mia famiglia- e mi resta ancora un pò di tempo per rimediare al resto. Cammino. Come un vecchio. Metto un piede davanti all'altro: un lento, regolare trascinarmi. Riesco a malapena a mettere un piede davanti all'altro. In mezzo alla gente. La gente come me. Quelli che stanno a poche fermate dalla mediocrità, quelli dei desideri irrealizzabili, e la cui realtà non é certo desiderabile. Quelli che invidiano, ma lusingano, quelli che non vuoi conoscere, che soltanto parlarci ti sembra una perdita di tempo. Quelli che spuntano da qualche parte, ridendo alla battute che non hai neanche ancora fatto. Quelli che ti fanno pena e che odi, quelli che temi e che in parte ti affascinano, quelli che potresti essere tu, e viceversa: sono lora la causa di sensi di colpa, rabbia e frustazione, conflitto interno, distorsioni di personalità, manie di grandezza, paranoia, megalomania, incubi, probemi di abuso di sostanze e persino dell'emicrania. Dovrei cambiare atteggiamento. Dovrei affrontare la realtà, modificare il mio atteggiamento e guardare da un'altra parte. Ma non lo farò. Non posso farlo. Non ancora. Laureato. Specializzato. Sottopagato. Tra pochi anni mi congederò con la mia brava pensione statale. Sono dispiaciuto. Il mio fallimento. Mi sento disintegrato. Mi sento come se fossi stato preso a botte fino allo sfinimento. Ci sono pezzi di me che continuano a cadere. Intanto frequento ricevimenti. Come quello di ieri sera. Gli invitati sono decisamente di serie b e molti si trovano lì soltanto perché così è stato loro ordinato. I pochi ospiti di relativa importanza sono alcuni politici locali intervenuti nella speranza di ritagliarsi un po’ di spazio sui giornali e un corpulento parlamentare, membro di una qualche commissione per i rapporti comunitari, che sembra annoiarsi più di me. Nell’ultima settimana ci sono molte di queste serate, evento tutt’altro che straordinario nelle settimane che precedono un’elezione, affollate di party, manifestazioni per la raccolta di fondi e riunioni con i sostenitori. I parlamentari e i loro portaborse partecipano ogni sera a cinque o sei di questi eventi sia per scroccare da mangiare e bere sia per stringere la mano agli elettori, intascare assegni e in qualche occasione anche per affrontare argomenti di natura elettorale. Mentre il ricevimento era in corso nei saloni di un elegantissimo Hotel, ho incontrato vecchi amici. Hanno tutti dei bambini. Hanno tutti un mutuo. Hanno tutti lavoro, rughe, problemi alle articolazioni, progetti, speranze, motivi per essere ottimisti, perdono i capelli. Sono stati tutti felici di vedermi. Nessuno si é preoccupato di nulla. Infatti a malapena sembravano prestarmi attenzione. E’ un sollievo così grande realizzare che a nessuno importa davvero di me. Beh, non così tanto. Famiglie italiane in crisi. Diamine, é vero! Sono sempre di più le famiglie italiane in difficoltà per pagare la rata del mutuo. Quelle con problemi di insolvenza sono circa duecentomila, mentre altre cinquecentomila sono a rischio. A dare l'allarme, fornendo le cifre, è il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, che ha svolto alcune interessanti lezioni al corso ISLE che ho frequentato di recente. Ha sollecitato una maggiore protezione per i consumatori. "Siamo un Paese - ha detto Catricalà - pochissimo indebitato e i nostri risparmiatori sono tra i più virtuosi d'Europa ma bisogna intervenire per arrivare ad una tutela dei cittadini". Mi incammino sul lungomare, aggiro Piazza Rendina, passo per via grenet e supero infine l’incrocio di Corso duca di Genova. E qui che abito. Al 253. Il cielo è nero come l’inchiostro, punteggiato di stelle e con qualche spruzzata di nuvole. E' macchiato dalle scie degli aerei che atterrano e decollano dal vicino Aeroporto di Fiumicino. Citofono. "Ho capito" dice Simonetta "Scendo subito". Salgo in macchina. Accendo lo stereo. Billie Holiday. Chiudo gli occhi. Penso a stamattina. In ufficio. Un collega. E' alto quasi un metro e ottanta, magro e porta occhiali da vista con una sottile montatura metallica. I suoi capelli biondo-rossicci tendenti al grigio sono decisamente lunghi e lo fanno assomigliare a un hippy avanti negli anni. Ma ha negli occhi un che di malizioso che gli da un’aria giovanile. E’ single e, dal database dei dipendenti statali, che sono andato a consultare, ho scoperto che ha 40 anni, ma gliene sarebbero dati cinque di meno. Mentre io, purtroppo, i miei anni li dimostro tutti, e i miei capelli neri, dopo essere ingrigiti, chissà perché, ora sono tutti bianchi. Interrompe i miei pensieri. “Stai ingrassando”. “Non faccio moto e conduco una vita troppo sedentaria”. Da oltre un mese ha preso l’abitudine di fare un salto nel mio ufficio a chiacchierare del più e del meno con una giovane consulente assegnata al mio ufficio. Ma adesso vuole spingersi oltre e in quel momento sta cercando di escogitare qualcosa che attiri la sua attenzione. Li lascio soli. Davanti a me non c'è più la consulente, giovane, né il collega, quarantenne. C'é Simonetta. Forte, imbattibile, nulla può ostacolare la sua volontà. Accende la macchina e si lascia andare a un grido d'entusiasmo. Partiamo. Un giovane motociclista ci taglia la strada. "Paralitici. Vecchi" ci urla. Accostiamo davanti a un bar. "Hai perso la lingua?" le chiedo. Simonetta si volta verso di me "Scusami. Ho bisogno di un caffè" Certo, per vivere bene é necessaria la comunicazione , e per comunicare servono capacità d'ascolto e tolleranza. Qualità indispensabili. Sono questi i temi su cui dovrebbere insistere la scuola. Ma in una fase storica come l'attuale caratterizzata da conflitti, incertezze e polemiche é difficile anche per gli educatori svolgere il proprio mestiere. Basti pensare al bambino di 8 anni deriso a scuola perché colpevole di avere una mamma napoletana. Il bambino sarebbe stato sottoposto ad angherie da parte dei compagni sull'onda dell'emergenza-rifiuti in Campania e anche a violenze fisiche, che hanno spinto i genitori a cambiare scuola al figlio. Dopo l'ultima agressione l'alunno aveva minacciato il suicidio qualora non fosse stato trasferito in un'altra scuola. Bullismo. Teppismo. Nonnismo...e poi... delinquenza. Dietro la cassa, una grande foto di Wojtyla. Il Papa Santo. Subito. Il 2 aprile Benedetto XVI ha celebrato, sul sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa con la Curia Romana nell'anniversario della morte di Giovanni Paolo II, in una piazza San Pietro gremita da quarantamila fedeli, inneggianti a Wojtyla. Papa Ratzinger ha sottolienato le "qualità soprannaturali" di Giovanni Paolo II, di cui è in corso il processo di beatificazione e ha parlato del suo predecessore in termini così commossi e appassionati, che sembrava già considerarlo un santo. Giovane, vigoroso e sportivo. Poi ferito, ammalato e curvo. Fino a che si è spento nel dolore. Come dimenticarlo? Nel frattempo Simonetta si avvicina. La stringo a me, sorridendo. Detto questo, detto tutto. Alla prossima. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3092207899588227600?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3092207899588227600/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3092207899588227600' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3092207899588227600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3092207899588227600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/04/sentimenti-erotici-di-mario-pulimanti.html' title='Sentimenti erotici, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-675474118237023876</id><published>2008-03-27T10:55:00.000-07:00</published><updated>2008-03-27T11:02:17.353-07:00</updated><title type='text'>"Nannarella", di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Entro in un bar. Mando giù una birra.Un amico mi stringe la mano. Dà un'occhiata al suo orologio digitale da quattro soldi: "Scusami tanto ma devo scappare. Mia moglie mi sta aspettando". E sparisce. Rimango seduto per un pò. Un'altra birra. Scura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Santo Dio, chissà perché sto pensando a una collega. La prima volta che ho posato gli occhi su di lei, mi ha lanciato uno sguardo così cattivo che mi sono fatto il segno della croce. E da allora non é cambiato nulla: risposte monosillabiche, occhi che si evitano, quello strano sguardo cattivo. Con lei non sono a mio agio. Una persona negativa e noiosa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è più niente da fare. Rischia di trascinarti, pscicologicamente, al suo stesso livello. E' un buco nero di disperazione. Scuoto la testa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul bancone, una rivista. Con Nannarella in copertina. Quel giorno del 1973 è stato uno di una lunga serie di giorni tristi, segnati dal grigio dell'inverno, che ogni tanto viviamo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel giorno é morta Anna Magnani. Ah, dimenticavo: mi chiamo Mario. Sono romano. Abito a Ostia. E considero Anna Magnani la massima rappresentante del teatro e del cinema neorealista italiano. Certo, il centenario della sua nascita, il 7 marzo, poteva anche essere celebrato meglio, come del resto è avvenuto nel 2007, per gli anniversari di Rossellini, Soldati e Visconti. Forse la Magnani non gode di quella popolarità diffusa che ormai guida le strategie di marketing dell'industria e della cultura. Cavolo, non é nemmeno disponibile in dvd la sua interpretazione più celebre, la Pina di "Roma città aperta!" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E dire che noi italiani, da più di cinquant’anni, abbiamo negli occhi e nel cuore quella corsa disperata dietro il camion tedesco che metteva la parola fine al suo più grande personaggio. Dopo cento anni, il suo volto identifica ancora il cinema italiano nel mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel 1955 ottenne l'Oscar come migliore attrice protagonista per "La Rosa Tatuata" di Daniel Mann. La sua paura dell'aereo e la convinzione di non vincere non la fecero andare a Hollywood. Difatti non presenziò alla cerimonia e non aspettò sveglia le notizie dagli Stati Uniti. Il giornalista che con una telefonata la svegliò per darle la notizia ebbe difficoltà a convincerla che non si trattava di uno scherzo. Due anni dopo ottenne un'altra candidatura per "Selvaggio è il vento" di George Cukor. Tennessee Williams, che per lei ha scritto "La rosa tatuata" ha detto: ''Non ho mai incontrato una donna più bella. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non posso fare a meno di seguire il nome di Anna Magnani da un punto esclamativo''. Ehm...lei, nata a Roma il 7 marzo del 1908, ha amato sempre la città eterna, dove ha abitato fino alla sua morte nel 1973. Occhi di brace. Capelli sempre arruffati. E scuri. Una proverbiale impulsività. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sembra di sentire ancora la sua risata. Irridente. Canzonatoria. Gioiosa: la risata di Nannarella. Pino Daniele le ha inoltre dedicato "Anna verrà". Una bella canzone. Barcollo. Un tizio mi guarda "Stai in guardia, amico. Birra scura. Una fottuta dinamite, amico". "Ehm...davvero?"Annuisco, sorridendo, e mi guardo intorno, sperando che si sbagli. Wow. Adesso sono seriamente agitato. Mi sento come se mi avessero dato un pugno nello stomaco e sono così frastornato che a malapena riesco a tenere la testa dritta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sgranchisco le gambe. Una passeggiata sul lungomare mi farà bene. Che birra. Forte. Mh-mh. Come la personalità di Nannarella. La nostra magnifica "lupa romana". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-675474118237023876?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/675474118237023876/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=675474118237023876' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/675474118237023876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/675474118237023876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/03/nannarella-di-mario-pulimanti.html' title='&quot;Nannarella&quot;, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8923283314237429948</id><published>2008-03-15T05:04:00.000-07:00</published><updated>2008-03-15T05:05:00.242-07:00</updated><title type='text'>Chiesa ed elezioni, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quando mi sono svegliato, questa mattina, avevo 52 anni. E tre mesi. Allora ho realizzato. Ho realizzato che mi sono afflosciato, mi sono rammollito. Non so cosa ho sbagliato. Mi mancano ambizione e grinta. Sono diventato debole e passivo, patetico e sentimentale. Niente riesce a smuovermi. Sono peggiorato tanto che non riesco più neanche ad andare al Testaccio a trovare mio fratello. Al telefono, mia madre. "Mario stai messo bene a soldi?" Di solito, un cinquantaduenne non ha bisogno dei soldi della madre. Un cinquantaduenne potrebbe anche non avere più i genitori. Ha i suoi soldi. Ha figli. Responsabilità. Una carriera. Sto sudando freddo. Un'altra pausa. Attacco alcuni minuti dopo. Ho detto no. Forse è una fase naturale del processo di invecchiamento. Mi hanno chiesto di scrivere l'atto di una commedia. Non ho nessun tipo di idea. Terribile. Neanche io davvero so cosa c'é di sbagliato in questa idea, oltre al fatto che è strano che abbiano chiesto a me di redigere una sceneggiatura. E tutto questo per niente. Non mi porta soldi. Non sono mai stato in ballo i soldi. Non c'é una possibile ragione per farla se non che voglio fare un favore ad amici. E poi, proprio quando pensi che non può andare peggio di così, capisci quanto sei sciocco. Sei proprio come gli altri, forse anche peggio, racconti in continuazione delle totali, fumose sciocchezze e non hai idea di come si faccia una sceneggiatura ma solo di come si scrive un lettera piena di cavolate a un giornale, e l'unica differenza sostanziale tra te e la persona seduta al tavolo del bar di fronte a te in attesa di bere la sua tazzina di caffé é che lui non ha gusto nel vestire. Prendo il giornale.Giro pagina.Leggo con attenzione.Puntuale arriva l'appello della Cei, che ribadisce la sua decisione di non schierarsi per nessun partito lanciando invece un appello ai cattolici, ma anche ai laici impegnati in politica, di tutti gli schieramenti affinché tengano conto di quei valori che sono alla base della tradizione civile e sociale dell'Italia.Né con i partiti né con i movimenti politici: i vescovi italiani stanno, quindi, dalla parte dei valori fondamentali, a difesa della vita umana. Dal concepimento alla morte: no, dunque, ai Pacs, all'aborto, all'eutanasia, a certa scienza che, nei laboratori, "infrange la dignità della vita".Un sì indiretto, dunque, ai partiti contrari a tali pratiche.Leggo e il mio stupore cresce a poco a poco.Passo di meraviglia in meraviglia, ma il meglio deve ancora arrivare.Infatti la Cei è anche molto attenta al "problema della spesa", intesa come spesa al mercato, spesa per le bollette e il mutuo: a questo problema, infatti, il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, dedica il passaggio centrale del suo intervento alla apertura del Consiglio permanente della Cei.E su queste emergenze sociali del Paese - "aumento dei salari minimi, difesa del potere d'acquisto delle pensioni, emergenza abitativa, sostegno alla maternità, misure per una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro" - i vescovi chiedono larghe intese nel prossimo Parlamento.Il mio cuore accellera.Leggo e non ascolto più i rumori del bar.Nel discorso di Bagnasco non mancano i temi etici, ma il messaggio forte ai partiti politici in piena campagna elettorale è un altro: "Non possiamo trascurare i problemi indilazionabili che la popolazione avverte con crescente disagio e per i quali attende risposte credibili, concrete e rapide.Vorremmo che all'indomani del voto ci fosse una spinta convergente, nel rispetto dei ruoli che il corpo elettorale vorrà assegnare, per affrontare realmente queste situazioni, stando al largo dalle strumentalità e dalle speculazioni, per dare un miglioramento effettivo alle condizioni di vita della parte più consistente della popolazione".Bagnasco ribadisce anche che la Chiesa non si schiererà con alcuna formazione politica.Continuo nella lettura e sgrano gli occhi, indignato.La Chiesa non fa sconti sui valori fondamentali della vita umana. Bagnasco, abbastanza smaliziatamente, ricorda ai cattolici che, al momento del voto, non possono "ritenere ogni idea o visione del mondo compatibile con la fede".Accidenti.E' davvero inquietante.Un no assoluto anche alla sperimentazione sugli embrioni.Bagnasco, con parole dure, dice: "Quando essere umani nello stato più debole e indifeso della loro esistenza sono selezionati, abbandonati, uccisi, oppure utilizzati come puro materiale biologico, come negare che essi siano trattati non più come qualcuno, ma come un qualcosa, mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell'uomo?" Rimango pensieroso per alcuni minuti. Poi ridacchio. Ci sto. La sfida é appena iniziata. Grazie, Bagnasco. Spero che le tue parole non siano state gettate al vento. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8923283314237429948?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8923283314237429948/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8923283314237429948' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8923283314237429948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8923283314237429948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/03/chiesa-ed-elezioni-di-mario-pulimanti.html' title='Chiesa ed elezioni, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6970654198472885154</id><published>2008-03-15T04:33:00.000-07:00</published><updated>2008-03-15T04:36:00.956-07:00</updated><title type='text'>Forza Ferrari! di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono uomo, sono romano. E sono un tifoso della Ferrari. Il prossimo mondiale di Formula 1 propone una seria di novità. La principale è la prima gara di Formula 1 in notturna, che si correrà in settembre a Singapore. Inoltre piacciono le gare cittadine, tanto che a Valencia si correrà su una pista tipo Montecarlo e non in autodromo. Le altre novità sono di ordine tecnico. E' stato abolito il controllo di trazione, che garantiva ai piloti una più facile gestione della potenza. Conseguentemente sono stati vietati i sistemi di partenza assistita. Ora molto torna nelle mani dei piloti. Per fare questo -altra novità- è stata l'adozione di una centralina elettronica unica semplificata, che dovrebbe garantire controlli più agevoli da parte della Federazione. Se non ci sono novità sui motori (deve durare due gare, chi lo rompe e deve sostituirlo paga una penalizzazioni di dieci posizioni sulla griglia di partenza), ce ne sono sui cambi: ora devono durare quattro gare e chi è costretto a cambiarlo prima dovrà accettare una penalizzazione di cinque posizioni. Novità anche sulle benzine, che adesso devono avere una percentuale del 5,75 di biocarburante. Assieme ai biocarburanti dovrebbero dare un segnale di maggiore rispetto verso l'ambiente. Infine le auto sono costruite con diverse protezioni ai lati dell'abitacolo per la testa dei piloti e, al fine di ridurre i costi, non ci sarà più il muletto, ossia l'auto di scorta. Come la penso io? Arrossico fino alla punta delle orecchie. Poi rispondo entusiasta: "Forza Ferrari!" Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6970654198472885154?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6970654198472885154/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6970654198472885154' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6970654198472885154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6970654198472885154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/03/forza-ferrai-di-mario-pulimanti.html' title='Forza Ferrari! di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-2129230073486512828</id><published>2008-03-11T01:28:00.000-07:00</published><updated>2008-03-11T01:29:36.960-07:00</updated><title type='text'>Un pò imbranato, di Maro Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non ho il coraggio di dire queste cose a mia moglie, così le scrivo sul giornale.&lt;br /&gt; Così come, sul versante femminile, esistono le mani di fata, su quello maschile esistono gli uomini veri, quelli da amaro Montenegro, capaci di salvare cavalli ma anche di aggiustare oggetti, di riparare guasti domestici, di lavare i piatti e di cucinare.&lt;br /&gt; Io, ahimé, come molti altri uomini, non appartengono a questa categoria. In realtà so fare tante altre cose.&lt;br /&gt; Leggo moltissimi libri e me li ricordo.&lt;br /&gt; Credo di cavarmela con la scrittura e malgrado quello che dicono certi miei colleghi, penso di lavorare con impegno e con discreta abilità.&lt;br /&gt; Faccio delle belle fotografie.&lt;br /&gt; E poi quando c’è da bere e da mangiare sono un vero professionista!&lt;br /&gt; Ma, come dice mia moglie Simonetta, in tutto il resto, o quasi, sono un disastro.&lt;br /&gt; E quando dico disastro non esagero.&lt;br /&gt; Perché la mia vita è punteggiata, quotidianamente, da sconfitte imbarazzanti.&lt;br /&gt;Prendiamo la botanica.&lt;br /&gt;Vi dico subito che Simonetta ha il pollice verde.&lt;br /&gt; Ogni pianta che lei mette in casa diventa un baobab.&lt;br /&gt; Io, invece, sono una catastrofe vivente.&lt;br /&gt; Ogni pianta che metto in ufficio muore dopo pochissimi giorni.&lt;br /&gt; Sono l’Attila delle azalee, dei ficus e degli oleandri.&lt;br /&gt; Passiamo alla cucina.&lt;br /&gt; Per sintetizzare il mio rapporto con i fornelli sarò esplicito: non so cucinare nemmeno un uovo al tegamino.&lt;br /&gt; Quando prendo in mano una padella divento Fantozzi. Confondo il sale con lo zucchero.&lt;br /&gt; Mi brucio le mani quando scolo l’acqua della pasta.&lt;br /&gt; E le poche volte che ho provato a cuocere una bistecca i vicini hanno chiamato i pompieri per via del fumo, che ho provocato nel palazzo.&lt;br /&gt; Poi c’è il bricolage.&lt;br /&gt;Se c’è da attaccare un quadro mi prendo a martellate da solo.&lt;br /&gt; Se devo bucare una parete col trapano mi ritrovo nel salotto dei vicini di casa.&lt;br /&gt; Non parliamo dei miei maldestri tentativi quando c’è da sturare un water: provoco un maremoto e allago l’appartamento.&lt;br /&gt; Se cerco di aggiustare una presa elettrica faccio saltare la corrente in tutto il quartiere.&lt;br /&gt; E pensare che ero stato sul punto di rifarmi da solo l’impianto elettrico di casa.&lt;br /&gt; Già, prima che i miei, saputolo, fuggissero in una sperduta isola dell’Oceano Indiano.&lt;br /&gt; Un ottimo motivo per cambiare subito  idea e chiamare l’elettricista di fiducia, certo!&lt;br /&gt; Da solo non riesco a mettermi un cerotto al dito.&lt;br /&gt; E se prendo in mano un tubetto di attaccatutto resto per tre giorni con il pollice incollato all’indice.&lt;br /&gt;Piuttosto che cambiare una gomma della mia automobile, vendo l’automobile.&lt;br /&gt; Perché potrei restare lì, a combattere col crick, per intere settimane.&lt;br /&gt; Impazzisco quando c’è da registrare qualcosa in Tv usando il timer.&lt;br /&gt; Se decido di registrare un film mi ritrovo sul nastro un documentario sulla vita delle renne nella Lapponia orientale!&lt;br /&gt;A Natale sono andato a trovare mia suocera a Collevecchio, un paesino di campagna.&lt;br /&gt; Ho fatto tutto quello che c’era da fare: zappare, potare, ripulire, non dovevo avere rimorsi di essere accusato di stare seduto con le mani in mano.&lt;br /&gt; Senza scompormi, vi avviso che mi sono tagliato un dito.&lt;br /&gt;Ho acceso il fuoco nella sala da pranzo: è stato purtroppo necessario l’intervento della Protezione Civile.&lt;br /&gt; Ho sbagliato, a quanto pare.&lt;br /&gt;E a mia moglie che mi inseguiva facendo dondolare pericolosamente l’accetta che teneva in mano, fischiettando allegramente le ho fatto presente che doveva, invece, premiare il mio piccolo sfoggio di zelo.&lt;br /&gt;Anche se, tuttavia, non è passato inosservato e ha fatto qualche danno. Vero, posso però dire che mi sento più a mio agio con penne e matite.&lt;br /&gt; In fin dei conti, nessuno è perfetto!&lt;br /&gt;Comunque sono un uomo fortunato perché mia moglie, nonostante tutto, è innamorata dei miei difetti e, sempre vigile sul destino dei nostri due figli, Gabriele ed Alessandro, finisce con l’essere lei il vero fulcro della famiglia, anzi ne è l’unica colonna portante. E, anche se il suo tentativo di trasformare la nostra famiglia in una unità di cui andare socialmente fieri fallisce inevitabilmente, eppure l’amore rimane lo stesso.&lt;br /&gt; Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-2129230073486512828?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/2129230073486512828/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=2129230073486512828' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2129230073486512828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2129230073486512828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/03/un-p-imbranato-di-maro-pulimanti.html' title='Un pò imbranato, di Maro Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5985523301982463408</id><published>2008-03-07T06:48:00.000-08:00</published><updated>2008-03-07T06:49:44.614-08:00</updated><title type='text'>Una Cronaca, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono uomo, sono romano. E abito a Ostia. Vagare senza meta a Ostia, senza doveri né obblighi da assolvere, dà una piacevole sensazione di libertà. La mia unica preoccupazione riguarda le persone che non desidero incontrare, anzitutto rigidi integralisti e falsi amici. Sono fortunato. Incontro un’amica. Ha un cane al guinzaglio. Pastore. Puzza. Appunto. Del resto non si può impedire a un cane di puzzare di cane. Incontro un amico. Triste. La moglie se n’è andata. Per sempre. “Coraggio” gli sussurro. Cammino finché non mi trovo di fronte a un ampio belvedere che da sul mare. Oltre la linea dell’orizzonte si staglia netto il profilo di una nave. Cisterna. Mi siedo sul parapetto, il vuoto sotto ai piaedi. Rimango per un pezzo a contemplare l’orizzonte. Entro in un bar. Mi siedo a un tavolo. Di fronte a me, un signore. Anziano. Ex consigliere circoscrizionale. Mentre parla in un tono monotono, inevitabilmente mi ritrovo inondato da un oceano di retorica che martella contro scogliere di metafore. Una buca. Inciampo.Torno a casa imprecando contro tutti gli dei. Pranzo. Più tardi, leggo. Sul divano. Prendo in mano il libro che sto leggendo, ma le parole sembrano scivolare via dal foglio. Guardo oltre il libro, verso il balcone. Simonetta siede al sole con gli occhi chiusi, come un gatto soddisfatto e felice. Una nuvola oscura il sole, gettando per qualche istante il balcone in un cono d’ombra. poi il sole torna a splendere. Dopo alcuni minuti, un’altra nuvola prende il suo posto. Sono sollevato, avendo l’impressione che quasi faccia le fusa. La chiamo. “Mario, vado al Teatro Manfredi. Sabrina mi aspetta per un caffè”. Si allontana. Quando scompare, mi guardo intorno. Non c’é nessuno. Gabriele ha raggiunto un amico. Alessandro é andato all’oratorio. All’improvviso, però, la mia mascella prende a tremare. Le labbra fremono. Il mento si corruga e infine, pur tentando di tenerla chiusa, apro la bocca in uno sbadiglio. Poi sbatto le palpebre. Prima ancora di chiudere gli occhi, tuttavia, sprofondo nell’incoscienza. Il sonno mi avvolge completamente, privo di sogni e punti di riferimento. Un sonno così somiglia all’eternità, senza nulla che aiuti a misurare il trascorrere del tempo, senza una traccia che indichi la vastità dello spazio, dove un singolo istante non é molto diverso da un miliardo di anni e un atomo é grande quanto l’universo. Tutte le diversità della vita, il piacere e il dolore, si dissolvono in un’unità primordiale, che abbraccia ogni cosa, persino il nulla. E’ a questo che somiglia la morte? Poi all’improvviso, mi sveglio. Nella stanza la luce si colora del rosa pallido del tramonto. Guardo a lungo il soffitto., non riesco ad alzarmi. Accendo la tivvù. La giornalista sorride e una attimo dopo apprendo che nel mese di maggio 2008 i jeans hanno compiranno 135 anni. Ma non li dimostrano. A pensarci bene, sono l’unica invenzione umana che sembra non invecchiare affatto. Spengo la tivvù. Mentre leggo una rivista dove sono raffigurati dei minatori dell’ottocento al tempo della corsa dell’oro che indossavano dei blue jeans, mi chiedo dov’é la differenza con i jeans indossati oggi. Mi metto al computer per saperne di più. Nemmeno il tempo di digitare il nome jeans su un famoso portale e mi trovo subito davanti alla loro storia. E che storia avventurosa! Ho saputo, infatti, che il tessuto jeans, molto robusto e resistente agli strappi, veniva usato per fabbricare i teloni da imballo e le coperture delle vele. In seguito, per la sua resistenza, fu utilizzato per confezionare i pantaloni da lavoro degli scaricatori del porto in partenza da Genova per l’America. E così nell’ottocento, con le grandi emigrazioni, la tela Blu di Genova (tela jeans vuol dire infatti tela Genova) arrivò negli Stati Uniti d’America, dove venne utilizzata per realizzare gli abiti dei cercatori d’oro. Nient’altro ha resistito così bene alla prova del tempo. Il jeans, nato a Genova, difatti fu migliorato in America, ma da un emigrante europeo: il bavarese Levi Strass al quale bisogna dare atto di aver capito che quelle brache pratiche ma poco eleganti potevano essere migliorate. E i miglioramenti che lui vi apportò sono quelli che le hanno rese immortali. Egli cominciò a realizzare dei grossi pantaloni in tela robusta per i cercatori d’oro, delle tute color marrone, senza passanti nè tasche dietro, e presero il numero in codice 501, che resiste tuttora. E, anche se non era stato lui a inventarli, fu comunque lui a trasformarli in un capo praticamente indistruttibile grazie a quei rinforzi alle tasche e alla ribattitura lungo le cuciture laterali. Levi Strass presto li trasformò nella divisa del West, tanto che alla fine dell’ottocento, in America, il tessuto jeans diventò sinonimo di pantaloni. E Levi Strass, che vide l’America vestire i suoi jeans, non avrebbe comunque mai immaginato che sarebbero diventati la divisa dei giovani di tutto il mondo, che avrebbero resistito negli anni al succedersi delle mode, senza mai tramontare: divisa dei lavoratori, delle classi più povere e rudi, poi divisa dei giovani ribelli negli anni Cinquanta, dei contestatori anni Sessanta-Settanta, e infine capo alla moda presente su tutte le passerelle. Oggi, i Levi’s non sono più l’unica marca di jeans nel mondo, ma rimangono la marca più universalmente nota e desiderata. Neanche l’assedio di famosi sarti come Calvin Klein e Ralph Lauren ha diminuito il loro dominio sul mercato mondiale. Ed ora, che siamo nel 2008, i vecchi jeans si meritano un brindisi: ai prossimi 135 anni! Chissà, forse nel 2143 saranno di nuovi i cercatori d’oro a indossarli. Su altri pianeti. Per il momento i jeans li indosso io, li indossa il mio figlio ventunenne Gabriele insieme al fratello più piccolo Alessandro, li indossano mio fratello Stefano e mia sorella Antonella e li indossa anche mia cognata Alessia che è talmente magra che può portarli con estrema disinvoltura. Non sono certo io il primo a dire che è la sosia perfetta di Julia Roberts. Li indossa Simonetta mentre sogna Collevecchio. Le è sempre piaciuto. L’aria fresca, gli animali, gli alberi. E i suoi jeans di Armani. Usciamo. Alla cena provvede un ristorante vicino al mare. Rombo al forno. Con patate. Passeggiata romantica. Sul lungomare. E’ allora che Simonetta sente forte una sensazione. Di stanchezza. Torniamo a casa. Accendo lo stereo. Lester Young. Penso all’ufficio. E a certi colleghi. Fortunati e con incarichi. Mmh…e poi dicono che le conoscenze non servono! Raggiungo Simonetta tra le lenzuola tiepide del letto. Lei fa le fusa come un gatto assonnato, poi arriccia il naso, brontolando sospettosa quando annusa il profumo di rabbia che mi é rimasto sulla pelle. Mi sento troppo stanco per dare spiegazioni o per prenderla in giro. Non l’abbraccio, ma le volto la schiena. Poi scivolo in un sonno agitato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5985523301982463408?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5985523301982463408/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5985523301982463408' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5985523301982463408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5985523301982463408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/03/una-cronaca-di-mario-pulimanti.html' title='Una Cronaca, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3626034456206252884</id><published>2008-02-13T07:25:00.000-08:00</published><updated>2008-02-13T07:26:34.765-08:00</updated><title type='text'>Coerfenza!!, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>Eccomi qui, in questi giorni in cui abbiamo scoperto l’ira di Pierferdi che chiede “un patto chiaro e limpido che riconosca la premiership di Silvio Berlusconi, ma anche che rispetti la nostra storia e la nostra identità. Quel simbolo per noi ha valore perché rappresenta la nostra storia e la nostra identità, è il segno della nostra coerenza". Pier Ferdinando Casini, replica così alle affermazioni di Silvio Berlusconi: "Non chiediamo posti in un listone che andrà da Mastella alla Mussolini a Gianfranco Fini, non chiediamo nulla, solo di poter correre con le nostre insegne come fa la Lega". "Credo - spiega il leader dell'Udc- che questa disputa sia incomprensibile: i moderati ci voglionio uniti, noi siamo disponibili a unirci, ma non ci si può chiedere di annetterci: un polo liberale non nasce all'insegna della discriminazione". Stavo appunto dicendo, eccomi qui in questi giorni in cui abbiamo scoperto l'acqua calda, a pormi una domanda: ma quanti abitanti che oggi vivono a Roma sono romani? Siamo arrivati a febbraio del 2008, che cosa resterà in futuro della romanità? Certo, nel corso dei secoli Roma ha subito anche drammatici spopolamenti e poi lenti e progressivi ripopolamenti. L’antica Roma era abitata da quattromilioni di abitanti che nel Medioevo sono ad un certo punto (per vari motivi: inondazioni, peste ecc.) diminuiti fino ad arrivare solamente a 50mila abitanti. Ai tempi del Belli ce n’erano 160 mila, che all’inizio del secolo erano saliti a 200 mila, ma nel corso degli ultimi sette o otto decenni, specialmente a partire dal dopoguerra, si è ripopolata ad un ritmo vertiginoso. Oggi conta quasi cinque milioni di abitanti. Ma soltanto in minima parte sono romani: non più di centomila. I restanti quattro milioni e novecentomila residenti non sono romani. E tutto sta ad indicare che i romani sono destinati a ridursi ulteriormente, probabilmente fino a sparire, come sarà destinato a sparire purtroppo anche il nostro bellissimo dialetto. Infatti il dialetto romanesco è ormai moribondo. Trattasi non già di una morte naturale, bensì di un assassinio vero e proprio, perpetrato con fredda lucidità, con premeditazione, con tante persone pronte ad approvare la pulizia etnica del nostro amato vernacolo romanesco. Moravia diceva che il dialetto romano è un misto di fiorentino e di campano. I costruttori di San Pietro erano tutti toscani, e mescolarono il loro dialetto con il dialetto campano. Anche la lingua a Roma è un miscuglio di Italiano. Moravia, anche se campano, diceva anche che Roma non era un cumulo di rovine, perché quelle romane sono rovine attive, ossia sempre in trasformazione, e la trasformazione è qualcosa di vivo, di vitale. Le stesse idee le ha anche espresse Federico Fellini, per il quale Roma rinasce miracolosamente dalle proprie rovine, come l’araba fenice dalle proprie ceneri. Del resto fin dall’antichità Roma era una città cosmopolita, internazionale; alcuni degli imperatori venivano dalla Spagna, dall’Africa; parecchi degli artisti, scrittori, cineasti che ci hanno offerto nuove visioni o nuove interpretazioni di Roma venivano da altri luoghi o da altri paesi, come il Borromini, Fellini, Gadda, Pasolini. Già Montaigne diceva che alla sua epoca Roma era la città più cosmopolita d’Europa. Dal canto suo Borges non si stancava di ripetere che Roma era un mito dell’immaginazione universale. Significative sono le parole di Adriano riportate nel celebre libro della Yourcenar: “Altre Rome verranno e io non so immaginarne il volto, ma avrò contribuito a formarlo”.A mio parere converrebbe mantenere sempre vive le tradizioni culturali romane e lo spirito della romanità, da lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti.A mio parere converrebbe riflettere su ciò che ha detto Pierferdi. Se l'Udc correrà da solo, porrà al centro della propria campagna elettorale la difesa “dell'identità cristiana dell'Italia”. In secondo luogo -ha spiegato Casini- “la modernizzazione, per esempio sull'energia nucleare perché non è possibile che oggi l'Italia importi l'85% della propria energia; e in terzo luogo il merito, soprattutto in riferimento ai ceti più deboli, perché le persone più deboli possono salire solo se si riconosce il merito di ciascuno”. Nonostante tutto, però, Casini, intervenuto si è detto disponibile ad incontrare Silvio Berlusconi ed a rendere possibile un accordo con il Pdl perché “va scongiurara la divisione dei moderati. Per questo sono pronto ad un impegno per la stabilità del premier a palazzo Chigi”. E per avvalorare questo impegno si richiama al passato chiedendo alla platea di ricordare “una sola occasione in cui sono venuto meno ai miei impegni con gli elettori. Noi vogliamo fare un'alleanza seria, con i nostri simboli perché non può essere precluso all'Udc quello che può essere accettato per la Lega. Il nostro partito non può essere annesso”. Comunque, la decisione definitiva sull'adesione dell’UDC al Pdl sarà presa nella riunione della direzione del partito. Quanto al tema dell'aborto, riportato in primo piano da Giuliano Ferrara, Casini ha chiarito che “la Chiesa non parteggia per nessun partito politico e fa bene a sottolineare la necessità di difendere alcuni valori. Sul tema della moratoria per la vita, io sono con Giuliano Ferrara. Quel tema sarà il nostro impegno programmatico in Parlamento. Lo sarà domani, come lo è stato ieri”.&lt;br /&gt;Rientro a casa. Ceno. Mi addormento. Dormo in modo irregolare. E sogno Casini Premier. Svegliandomi, ho un’aria così felice che sembro prossimo a scoppiare in lacrime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3626034456206252884?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3626034456206252884/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3626034456206252884' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3626034456206252884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3626034456206252884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/02/coerfenza-di-mario-pulimanti.html' title='Coerfenza!!, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-2502007206037438222</id><published>2008-01-11T08:16:00.000-08:00</published><updated>2008-01-11T08:18:09.408-08:00</updated><title type='text'>Evviva Carnevale, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E’ arrivato il Carnevale! A questo punto mi sembra già di vedervi freddi fino alla scortesia, perché secondo voi sto dicendo una cosa ovvia. Eppure lo sto scrivendo non per rilevare un codice segreto che apra una porta nascosta su un mondo d’insperate possibilità, ma per dire una cosa, sì ovvia, ma ugualmente importante: ridere stimola il sistema cardiovascolare tanto quanto l'esercizio fisico. Ridere fa bene al cuore, mentre la depressione aumenta il rischio di mortalità. Quindi non dobbiamo offenderci se a volte amici, colleghi o semplici conoscenti  scherzano su questioni che ci toccano. È umano, naturalmente, ma riuscire a ridere di noi stessi è salutare. Come ho detto fa bene al cuore. Una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne. Quindici minuti quotidiani di sane risate rappresentano una cura molto efficace  per il sistema cardiovascolare. Tanto è vero che il riso fa buon sangue ed il ridere anche di noi stessi è la migliore medicina perché il buon umore sembra attivare le reti del cervello che sono coinvolte nel benessere psicofisico. L'umore ha un grande impatto sulla nostra salute psicologica e fisica. Il nostro senso dell’umorismo, intendendo con questa espressione anche la capacità di stabilire amicizie ma anche rapporti di coppia duraturi, è una potente medicina anti-stress. Vivere con il sorriso sulle labbra -anche quando si viene derisi o criticati ingiustamente- aiuta ad affrontare meglio le difficoltà della vita, non costa nulla e non ha effetti collaterali. Ho sempre saputo che il riso aiuta la salute  e che ridere difende dal logorio. L'umorismo è una necessità, risultato di un impulso a eludere la ragione, ricreando in noi adulti uno stato infantile della mente, come rimozione di inibizioni interne. E’ basato spesso su un meccanismo psicologico che cela l'orgoglio di sentirsi migliori degli altri. Perché l'umorismo permette di parlare di cose che in società sono inammissibili. In questo senso ha a che fare con l'aggressività, come la sessualità. Si possono dire battute sessuali senza scandalizzare. Mentre la volgarità dà fastidio. Eppure persino questo tipo un po’ becero di umorismo affranca, ridendo, da uno dei tabù imposti dalla società e assorbito nella coscienza. Ecco perché i bambini si divertono a dire parolacce, a parlare di cose proibite. Sembra che sia terapeutico anche l'umorismo nero, perché aiuta ad allontanare l'ansia nei confronti della morte. Scarica tensioni, eliminando le quali restano più energie per affrontare la giornata, il lavoro, lo studio, la famiglia. Non si migliorano così le capacità intellettive, ma queste vengono sfruttate meglio. Mentre se si è tesi non si riesce a concentrarsi, per essere creativi. Curarsi ridendo, guarire ridendo, è forse più difficile da quando il carnevale dura tutto l'anno, e non solamente nei pochi giorni in cui il Buffone diventava Re.&lt;br /&gt; Buon Carnevale a tutti!&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-2502007206037438222?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/2502007206037438222/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=2502007206037438222' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2502007206037438222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2502007206037438222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2008/01/evviva-carnevale-di-mario-pulimanti.html' title='Evviva Carnevale, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8219533263565780048</id><published>2007-12-15T02:19:00.000-08:00</published><updated>2007-12-15T02:20:45.102-08:00</updated><title type='text'>Quote latte, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Berlusconi sta dividendo il centro destra, aizzando una fazione contro l'altra, formando alleanze prima con gli uni, poi con gli altri, indebolendo senza pietà gli avversari e usando i suoi sostenitori finché non gli tornerà utile scaricarli. Nel frattempo, l'esecutivo Ue,  su proposta della commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel, ha proposto un aumento del 2% delle quote latte in Europa apartire dal 1. aprile 2008. Lo ha annunciato la Commissione europea  precisando che l'aumento, per un totale di 2,84 milioni di tonnellate,  riguarda tutti i 27 Stati membri. La decisione, una volta varata dal  consiglio dei ministri dell'Ue permetterà agli allevatori italiani di  produrre dalla campagna 2008-2009 fino a 10,74 milioni di tonnellate di latte. "Fate largo" urla Prodi con tutta la voce che ha. "Largo al  Governo!". Bertinotti lo imita. Nessuno da loro ascolto. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8219533263565780048?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8219533263565780048/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8219533263565780048' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8219533263565780048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8219533263565780048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/12/quote-latte-di-mario-pulimanti.html' title='Quote latte, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4014103698247702194</id><published>2007-12-05T03:42:00.000-08:00</published><updated>2007-12-05T03:45:32.694-08:00</updated><title type='text'>Eleonora Rossi Drago, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sessant'anni fa, era il 1947, una ragazza alta e dal portamento aristocratico, di 22 anni, che veniva da Genova, partecipò a MissItalia. Fu eliminata. Motivo: era sposata e già madre.&lt;br /&gt;Altri tempi, ma nella sfortuna Palmina Omiccioli divenne Eleonora Rossi Drago, e trovò l'opportunità per attraversare, lungo oltre un decennio, una delle più belle stagioni del cinema italiano, legando il proprio nuovo nome d'arte ai migliori autori di quegli anni. Eleonora Rossi Drago è morta domenica 2 dicembre a Palermo. Aveva 82 anni. La saluto, ringraziandola per le straordinarie interpretazioni che ci ha regalato. Che non moriranno. Mai. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4014103698247702194?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4014103698247702194/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4014103698247702194' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4014103698247702194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4014103698247702194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/12/eleonora-rossi-drago-di-mario-pulimanti.html' title='Eleonora Rossi Drago, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-973597788427534278</id><published>2007-12-04T09:03:00.000-08:00</published><updated>2007-12-04T09:04:05.356-08:00</updated><title type='text'>Il papà, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il 20 aprile 1992 è morto mio padre, Antonio Valeriano. Ne è passato di tempo, ormai, ma il ricordo è ancora vivo. Bruciante. Proprio come allora. Da quando papà non c’è più, mi sento ancor più legato a lui. Perché mi manca. Probabilmente è il segno di una volontà che ci vuole legati per sempre. Mi manca il suo umorismo, la sua acuta osservazione degli altri. Mi manca la sua educazione, la sua cultura che non esibiva mai. Mi mancano i giorni di Natale passati insieme a lui Mi mancano le sue parole, i suoi messaggi, le sue battute con i tempi comici perfetti. Mi manca la sua faccia tonda, aperta e fiduciosa. Con un accenno di opulenza che lui per altro portava con molta leggerezza. Mi manca la sua stuzzicante ingenuità sempre pronta a rilevarsi in un sorriso. Queste sono le cose che ho perduto. Sì, sono un sentimentale, ma anche a essere troppo schematici è pericoloso. Vedere tutto in bianco e nero. Ricordi... Tornano sempre, anche quando non dovrebbero… Brandelli di passato. Stilettate di dolore, di angoscia. “La vita è solo un sogno.” Quella frase, le ultime parole di un uomo che credevo invincibile. Immortale. Il prossimo sarà il quindicesimo Natale che Antonio Valeriano non c’è più. E oggi vorrei tanto telefonargli per dirgli, sottovoce, che gli voglio sempre bene. Che lo ricordo com’era veramente: un Papà speciale. Un Papà intelligente. Soprattutto un Papà buono. Buon Natale, Papà! Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-973597788427534278?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/973597788427534278/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=973597788427534278' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/973597788427534278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/973597788427534278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/12/il-pap-di-mario-pulimanti.html' title='Il papà, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1409678864376776709</id><published>2007-11-30T08:31:00.000-08:00</published><updated>2007-11-30T08:32:13.246-08:00</updated><title type='text'>Dubbi, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>Torno al mio appartamento. A Ostia. Mi spoglio e ora me ne sto in poltrona a piedi nudi e con indosso un paio di calzoncini e una maglietta. E’ molto tardi ma non mi sento affatto stanco, grazie anche all’adrenalina che mi infiamma le vene. Ma è assurdo. Ho appena letto il giornale: Pier Ferdinando Casini replica irritato a Berlusconi, secondo il quale proprio gli alleati gli avrebbero fatto perdere le elezioni del 2006, affermando che al Cavaliere sono saltati un po’ i nervi e non ha voluto fondare un nuovo partito, ma solo allargare Fi e umiliare gli alleati, quando invece doveva come minimo condividere le responsabilità. E giustamente Casini reagisce: “Gli alleati si sono fatti in quattro per vincere. Piuttosto se lui avesse avuto più cautela su alcune questioni, affrontate in modo ossessivo, forse adesso la storia sarebbe diversa”. Per il futuro, il leader dell’Udc spiega che “sicuramente non esiste più il quadro di due anni fa: quel che è successo è troppo grave per far finta che nulla sia accaduto. Ma noi siamo un partito che ha nel suo Dna l’essere alternativo alla sinistra. E da questo partiremo”. Anche a Gasparri, di An, quelle considerazioni sulla Cdl ridotta ad un ectoplasma non sono andate giù: “Si deve chiudere questa fase di nervosismo. Sono frasi inopportune. Berlusconi è stato il capo della Cdl. Definirla così è ingeneroso”. E Ronconi (Udc) mette in chiaro: “Nessuna rappresaglia contro il Cavaliere, ma sulla riforma del sistema radio-tv leggi serie e rigorose”. Ciò che mi chiedo é  come mai Berlusconi ha ideato e messo in piedi questa operazione, perché dubito seriamente possa essere solo una specie di riorganizzazione di FI. Questo significa che c’é in ballo qualcos’altro, e noi moderati dobbiamo scoprire cos’é. Casini non crede affatto alla buona fede del cavaliere. E nemmeno io. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1409678864376776709?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1409678864376776709/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1409678864376776709' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1409678864376776709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1409678864376776709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/dubbi-di-mario-pulimanti.html' title='Dubbi, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4612002150156316100</id><published>2007-11-30T08:29:00.000-08:00</published><updated>2007-11-30T08:30:04.934-08:00</updated><title type='text'>Sintonia, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sintonia su riforme istituzionali e dei regolamenti parlamentari, “distanze” sulla legge elettorale, ma con ampia disponibilità al confronto. È la sintesi del secondo round di incontri tra Walter Veltroni e i leader dell’opposizione. Ieri era di turno il centrista Pier Ferdinando Casini, che al termine della conferenza stampa ha punzecchiato il Cavaliere: “Preparatevi al colpo di scena. Domani salgo su un tetto e fondo qualcosa…Speriamo che non sia un tetto di tegole, e soprattutto speriamo che non cada”. L’incontro con Casini, accompagnato dal segretario dell’Udc Lorenzo Cesa e dal presidente Rocco Buttiglione, inizia con notevole ritardo rispetto alla tabella di marcia, per la protesta dei tassisti che ieri ha letteralmente paralizzato il centro di Roma. Ma gli interlocutori esauriscono l’ordine del giorno in meno di un’ora e danno prova di concisione anche in conferenza stampa. “Per quanto riguarda la riforma dei regolamenti - spiega Casini - abbiamo dato il nostro via libera alla modifica capace di evitare ogni aggiramento dello sbarramento elettorale”, la cosiddetta “riforma Franceschini” già sottoscritta da An. “Per quanto riguarda la riforma istituzionale - continua Casini - crediamo che si debba andare avanti su quanto già avviato in Parlamento sulla riduzione a metà del numero dei parlamentari, maggiori poteri del premier e Senato delle Regioni, anche se la nostra preferenza va ad un Senato eletto su base regionale e non dai consigli regionali”. Ci sono differenze invece, come si sapeva benissimo, sulla legge elettorale: “Abbiamo ribadito - ricorda Casini - la nostra preferenza sul modello tedesco corredato dall’indicazione del premier”. Il “vassallum” o “veltronellum” così com’è non può andare bene a Casini. “Ci vogliono modifiche”, dice Casini, che non teme di restare stretto in una tenaglia formata da Veltroni e Berlusconi, magari sul sistema spagnolo, che del “veltronellum” è stretto parente. “Sia chiaro - avverte - che io faccio quello che voglio io, non quello che vuole Berlusconi. Tanto più che, di questi tempi, non è facile per nessuno identificare e capire bene il suo pensiero”. È la prima stoccata, cui segue, in chiusura, la battuta sulla fondazione di “qualcosa” dal tetto di casa. A Carlo Giovanardi, che ieri ha precisato di non aver lasciato l’Udc, Casini aveva dedicato il prologo della conferenza stampa. “Si vede - ironizza - che ho letto male il giornale. Del resto di questi tempi si dice che tante cose stanno accadendo e poi non accadono”. Per Veltroni è un altro passo avanti, anche se la disponibiltà dell’Udc a parlare di riforme era da tempo acquisita. Dopo aver incontrato Gianfranco Fini e Casini - oggi tocca a Lega, Pdci e Dini, domani tocca a Berlusconi - il segretario del Pd non nasconde il suo ottimismo. Mentre la salute del governo appare pessima, il dialogo sulle riforme procede bene. Berlusconi, oltre al sistema spagnolo, è pronto a sostenere anche la riforma dei regolamenti parlamentari. “Mi sembra nell’orizzonte delle cose possibili - riassume Veltroni - quello che fino a due mesi fa veniva giudicato impossibile”. Certo, mentre i regolamenti si cambiano con una sola votazione e la riforma elettorale si può fare rapidamente, se c’è la volontà politica, le riforme istituzionali richiedono comunque più tempo, più di quanto la cagionevole salute dell’esecutivo sembra concedere. Se tutto va bene, afferma Veltroni, “entro otto, dodici mesi potremo avere un assetto di regole nuove”. La durata del governo Prodi è una variabile indipendente: “Per quanto ci riguarda - ribadisce Veltroni - questa questione è stata decisa dagli italiani il giorno delle elezioni. Per noi vale quella scelta e la sosteniamo. È quanto ripeto a tutti i miei interlocutori, le due questioni vanno tenute distinte, altrimenti si genera confusione”. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4612002150156316100?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4612002150156316100/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4612002150156316100' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4612002150156316100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4612002150156316100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/sintonia-di-mario-pulimanti.html' title='Sintonia, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-471259826176653102</id><published>2007-11-21T07:54:00.000-08:00</published><updated>2007-11-21T07:56:01.902-08:00</updated><title type='text'>Il Partito del Popolo delle libertà, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E chi é che non fa errori? Tutti nella nostra vita possiamo fare degli errori, Berlusconi come Prodi. Siamo uomini, non macchine. A Milano Berlusconi spiazza gli alleati che ne contestano la linea politica. Anziché difendersi passa al contrattacco, utilizzando l’iniziativa della raccolta di firme nei gazebo per mandare a casa il governo Prodi, non condivisa da An e Udc. A livello di inconscio, credo che sia un evento evitabile, ma Berlusconi cerca sempre di non accettare la realtà sino a quando non si avvera. Forte delle adesioni, che Fi asserisce ammontino a 7 milioni, Berlusconi ha annunciato la nascita del Partito del popolo italiano, in cui confluirà Forza Italia. E per ribadire la propria leadership ha lasciato intendere che se ci sarà dialogo sulle riforme, l’Unione dovrà trattare con lui. Fini è stato chiaro: “Il giro di boa è l’inizio dell’anno nuovo. Se in quel momento saremo in grado di rilanciare su basi nuove la nostra iniziativa politica, bene. Altrimenti ognuno andrà per la sua strada”. Casini non è stato da meno: “serve politica, non propaganda”. Lo scontro ha avuto anche un risvolto polemico al convegno di An, ad Assisi, dove è andata in scena la dura contestazione della platea all’indirizzo di Fabrizio Cicchitto (Fi), che aveva criticato la linea di Fini. Mi fanno ridere coloro che datano la fine di un centro democratico. Ma come si fa a stabilire la fine di una organizzazione secolare, così radicata nel territorio! Si può senz’altro parlare di grossi passi avanti che si sono fatti con il bipolarismo, ma da qui a parlare di fine, ne corre. Gli ingredienti per un grande centro ci sono. Sicuramente sì. Io credo che la situazione del sistema politico bipolare sia ormai talmente deteriorata che possa senz’altro convenirsi con chi ritiene che attualmente l’effettività del bipolarismo sia gravemente compromessa, e che la convinzione, tutt’altro che fallace, del ritorno di un grande centro induca i g i politici democratici come Casini, Rutelli, Mastella, Buttiglione -tanto per fare alcuni nomi- a cominciare a crederci veramente. Ma la strada è ancora lunga. Per il momento Casini e Rutelli si scambiano solo poche parole, separandosi poi senza alcuna forma di cordialità. Una cosa è certa: il destino dell’Italia è ormai indissolubilmente legato ad un partito democratico. Di centro, certo. Intanto, nel delirio generale, una grande tempesta si sta addensando sul governo. E Prodi brandisce rabbiosamente la sua lunga spada e la leva in alto. I suoi occhi sembrano mandare lampi. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-471259826176653102?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/471259826176653102/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=471259826176653102' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/471259826176653102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/471259826176653102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/il-partito-del-popolo-delle-libert-di.html' title='Il Partito del Popolo delle libertà, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-7001567224434491509</id><published>2007-11-17T02:29:00.000-08:00</published><updated>2007-11-17T02:30:24.744-08:00</updated><title type='text'>Il nucleare è scelta condivisa? di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dall’alto del Pontile, contemplo il mare. Che bello vedere una tale, sconfinata immensità. Meraviglioso trovarsi davanti a qualcosa di cui non riesci a scorgere la fine. Scruto l’orizzonte che si perde nell’acqua. Rimango per qualche istante con lo sguardo perso in lontananza. Poi guardo verso il punto in cui il mare si ricongiunge alla terra. A riva si scorgono cinque gabbiani vicino a delle imbarcazioni. Ho un sacco di progetti e questo mi fa pensare che tutto sommato non è ancora il momento di mettersi a fare bilanci, più o meno. Vicino a me, Simonetta. “Che c’è?” le chiedo. Non risponde. Tiene le braccia incrociate sulla camicia, ma non sembra intenzionata a tornare a casa. E così continuiamo a passeggiare, con Simonetta, con il rumore delle onde come unica compagnia. Intanto si è fatta sera. Guardiamo il mare; la luce della luna tremola all’orizzonte fino a riva e si perde nella schiuma delle onde che s’ infrangono sulla spiaggia. Lasciamo che il fragore delle onde ci avvolga. Bouganvillee e rosmarino, gerani e basilico. Saint Tropez? Macché: Collevecchio. Mi sdraio sull’erba, sulla schiena, le mani intrecciate dietro al testa. Eccola là, l’Orsa maggiore. E accanto a lei, l’Orsa Minore. Quante volte le ho guardate assieme a Simonetta, dal balcone di zia Felly affacciato sul cortile, oltre il quale si vede il Soratte. Da bambino certi pomeriggi d’estate prendevo la bicicletta Graziella che mi aveva regalato papà per i miei otto anni e mi lanciavo a tutta velocità lungo il Cavone, poi sbucavo dalla Buchetta  e imboccavo la strada immersa nel verde che porta al Parco della rimembranza e una volta lì smontavo dalla bici e scendevo tra i cespugli e andavo a sedermi sul piedistallo di un antico cannone costruito durante la prima guerra mondiale, e anche allora guardavo il tramonto. E qui che ho conosciuto Simonetta. Ricordo la brezza della collina sabina che accarezzava il suo giovane corpo e tradiva la sua innocenza, inasprendo il mio desiderio. Tremo quando parlo dell’amore che ancora provo per lei. Di cinque parole che mi escono di bocca, una sempre quel nome. Simonetta, Simonetta, Simonetta. E, mentre mi prende una mano, penso: “Da chi discendiamo?”. Da nobili? Non credo. Probabilmente da artigiani e contadini. Perché no? Gente che si dedicava anima e corpo a lavorare terre ingrate, cercando la comprensione delle spighe e la pietà del sole. Buone persone. Spesso penso a papà, morto nel novantadue. Se sono in difficoltà, penso: papà ti prego fai qualcosa. Lo so che ci sei, da qualche parte. So che mi vedi. Intanto, seduto sul divano, vedo il telegiornale. Ma cosa sta dicendo D’Alema in tv?  Ah, che bisogna riprendere la ricerca sul nucleare. “Il nucleare è un tema delicato per il nostro Paese, ma l'attuale Governo è intenzionato a riportare l'Italia quanto meno nel campo della ricerca dello sfruttamento dell'energia nucleare per recuperare il gap accumulatosi in questo campo con gli altri Paesi”. Possibile, mi chiedo. Nel frattempo D’Alema sta specificando che “c'è bisogno di un certo numero, non enorme, ma necessario di rigassificatori. Il governo si sta adoperando. Siamo per le interconnessioni delle reti elettriche - aggiunge - per una politica europea in grado di valorizzare le fonti rinnovabili e di ridurre la dipendenza”. Quindi, se ho ben capito, secondo D’Alema la dimensione energetico-ambientale è una componente fondamentale della nostra politica estera, nel quadro di un rafforzamento della cooperazione multilaterale e di un partenariato tra Paesi produttori e consumatori. A conferma di ciò, dal televisore mi giunge ancora la voce di D’Alema che spiega che di fronte alle sfide che si presentano in questo campo, la ricerca di soluzioni condivise su scala mondiale è l'opzione obbligata, perché nessun Paese, “per quanto potente, può illudersi di contare solo sulle proprie forze”. Esco sul balcone. Mi fermo sulla soglia per lasciare ai miei occhi il tempo di abituarsi al sole. Dietro di me il viso di mia moglie comincia a sorridermi. Bevo un sorso di vino, mentre le mani di Simonetta mi accarezzano dolcemente la schiena.  Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-7001567224434491509?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/7001567224434491509/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=7001567224434491509' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7001567224434491509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7001567224434491509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/il-nucleare-scelta-condivisa-di-mario.html' title='Il nucleare è scelta condivisa? di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4557555092485917461</id><published>2007-11-12T07:41:00.000-08:00</published><updated>2007-11-12T07:44:16.712-08:00</updated><title type='text'>Calcio, divinità assetata di sangue, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Incredibile. Non è bastato Filippo Raciti, l´ispettore ucciso il 2 febbraio scorso a Catania durante gli scontri tra ultras. La violenza dei tifosi di calcio continua, esce dagli stadi e ora arrivaaddirittura in autostrada, dove si sono scontrati due gruppi di tifosi. A sparare, un poliziotto. Si chiamava Gabriele Sandri, era tifoso della Lazio ed è morto nei pressi di un Autogrill vicino ad Arezzo dopo un diverbio con dei tifosi juventini. Gabriele, che era dj nella nota discoteca capitolina “Area”, è stato colpito con un proiettile sparato per errore o comunque in maniera affrettata da un agente. Il ragazzo sarebbe stato preso dietro al collo mentre era seduto in macchina, come dimostrerebbe il finestrino posteriore infranto dell’auto. I tifosi dicono “È un reato perpetrato dalle forze dell’ordine. È stato un tirassegno”. Sono frastornato. Il campionato non si è fermato. Le partite si sono giocate ugualmente, ad eccezione di Inter-Lazio, Atalanta-Milan e Roma-Cagliari.D’accordo. Mi stringo le spalle. Una cosa è certa: vergognatevi! Mi asciugo una lacrima con il palmo della mano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4557555092485917461?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4557555092485917461/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4557555092485917461' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4557555092485917461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4557555092485917461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/calcio-divinit-assetata-di-sangue-di.html' title='Calcio, divinità assetata di sangue, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4636569131728452978</id><published>2007-11-08T07:35:00.000-08:00</published><updated>2007-11-08T07:38:30.872-08:00</updated><title type='text'>Vendetta razzista, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Che è stato?” grida Simonetta uscendo dal bagno, con la testa ancora bagnata, e contemplando attonita quel macabro spettacolo che stasera ci offre la televisione: un dibattito sull’omicidio di Giovanni Reggiani. Non so rispondere, non riesco a distogliere lo sguardo dai lineamenti delicati della giovane donna. “Ahi! Ahi” dice Gabriele, il nostro fglio ventunenne. “E’ meglio che non dica ciò che penso. Sono proprio arrabbiato! Non ha torto chi afferma che l’Italia si sta scoprendo una società multietnica e multiculturale.” Il tredicenne Alessandro si irrigidisce e rivolge uno sguardo inquieto al fratello, che stringe le spalle alzando le sopracciglia come a voler dire: “Che ci vuoi fare?” Già. L’omicidio di Giovanna Reggiani e la vendetta razzista contro tre ragazzi rumeni hanno suscitato profonda emozione. Scambio un’occhiata con Simonetta, che abbassa gli occhi, inspirando profondamente, con il pensiero rivolto all’omicidio della Reggiani. “Attenzione, però” intervengo io “Sono due orrori che impongono una risposta forte. Il primo appare come l’ultimo anello di una catena di fatti terribili, a lungo sottovalutati, dove si intrecciano violenza e illegalità diffusa. Il secondo è l’espressione di una logica di vendetta che offende il dolore e non può e non deve avere terreno in cui crescere. Guai a fare ricorso alla giustizia fai da te, i cittadini chiedono giustizia ma ad assicurarla devono essere le istituzioni pubbliche.” Simonetta scuote la testa “Questo è improbabile. Se, come credo, l’Italia si sta scoprendo a poco a poco, e sotto la sollecitazione emotiva di casi di particolare gravità, una società multietnica e multiculturale, è troppo tardi per prendere iniziative serie. Oramai siamo invasi da rom, buoni o cattivi che siano, e non possiamo più rimandarli indietro.” Gabriele fa un gesto di sufficienza: “Figurati! Quelli se ne stanno trincerati dietro baraccopoli improvvisate, pregano il loro Dio e aspettano che qualcun altro tolga loro le castagne dal fuoco”. Ceniamo. Mangiamo per un pò in silenzio, poi Simonetta, con espressione perplessa, osserva: “C’è poco da fare: ora che sono entrati in Italia, nessuno può più mandarli via”. Gabriele, pur continuando a mangiare, non rinuncia a dire ciò che ha in mente: “Certo” dice scuotendo la testa con aria pensosa “però si devono adattare a seguire regole civili, rispettando gli altri nonchè l’ambiente che li circonda, e se…” “Se! Se! I se non servono a nulla, Gabriele. Le recriminazioni non ci aiuteranno”. “Allora?” risponde lui. Sbuffo con forza, mi alzo e esco sul balcone con un bicchiere di passito in mano. Moscato liquoroso. Vino da meditazione. Una lunga folata di vento gelido marino, che fa turbinare le foglie morte nel cortile, mi convinge a rientrare. Sulla soglia mi volto a guardare il cile cupo, senza luna. il tempo sta cambiando. Ci vuole un pò perchè smetta di tremare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4636569131728452978?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4636569131728452978/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4636569131728452978' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4636569131728452978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4636569131728452978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/vendetta-razzista-di-mario-pulimanti.html' title='Vendetta razzista, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1437374120176550490</id><published>2007-11-08T07:31:00.000-08:00</published><updated>2007-11-08T07:32:46.371-08:00</updated><title type='text'>Il buon grano e la zizzania di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Distinguere "tra il buon grano e la zizzania" e "non fare di ogni erba un fascio". Questo è l'invito del cardinale segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, nell'affrontare la questione degli immigrati anche dopo gravi fatti come l'omicidio di Giovanna Reggiani. "Fermezza" con chi non accetta le regole, insomma. È questo in sintesi il monito che il cardinale Bertone usa come commento al clima di emergenza seguita alla barbara uccisione di Giovanna Reggiani da parte di un cittadino rumeno. E non è forse un caso che per lanciare tale monito l'alto prelato abbia scelto la platea del quarantanovesimo anniversario dell'Organizzazione mondiale degli ex alunni delle scuole cattoliche., dove ha sottolineato che "abbiamo sentito tante voci che ci invitano a fare distinzione tra buoni e cattivi, tra il grano buono e la zizzania. Io dico che è necessario cercare di valorizzare l'antica tradizione dell'accoglienza e che occorre essere fermi con chi non accetta le regole di cittadinanza". Giusto. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1437374120176550490?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1437374120176550490/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1437374120176550490' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1437374120176550490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1437374120176550490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/il-buon-grano-e-la-zizzania-di-mario.html' title='Il buon grano e la zizzania di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4260284386459821232</id><published>2007-11-08T07:30:00.000-08:00</published><updated>2007-11-08T07:31:42.609-08:00</updated><title type='text'>Giovanna Reggiani: torturata e uccisa, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Terribile. Giovanna Reggiani non ce l'ha fatta. Torturata e uccisa da un giovane rumeno: Nicolae Romulus Mailat, che ora deride anche gli investigatori dicendo che voleva solo rubarle un telefonino. Rimango attonito. La cosa mi fa infuriare. Mi scosto una ciocca di capelli, bianca, dalla fronte. Poi mi alzo e mi allontano senza dire nulla, lasciando il giornale sul divano. Sul balcone, rifletto. Non si tratta di un caso isolato, ma di un fatto orribile che va inserito in un contesto di degrado figlio della cultura dell'accoglienza cieca e di un clima di impunità che non poteva non alimentare una spirale perversa. Coraggio, non sto dicendo che sostengo le criminalizzazioni di massa, quelle che bollano etnie o gruppi come criminali. E' meglio arrivare subito al dunque. Per me non esistono rumeni criminali, ma alcontrario persone che commettono reati e che provengono dalla Romania. Con ciò non voglio certo dire, comunque, che non esiste il problema di Stati che non riescono a tenere sotto controllo i loro criminali, per cui questi si spostano indisturbati verso località che sono più promettenti per i loro traffici. Come l'Italia, che rappresenta un Eldorado per questa specie di persone. Se mi volete ascoltare, bene, se no va bene lo stesso e chiudiamo il discorso. Bé, se non c'é nessuno a impedirmerlo, continuo? Che cosa significa? Questo: alla radice di quanto accade sta latolleranza di anni verso microcriminalità diffusa sotto gli occhi di tutti. Senza dimenticare una immigrazione che spesso viene a vivere in condizioni primitive e sovente senza alcuna voglia di cambiare. E tutto questo in un contesto in cui la capacità investigativa e repressiva è modesta, essendo minima la possibilità di essere acciuffati a quella di scontare realmente lepene. Sentitemi bene: a testimoniarlo basterebbe il caso di colpevoli che sono stati presi molte volte e sono sempre tranquillamente tornati alle loro attività criminali. Se si vuole veramente mettere la situazionesotto controllo è necessario che circoli la notizia che l'Italia non è più l'Eldorado in cui non si paga mai veramente per un reato commesso. Ciò significa evitare gli slogan di accoglienza cieca, impedire il formarsi di ghetti e di corti dei miracoli di qualunque genere e mostrare che il sistema repressivo e giudiziario è realmente in grado di intervenire con tempestività. Del resto, serve un sistema complessivo che controlli e punisca chi non sta alle regole e che non lasci crescere sacche di emarginazione con la scusa che questo sarebbe spirito di accoglienza.Non c'è scampo.Non so che altro dire.Allora, dannazione, spero di  avervi convinto.Non è una domanda. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4260284386459821232?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4260284386459821232/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4260284386459821232' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4260284386459821232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4260284386459821232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/giovanna-reggiani-torturata-e-uccisa-di.html' title='Giovanna Reggiani: torturata e uccisa, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3480855080537402674</id><published>2007-11-08T07:28:00.000-08:00</published><updated>2007-11-08T07:30:09.021-08:00</updated><title type='text'>Pacchetto sicurezza bufala, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri è un bluff, una bufala, un film, una presa in giro, un nulla di fatto. Fini, lo definisce “una montagna che ha partorito cinque topolini”.L’opposizione punta il mirino in particolare sullo strumento legislativo scelto dal governo: non il decreto legge (che entra immediatamente in vigore) ma il disegno di legge, che per la sua approvazione deve affrontare un lungo percorso parlamentare. Insomma, per la Cdl il pacchetto sicurezza è soltanto una bella promessa che difficilmente diventerà realtà.Il provvedimento finirà così per impantanarsi in Senato, dato che si tratta di disegni di legge che, a parere di Casini “non è certo né se saranno mai approvati, né quando verranno approvati. Quindi non cambia assolutamente nulla”.E dunque, a sinistra, si brinda e si festeggia invano.Sul provvedimento, il centrodestra esclude l’ipotesi di aiutare il Governo in Parlamento.Conclusione di Ignazio La Russa “Il pacchetto non passerà mai”. Insorge, dunque, la Cdl contro un provvedimento atteso, annunciato da settembre, richiesto a gran voce da sindaci e da cittadini e che si è trasformato in una “presa per i fondelli”.Molti si aspettavano almeno un decreto legge, che potesse dar subito una risposta alla gente.Sui tagli della manovra economica ai dicasteri che si occupano proprio di arginare il crimine, interviene ancora Fini “Va ricordato che per garantire sicurezza e legalità servono risorse e nella manovra economica e per il ministero dell’Interno e per quello della Giustizia ci sono meno soldi rispetto all’anno scorso. Altro che pacchetto sicurezza: questo Governo non è in grado di elaborare un provvedimento organico e unitario e ricorre a cinque pacchettini, come si fa alle lotterie di paese”. E aggiunge: “Alcuni ministri si sono astenuti. Ciò vuol dire che il Governo non ha la maggioranza proprio su una delle priorità, quella della sicurezza, per la quale è necessario invece avere le idee chiare”.Anche Baccini è convinto che il Governo difficilmente porterà a buon fine il pacchetto: “Non mi stupirei - fa sapere - se in Parlamento vi fossero mal di pancia dalle aree di riferimento dei ministri che si sono astenuti”.Cosa ne penso io?Mi massaggio di nascosto la mano. Mentre rispondo, guardo il mare di Ostia. Al Pontile. Nessun edificio intralcia questa vista spettacolare. Beh, lo dico: la penso come Baccini! Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-3480855080537402674?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/3480855080537402674/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=3480855080537402674' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3480855080537402674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/3480855080537402674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/11/pacchetto-sicurezza-bufala-di-mario.html' title='Pacchetto sicurezza bufala, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-7487532489501759027</id><published>2007-10-28T01:52:00.000-07:00</published><updated>2007-10-28T01:53:27.214-07:00</updated><title type='text'>Il punto di vista di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Accendi la televisione" mi dice Simonetta.&lt;br /&gt;Il telegiornale.&lt;br /&gt;"Alza il volume. Ascolta."&lt;br /&gt;Io ascolto con lei.&lt;br /&gt;Quasi non sa più che parole usare, la Cdl, per denunciare la situazione: "che cosa deve ancora accadere affinché le forze politiche più responsabili della maggioranza e le istituzioni che hanno a cuore il bene si vergognino di vivere in questo Paese e gli interessi dell'Italia siano compromessi?", domanda il coordinatore di Forza Italia, Bondi.&lt;br /&gt; La sceneggiata Mastella-Di Pietro scatena ovviamente l'indignazione dell'opposizione che, piuttosto perentoriamente, chiede la crisi di governo.&lt;br /&gt;O, meglio, chiede che si prenda finalmente atto di una crisi che è già nei fatti.&lt;br /&gt; Fisso un punto, in alto.&lt;br /&gt;Chiudo gli occhi.&lt;br /&gt;La situazione all'interno della aggioranza è così deteriorata che tenere in vita questo esecutivo significa produrre danni incalcolabili al Paese, denuncia Matteoli (An), mentre giustamente Pierfedinando Casini (Udc) osserva che "se Prodi avesse un pochino di dignità sarebbe ora di gettare la spugna e di aprire una fase politica nuova nella vita italiana".&lt;br /&gt; Quasi a fotografare una situazione surreale, Casini aggiunge che "oggi il centrodestra rischia di vincere più sulle disgrazie degli altri che per i meriti propri" e poi ribadisce che il ipolarismo non piace ai centristi "perché si creano due grandi armate solo per vincere a tutti i costi e quando si vince non riescono a governare".&lt;br /&gt;Per La Destra, Buontempo ritiene che "le dimissione di Mastella siano inevitabili, qualunque sarà il risultato dell'inchiesta che lo vede coinvolto", mentre Storace afferma che "la solidarietà di queste ore a Mastella è figlia del ricatto. È una maggioranza di bugiardi, che si odiano l'uno con l'altro e nessuno risponde alla domanda: perché i ministri del centrodestra si sono dimessi e quelli del centrosinistra no?".&lt;br /&gt; Ostia distesa sotto di noi.&lt;br /&gt;La guardiamo dal balcone.&lt;br /&gt;Le luci e il buio delle strade, dei viali, dei giardini, sembrano farsi partecipi dei nostri dubbi.&lt;br /&gt;Le foglie si affollano intorno, spinte da un vento soffice.&lt;br /&gt; Simonetta mi chiede "dimmi quella cosa che volevi dirmi".&lt;br /&gt;"La conosci perfettamente" rispondo.&lt;br /&gt; "Anche tu - replica- ma dimmela lo stesso".&lt;br /&gt;Potremmo continuare all'infinito.&lt;br /&gt;Allora esclamo "Simonetta, c'è da chiedersi non quando Mastella farà cadere il governo, ma piuttosto tra quanto tempo diventerà insopportabile per tutti i moderati l'atteggiamento di un governo che, per tenere buona una sinistra estrema, una sinistra che rende oggettivamente impossibile governare, continua a fare concessioni".&lt;br /&gt;Rientriamo.&lt;br /&gt;C'è il tempo per un caffè.&lt;br /&gt;Beviamo dalle tazine, lentamente.&lt;br /&gt;Poi andiamo a dormire.&lt;br /&gt;Tutto è pronto.&lt;br /&gt;Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-7487532489501759027?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/7487532489501759027/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=7487532489501759027' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7487532489501759027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7487532489501759027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/10/il-punto-di-vista-di-mario-pulimanti.html' title='Il punto di vista di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5241503074766373711</id><published>2007-10-19T08:11:00.000-07:00</published><updated>2007-10-19T08:12:11.171-07:00</updated><title type='text'>Alimentazione o accanimento terapeutico? di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Di fronte alla spiaggia di Ostia, penso. Sono un paranoico ipocondriaco. Se per caso sento un dolorino al braccio, penso di essere sull’orlo dell’infarto anche se il braccio è quello destro. Certi disturbi comportamentali non spariscono così, in un amen.  Intorno a me, molti stranieri. Malavitosi rumeni. Una volta che si impadroniscono dei tuoi dati personali, ti svuotano il conto corrente. La Garbatella mi ricorda mio padre. Per poco non mi usciva di bocca una parola che non pronuncio da più di quindici anni. La prima in assoluto che ho imparato a formulare, quando ancora non ero nemmeno capace di stare in piedi. Papà. Senza  farmi vedere da nessuno, piango. Vedo Ostia: il blu del mare, il rosa delle bouganvillee, il verde delle palme. Simonetta non ama molto il mare. O meglio, lì dove le spiagge sono tutte piatte. Tutte sabbia e onde. Considera questi posti poco spirituali. Penso a Collevecchio. Per fortuna mia suocera ha dotato le finestre di zanzariere: da quelle parti girano lucertole incrociate coi brontosauri. Seduto di fronte al mare, continuo a pensare. Penso alle sette. Quando i capi di una setta espongono concetti, lo fanno in termini elementari, in bianco e nero: “Loro sono contro di noi, la setta ha ragione e chiunque non ne faccia parte ha torto e ci vuole distruggere”. E non ammettono alcun dissenso. I loro leader si aspettano che i seguaci mettano a loro disposizione anche la loro mente. Esercitano un controllo assoluto sugli adepti, che sono tenuti a rinunciare al loro passato. Scelgono preferibilmente individui vulnerabili e giocano sulle loro insicurezze. Cercano in preferenza soggetti solitari e li convincono ad abbandonare gli amici e la famiglia. Gli adepti cominciano a vedere in loro l’unica fonte di sussistenza mentale. Fare il leader di una setta come questa dei TDG è molto impegnativo: devono mantenere un controllo ininterrotto sugli adepti, intuire i dissensi e stroncarli sul nascere. Quindi, qualora possano sussistere influenze esterne per strada o in luoghi pubblici, rimangono particolarmente cauti. Nel loro ambiente, al contrario, sono più rilassati. I leader di una setta detengono il potere al cento per cento; sono loro a stabilire come gli affiliati trascorrano ogni minuto del loro tempo. Assegnano loro compiti di ogni genere, anche solo per tenerli impegnati ed evitare che abbiano tempo libero, tempo per pensare. I capi-setta si creano la loro etica, definita esclusivamente in base a ciò che è bene per la setta e per mantenere in vita il culto; leggi e moralità esterne sono irrilevanti. Loro convincono i seguaci  che è eticamente giusto fare ciò che loro dicono, o suggeriscono loro di fare. E’ perciò pericoloso affidarsi a questa sette organizzate. Ci rimetti troppo: non ti lasciano pensare come vuoi. Ti controllano. So che sembra stupido, ma non mi piace l’idea di predatori che approfittano della vulnerabilità altrui. Per molti la religione non ha una posizione centrale nella loro vita. Sì, celebrano Pasqua e Natale, anche se in quei casi i simboli delle feste sono un coniglio e un ometto allegro vestito di rosso. Queste persone preferiscono trasmettere ai figli la propria etica: regole solide e incontrovertibili, comuni quasi a ogni fede e hanno la fastidiosa sensazione che la religiosità portata all’estremo possa essere molto pericolosa. Hanno una filosofia di vita sorprendentemente semplice: non credono nel bene e nel male, tantomeno in Dio e Satana. Per loro, queste sono astrazioni che distraggono dalla realtà. Rientro a casa. Riesco a recuperare i popcorn dal forno a microonde un attimo prima che si trasformino in un’arma di distruzione di massa, com’è successo la settimana prima. Simonetta  per un istante mi guarda interdetta. Poi mi fa una boccaccia. Incantevole. Non è il tipo  che per una miseria sputa sangue nei call-center. Bevo un sorso di falanghina. Vino da meditazione. Mi avvicino la mia piccola pila di quotidiani e settimanali. Leggo. “È inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita”. Così l'Osservatore Romano ha criticato duramente la sentenza della Cassazione che ha deciso di consentire un nuovo processo sul  distacco del sondino nasogastrico ad Eluana Englaro, la ragazza in  stato vegetativo dal 1992. “Accettare, pure nel vuoto legislativo, una  tale posizione significa orientare il legislatore verso l'eutanasia. Introdurre il concetto di pluralismo dei  valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili. Significherebbe attribuire ad ognuno una potestà indeterminata sulla  propria esistenza dalle conseguenze facilmente immaginabili, solo ragionando eticamente”. Questa è la ferma presa di posizione dell'Osservatore Romano,  quotidiano del Vaticano, rispetto al pronunciamento della Cassazione: “È inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi  riguardano la conservazione o meno della vita”. Ed ancora:  "Accettare,  pure nel vuoto legislativo, una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia”. Inoltre “nessun esperto potrebbe, allo stato attuale, dichiarare l'irreversibilità della condizione di stato vegetativo, se  non in base ad una scelta puramente soggettiva. Sulla volontà di  Eluana, poi, l'arbitrarietà appare palese”. Insomma, uno "stop" chiaro  a quella che in molti hanno considerato un’apertura da parte della Corte, ovvero il sì' alla possibilità di sospendere i trattamenti di  alimentazione artificiale solo se la condizione di Eluana potesse  essere accertata come irreversibile. Indipendentemente dall'esistenza di una normativa in materia, afferma l'anestesista Rodolfo Proietti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, “sono contrario all'interruzione dei trattamenti per pazienti come Eluana, perché la  nutrizione e idratazione artificiali sono delle cure sempre dovute ed è  dovere del medico garantirle. Penso siano atti assistenziali dovuti sia  dal punto di vista medico che etico e morale”. Della stessa opinione  Domenico Di Virgilio (Fi), già sottosegretario alla Salute e presidente dei medici cattolici: “Se ci fosse una legge, farei obiezione di coscienza. È infatti scientificamente dimostrato - sostiene – che privare di cibo e acqua pazienti in stato di coma porta loro ulteriori sofferenze”. In assenza di certezze - scientifiche e giuridiche - la soluzione al caso di Eluana appare, ancora, lontana.  Prendo fiato e mando giù un sorso di vino dando un’occhiata alla foto di Nicole Kidman. Mah. Forse per oggi può bastare. Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; nessun precedente &lt;a href="http://webmail.register.it/mailview.html?mbox=fn00001&amp;amp;mmsg=32652&amp;amp;mnav=1"&gt; Successivo&lt;/a&gt; &lt;a href="http://webmail.register.it/maillist.html?mbox=fn00001&amp;amp;mnav=1"&gt; Messaggi&lt;/a&gt; &lt;a href="http://webmail.register.it/maildown_mail.html?mbox=fn00001&amp;amp;mmsg=32654"&gt; Salva&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5241503074766373711?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5241503074766373711/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5241503074766373711' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5241503074766373711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5241503074766373711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/10/alimentazione-o-accanimento-terapeutico.html' title='Alimentazione o accanimento terapeutico? di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6293338609022538052</id><published>2007-10-12T03:43:00.000-07:00</published><updated>2007-10-12T03:45:39.786-07:00</updated><title type='text'>Via insediamenti abusivi ad Ostia, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il 10 ottobre sono stati sgomberati due insediamenti abusivi ad Ostia,  praticamente una baraccopoli, nei pressi di Tor San Michele. L’ intervento - che ha consentito l’identificazione di circa 100 stranieri privi di permesso di soggiorno, tra cui 20 minori alcuni di pochissimi mesi di vita - è stata condotto dal Commissariato di Ostia, dal XIII  Gruppo della Polizia Municipale, dai Carabinieri con l’assistenza dei  servizi sociali Municipali. Giustamente è stata definita pericolosa la  presenza di numerose baracche costruite abusivamente in piena area a  rischio inondazione. Inoltre è stato riscontrato anche la presenza di  minori e di condizioni igieniche e ambientali non compatibili con la  permanenza umana. Sono molti infatti gli stranieri ridotti alla fame,  con pochissimi mezzi e in condizioni disagiate che scelgono l'idroscalo di Ostia come abitazione costruendo e vivendo in baracche fatiscenti, dando luogo ad una grave situazione di abusivismo. Finalmente  un altro pezzo di litorale romano è stato strappato al degrado. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6293338609022538052?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6293338609022538052/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6293338609022538052' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6293338609022538052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6293338609022538052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/10/via-insediamenti-abusivi-ad-ostia-di.html' title='Via insediamenti abusivi ad Ostia, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-7590895993451275046</id><published>2007-10-12T01:07:00.000-07:00</published><updated>2007-10-12T01:08:22.456-07:00</updated><title type='text'>Anoressia, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La Kidman ha le spalle a stuzzicadenti e i fianchi da ragazzino. E’ magrolina, e pure scarsa di tette. A fare l’infelice commento è un collega sulla cinquantina, una di quelle figure presenti negli uffici di tutto il mondo, che si svegliano ogni giorno, da quando hanno vent’anni, contando quanto manca alla pensione. Ha istruito un po’ di pratiche importanti presso una Direzione qualche anno prima, ma il suo passaggio presso l’Ufficio di diretta collaborazione era stato un errore. Non è all’altezza del compito. E, a quanto pare, è completamente privo dell’istinto di sopravvivenza. Mi squilla il cellulare. E’ Alessandro. Questo sì che è strano. Alessandro, mio figlio minore, ha avuto tempo fa problemi a scuola con quella che risultava essere una gang di pree-teenager. Il suo sorriso malizioso lascia ora pensare che misure estreme sono state prese nei confronti della gang: i membri dovevano essere stati trasferiti o neutralizzati in qualche modo. Niente di grave: voleva solo chiedermi di portarlo stasera al cinema. A vedere i Simpson. Mezz’ora più tardi ancora uno squillo. Gabriele, il maggiore, è uno studente universitario dagli ottimi voti e si dedica molto alla Chiesa. Sta andando a vedere “Scrivilo sui muri”. Con una amica. E di pomeriggio. Mmh, strano. “Bene, posso avere le chiavi della macchina?” Lo consiglio di chiederle alla madre. Simonetta, mia moglie. Incertezza. Poi, okay. E riattacca. Non l’ha presa molto bene.  Rido. Non è facile fare il padre. 18,30. Torno a casa. Davanti alla stazione della metropolitana troneggia la fotografia di Oliviero Toscani. Colpisce, certo è scioccante, ma io la farei esporre in tutte le scuole perché si vedano gli effetti dell'anoressia. Non è nascondendo la realtà che si risolvono i problemi. La fotografia riproduce una giovane attrice francese ieri bellissima e oggi ridotta a uno scheletro. Senza nessuna voglia di vivere. Troppi restano abbagliati da una società che produce modelli sbagliati (si pensi a certe top-model), ma non insegna i valori veri della vita. Spinge al consumo, ma non spiega che occorre una alimentazione corretta. I mutamenti della società incidono sui giovanissimi, la mancanza di affetto spinge verso eccessi che non raramente passano attraverso l'odio per il cibo o l'eccessivo attaccamento al cibo. È un male sociale, terribile perché porta spesso alla morte. La malattia è più diffusa di quanto si  creda. Agisce in maniera subdola, nascondendosi. Poi esplode all’improvviso.  Spesso quando chi sta attorno se ne rende conto, è già difficile per intervenire, talvolta è troppo tardi. Il recupero è difficile, faticoso e lento. Sicuramente l'attenzione della famiglia è indispensabile, non  raramente è la scuola la prima ad avvertire il disagio e a informare i  familiari. Da qualche tempo la stessa scuola prova a lanciare l'allarme, a far prendere coscienza agli alunni degli effetti devastanti della malattia. Ma la scuola non può svolgere tutte le funzioni richieste a una società distratta nei confronti de giovani: educazione stradale, educazione sessuale, lotta alla droga, all'alcol, al cattivo uso del cibo, all'integrazione tra popoli, alla necessità di far convivere religioni diverse ecc. Allora ben venga tutto quello che dall'esterno serve a far riflettere su problemi così gravi. Il manifesto di Toscani è una sorta di manifesto della disperazione, se serve anche solo a salvare una vita ha già raggiunto il suo scopo. Va esposto in tutte le scuole, non ipocritamente nascosto. Nel frattempo sono arrivato a casa. Mi sento come un cane alla catena. Per quanto voglia correre, non mi posso allontanare.  La casa è vuota. Stringendo il giornale tra le mani, mi ritiro nella mia camera. Non l’ho presa molto bene. Mi spiace, Oliviero. Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-7590895993451275046?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/7590895993451275046/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=7590895993451275046' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7590895993451275046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7590895993451275046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/10/anoressia-di-mario-pulimanti.html' title='Anoressia, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-175062695184061</id><published>2007-09-28T07:11:00.000-07:00</published><updated>2007-09-28T07:12:45.507-07:00</updated><title type='text'>Cellulari per la libertà, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nonostante le pressioni internazionali, la temuta repressione della giunta militare al potere in Myanmar (l'ex Birmania) è scattata con le cariche della polizia contro decine di migliaia di dimostranti a Yangon: alcuni monaci buddisti, sono morti e altri sono rimasti feriti. L'imponente schieramento di forze dell'ordine nei punti caldi della ex capitale e il timore di un ripetersi del bagno di sangue del 1988, quando il regime soffocò una sollevazione provocando circa 3.000 morti, non hanno scoraggiato la folla, guidata dai bonzi, che da giorni scende nelle strade delle città birmane.  Ma, a differenza dell'88, quando poche informazioni circolarono sulla sanguinosa repressione dei moti di piazza, l'avvento delle nuove tecnologie ha consentito ad immagini e notizie di fare il giro del mondo, grazie ai cellulari, videocamere e blog, mentre sono parsi inutili i tentativi del regime di bloccare l'accesso a internet. Dura la reazione dell'Occidente al pugno di ferro dei generali: Stati Uniti e Unione europea hanno chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell'Onu per imporre sanzioni a Myanmar. Senza parole. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-175062695184061?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/175062695184061/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=175062695184061' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/175062695184061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/175062695184061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/09/cellulari-per-la-libert-di-mario.html' title='Cellulari per la libertà, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5482404929032760301</id><published>2007-09-26T03:49:00.000-07:00</published><updated>2007-09-26T03:50:23.819-07:00</updated><title type='text'>La coppia, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi squilla il cellulare. Guardo il nome che compare sul display. Massimo mi ricorda che ci aspetta domenica per le nozze d’oro dei genitori. Esatto. Come avrei potuto dimenticarlo? Le nozze. Dopo 1 anno sono di Carta, 2  di   Cotone, 3 di pelle, 4 di seta, 5 di legno, 6 di ferro, 7 di rame e di  lana, 8  di bronzo, 9 di ceramica, 10 di latta e di alluminio, 11 d’acciaio, 12 di seta, 13 di pizzo, 14 d’avorio,15 di cristallo, 20 di porcellana, 25 d’argento, 30 di perla, 35 di corallo, 40 di rubino, 45 di zaffiro, 50 d’oro. Già, 50 anni. Proprio quelli che Anna Rossi e Giulio Rapone festeggeranno il 21 ottobre del 2007. Questa volta, infatti, non si tratta di sposini novelli ma di due giovanotti più che settantenni, ugualmente freschi e innamorati l'uno dell'altra, che celebreranno i loro primi 50 anni di matrimonio. Con allegra e affettuosa cornice di figli, nipoti e amici. Insomma, sarà una bella giornata. Auguri ad Anna, 76 anni e a Giulio 79 anni. Si sono sposati il 21 ottobre del 1957, e da allora hanno vissuto 50 anni insieme condividendo le gioie e i dolori della vita. Nel corso del loro matrimonio  hanno sicuramente incontrato difficoltà che però hanno sempre superato con la forza del loro grande amore. Gli anziani ma arzilli sposi rinnoveranno il loro impegno d’amore celebrando in Chiesa il previsto rituale, alla presenza dei parenti e di moltissimi amici che si uniranno a loro per ricordare il grande evento, dopodiché, come ai bei tempi, andranno a festeggiare in un noto locale del circondario. Gli sposini festeggeranno l’ambito traguardo insieme alla famiglia composta dai loro quattro figli:  Massimo, sposato con Cinzia e i figli Marco, Giulia e Giorgia,  Mauro, sposato con Marta e il figlio Gabriele,  Antonio, sposato con Maria Grazia e i figli: Silvia, Marzia e Maurizio. Infine ci sarà la loro quarta figlia, Elena. Considerato l’ottimo stato di salute di cui godono i due “sposini”, siamo certi che la loro unione e il loro sogno d’amore dureranno ancora per molti anni. I prossimi traguardi? Eccoli: 55 anni per le nozze di smeraldo, 60 per quelle di diamante,  70 per le nozze di ferro, e 75 per quelle di platino. Senza mettere limiti alla provvidenza, ovviamente! Cosa dire? Questo, per esempio: “C'è chi per l'oro uccide, voi l'avete avuto con l'amore e il vostro è un oro molto importante, che molti vorrebbero raggiungere come voi. La vostra vita in comune è un esempio per tutti coloro che iniziano a vivere insieme.” Cosa diranno, invece, i loro figli?  Probabilmente questo: “Cari mamma e papà, vi abbracciamo con particolare affetto in questa vostra festa, che in fondo è anche un po' la nostra, e per la meravigliosa famiglia che avete costruito in tutti questi anni.” Cosa potranno dirsi tra loro? Forse, così: "Ogni giorno ti guardo e nei tuoi occhi rivedo il film della nostra vita." Del resto, arrivare  a 50 anni di matrimonio  mantenendo intatti l’amore, la stima e la fiducia reciproca, che ancora oggi li sostiene, non è cosa da poco. Ed è solo così che ci si arriva alle nozze d’oro.  Ridacchio: e io? Debbo lavorarci su. Per arrivare a quelle di platino. Ma è questo che dovrei fare?  Simonetta non è sicura. Ma l’obiettivo non è svelarlo, lascio che la gente tragga le proprie conclusioni. Riprendo fiato.  Intanto, mi complimento con i cari coniugi Rapone. E’ un bel record al giorno d’oggi riuscire a rimanere uniti per cinquanta anni sempre in serenità come lo è stato per loro. Nozze d’oro: sì, un traguardo importante. Concludendo dico che sono da ammirare quelli che come loro, pur tra le mille e mille difficoltà che di certo avranno incontrato, hanno raggiunto il traguardo delle nozze d’oro, perché hanno dimostrato che si può ancora credere in certi valori della vita come ad esempio quello di tenere fede agli impegni presi. Quella stretta di mano scambiata al momento del “si” tanti anni fa non è stato solo un gesto esteriore ma il suggello di un’amicizia che in questo caso trascende i suoi stessi confini per lanciare la coppia verso un futuro da vivere sotto i migliori auspici. E’ certamente molto più facile lasciarsi piuttosto che continuare magari con un pò di sacrificio e qualche rinuncia la vita di coppia e visto che sembra che oggi  nessuno voglia più affrontare il benché minimo sacrificio nella vita, molti scelgono la via più facile che non è necessariamente sempre la più giusta. Si divorzia con la facilità e l’indifferenza propria di chi crede di non avere una coscienza alla quale rendere conto o di chi vuole far tacere a tutti i costi la propria coscienza. Perché allora non ci si pone più di tanto il problema di mantenere queste unioni, di tenere legate queste famiglie, di evitare di mandare allo sbaraglio i figli che non troveranno più l’amore e l’affetto che devono ricevere come necessità umana e che solo i genitori e una famiglia unita possono dare a loro? Se la famiglia per prima regala ai figli un esempio onorevole, sarà più facile per questi ultimi mantenersi su una buona strada ma se già dalla famiglia ricevono indirizzi sbagliati, sarà più difficile per costoro sentire dentro di se lo stimolo a cercare di migliorare la loro posizione. Io credo che sia solo egoismo ciò che ci spinge a certe scelte, ognuno cerca solo il suo tornaconto immediato, non siamo più tanto lungimiranti proprio per l’egoismo che, a volte, ci annebbia la vista.  Ognuno di noi dovrebbe darsi un programma di vita pensando in particolare a quelli che verranno dopo di noi per cercare di lasciare loro un’eredità morale che alla fine arricchirà tutti quanti. Per fortuna c’è ancora molta gente che nonostante tutto resiste nel suo rapporto di coppia, riesce a tenere unita la famiglia che, tirando la somme, è quella che alla fine genera la vera società nella quale dobbiamo credere e dalla quale vorremmo e vorremo i buoni esempi ( e non solo ciò che ci fa più comodo).  Proprio come hanno fatto Anna e Giulio Rapone. Tanti auguri! Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5482404929032760301?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5482404929032760301/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5482404929032760301' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5482404929032760301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5482404929032760301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/09/la-coppia-di-mario-pulimanti.html' title='La coppia, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-9206334422301316840</id><published>2007-09-18T07:48:00.000-07:00</published><updated>2007-09-18T07:49:16.689-07:00</updated><title type='text'>Sveglio per la Finanziaria, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Passo quasi tutta la notte sveglio. Mi fa male la testa, soffro molto. Simonetta sospira, lanciando un'occhiata, dall'altra parte del letto. Ogni volta che penso di riuscire ad addormentarmi sono...sopraffatto dai ricordi, dalla malinconia, dall'ansia. E' così. Sono troppo agitato per lasciarmi davvero vincere dal sonno. Allora mi irrigidisco e rivolgo un altro sguardo inquieto a Simonetta, che alza un pò le sopracciglia come a voler dire: "Che ci vuoi fare?". Una cosa è certa: è meglio alzarsi. D'altro canto, benché ho fatto del tutto per addormentarmi, mi sono reso conto di non riuscirci. Fatica inutile. Altroché. Mi muovo subito, lasciando Simonetta nel letto. Addormentata. La porta della sala da pranzo si apre  lentamente. Entro. Proprio mentre l’orologio a pendolo suona tre rintocchi.  Mi siedo sul divano. Accendo la tv. C’è il Marchese del grillo con Alberto Sordi. Lo fanno un’altra volta. Lo fanno sempre! Rido: nonostante ciò, gli occhi cominciano a chiudersi, lentamente. E’ un peccato che mi addormenti durante l’episodio di Gasparino, il carbonaro. Già. Incredibile. Di buon mattino “ehilà, Mariuccio. Sveglia” sussurra Simonetta “vuoi il caffè?” Annuisco. Adoro quando mi chiama così. La giornata sta diventando più calda, così apro la finestra di qualche centimetro, in modo da fare entrare un po’ d’aria fresca. Non sono più il giovane impetuoso che vuole a tutti i costi dimostrare qualcosa. Bevuto il caffè, lavoro al mio pc. In breve tempo, i miei occhi cominciano a friggere e mi sembra che qualcuno mi abbia massaggiati i bulbi con la carta vetrata. Mi strofino gli occhi e vado in cerca di un’altra tazza di caffè appena fatto, ma scopro che è finito e tocca prepararmene un altro. Quando finalmente torno alla scrivania del pc è quasi ora di pranzo e ho voglia di uscire qualche minuto da casa prima di mangiare. Passeggio sul lungomare. Al pontile, mi siedo e leggo il giornale. Leggo. Ancora nulla di ufficiale, anzi nei giorni scorsi il premier Romano Prodi aveva replicato stizzito alle anticipazioni sull'ammontare  della prossima finanziaria. Si ipotizzavano 14-15 miliardi, ora la manovra appare più leggera: si parla di un ammontare che varia da 10 a 12 miliardi di euro. Ovviamente, come garantito dal ministro Padoa Schioppa, senza alcun aumento della pressione fiscale. Ma, precisa il ministro dell'Economia, occorrerà convincere i ministri a contenere le spese allo stretto necessario. E c'é una novità dell'ultima ora: per tre dipendenti pubblici che vanno in pensione grazie ad un incentivo,  ne verrebbe assunto uno. Quanto alla finanziaria, circa 3 miliardi dovrebbero andare al pacchetto casa, che è stato al centro degli incontri della settimana a Palazzo Chigi, con sgravi sull'Ici sulla prima casa e agevolazioni per chi vive in affitto, a cui vanno aggiunti almeno 500 milioni di euro per l'edilizia residenziale. Altri 2 miliardi riguardano il protocollo sul welfare firmato con i sindacati a fine luglio, di cui, però, non è ancora certo l'inserimento in Finanziaria, osteggiato soprattutto dalla sinistra radicale, la quale chiede l'armonizzazione della tassazione sulle rendite. Sia il protocollo che la tassazione sulle rendite però, potrebbero restare fuori dalla manovra ed essere inseriti in disegni di legge collegati. Per il capitolo statali, si ipotizzano che con tre esodi incentivati potrebbe essere fatta una nuova assunzione. L'idea (si parla di un piano) è stata illustrata dal ministro delle Riforme e innovazione nella Pubblica amministrazione Luigi Nicolais a Padoa-Schioppa per la razionalizzazione delle spese in Finanziaria. Questa proposta, insieme ad altri tagli, dovrebbe portare a risparmi fino a 500 milioni di euro all'anno. L'idea di tre pre-pensionamenti a fronte di una nuova assunzione potrebbe essere sperimentata in alcune realtà locali.In Italia si sta verificando una “fase interessante” sopratutto sul fronte della pubblica amministrazione. Una fase in cui per la prima volta “si sta mettendo in discussione l'opportunità che le scelte siano operate da chi sta dal lato dell'offerta”.È il giudizio dell'ex commissario della Commissione europea e presidente della Bocconi, Mario Monti. E paesi come l'Italia, la Francia e la Germania, ricorda Monti, “sono società corporative basate sulla centralità di chi produce”.Mentre si sono dimostrati “più dinamici e competitivi paesi come gli Stati Uniti e l'Irlanda in cui le politiche pubbliche - evidenzia l'ex commissario Ue - danno più spazio al cittadino rispetto alle categorie”, che risultano così “meno guidate dalla concertazione che dà grande spazio alle forze corporative”. Smetto di leggere. Un’esitazione: mi chiedo se tutto questo, alla fine, darà qualche risultato. Mi squilla il cellulare: sul display sono lieto di vedere il numero di Simonetta. “Pronto.” “Devo dirti una cosa.” “Ti ascolto.” Simonetta parla sottovoce. Ascolto senza che il mio viso tradisca alcuna emozione. “Arrivo il prima possibile.” E’ venuta a trovarci mia cognata con la famigliola. Dalla Romagna. Sono contento. E mangerò i cannelloni. Uno dei miei alimenti preferiti. So long. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-9206334422301316840?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/9206334422301316840/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=9206334422301316840' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9206334422301316840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/9206334422301316840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/09/sveglio-per-la-finanziaria-di-mario.html' title='Sveglio per la Finanziaria, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-1430658118526628854</id><published>2007-09-13T01:47:00.000-07:00</published><updated>2007-09-13T01:48:31.556-07:00</updated><title type='text'>Caroprezzi, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C’è molto vento oggi a Ostia. Mentre entro a casa, rifletto. Un'estate calda per i prezzi e adesso un autunno incandescente? Con questo non voglio dire che vedo il diavolo, la bocca dell’inferno o i quattro cavalieri dell’Apocalisse e tutti gli orrori dell’aldilà. Né che sto attraversando un periodo in cui sono in una fase molto spirituale, nella quale mi dedico alla yoga e alla meditazione o al buddismo tibetano. Né faccio uso di droghe. No, ho solo letto il giornale. Cosa ho letto? Della recente altalena dei prezzi. La benzina, a luglio aveva toccato dei picchi altissimi ma ad agosto il prezzo è sceso del 2\%, anche se è salito quello del gasolio: +0,9\%. Adesso nuovo allarme viene dai prezzi dei generi alimentari. Dal 2001 i costi erano rimasti quasi stabili. Ora l'impennata di alcuni beni primari: l'acqua più 14,7\%, (circa 20 euro all'anno). Il latte sale dall'8 al 12\%m così i suoi derivati. Mentre il costo del pacco da mezzo chilo di pasta passerà da una media di 60 a 75 centesimi il pane è aumentato, come burro, il caffè, i formaggi. Apro la porta. Si avvicina Simonetta “Pulisciti i piedi” mi dice. Detto ciò, torna in sala da pranzo abbandonandomi ai miei pensieri. Dopo essermi pulito i piedi sullo zerbino, la seguo. “E’ meglio che andiamo di là, in cucina” dice. “Cosa c’è?” mi chiede. “Bè, è proprio questo il punto, vedi” replico. “Siccome finora pensano di averci tassato poco, si rifanno ora con le bollette. Si comincia con quelle della luce e del gas che, dal primo ottobre, registreranno un aumento rispettivamente dell'1,9\% e dell'1,7\%. Significa che si dovranno sborsare in più all'anno 23 euro di cui 8 euro in più per l'elettricità e 15 euro in più per le spese di gas. Tutto riconferma che l'Italia è uno dei Paesi più cari d'Europa.” “C’è dell’altro?” chiede Simonetta, offrendomi una tazzina di caffè. “Oh, sì.” continuo “Secondo le associazione dei consumatori una famiglia alla fine di quest'anno avrà speso in media 1.098 euro in più rispetto al 2006. Anche la birra aumenta: l'orzo (la base del malto), infatti, è salito del 40\% in 12 mesi. Come non bastasse raddoppiano i costi per la revisione dell'auto, un'operazione che ogni anno coinvolge 12 milioni di autoveicoli. Lo ha denunciato l'Adiconsum, spiegando che in seguito alla decisione del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che ha accolto le richieste degli artigiani, il costo della revisione passa da 25 a 45 euro più Iva. In pratica, considerando l'Iva, un raddoppio del costo dell'operazione”concludo. “Non è male” risponde lei, sarcastica. “Lascia stare. Sono arrabbiato e basta”. Simonetta mi guarda. Io sono fumante di rabbia. E’ ovvio che non sarebbe riuscita a farmi parlare ancora del caro prezzi. Non questo pomeriggio  e forse mai più. “Senti, Mario, so come ti senti. Mi sento male anch’io.” “Okay, Simonetta, sul lavoro ho qualche problema. Lo ammetto. E ora ci si mette pure il Governo. “Questo è vero” conferma lei. “Ma la vita non va sempre secondo le regole.” Simonetta scoppia a ridere. “Cosa vuoi fare, allora” “Non lo so” replico “Credo di non poter fare nulla. Lei riflette un istante. “Chi se ne importa!” esclama e finisce il suo caffè. “Allora usciamo a fare una passeggiata sul lungomare”. La ringrazio per la sua disponibilità e esco di nuovo nel vento. Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-1430658118526628854?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/1430658118526628854/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=1430658118526628854' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1430658118526628854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/1430658118526628854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/09/caroprezzi-di-mario-pulimanti.html' title='Caroprezzi, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5373091320418793729</id><published>2007-09-07T10:06:00.000-07:00</published><updated>2007-09-07T10:09:56.704-07:00</updated><title type='text'>Ritorno a scuola. Quale?, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Allungo la mano sul tavolo e prendo il quotidiano. Leggo, sul divano.Al mio fianco Simonetta. Una lunga follata di vento gelido ditramontana apre improvvisamente la finestra, facendo svolazzare i fogli del giornale. Mi alzo. Sulla soglia del davanzale mi volto a guardare il cielo cupo, senza sole: il tempo sta cambiando.Esito per un lungo momento. Poi mi risiedo. D'accordo, riprendo lalettura del giornale. Stringendo i pugni, traggo un lungo sospiro.Bè,sembra che il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni,dopoaver ripristinato gli esami di riparazione, voglia dare maggior spazionella scuola allo studio dell'aritmetica, della grammatica e della sintassi, della storia e della geografia. Non me lo dire. L'intenzioneè  apprezzabile. Naturalmente. Intanto comincia a piovere. Mentre gocce di pioggia battono sui vetri, rifletto. Non si tratta evidentemente di riportare in vita la scuola di un  tempo, ma solo di reinserire una serie di parametri logici  atti a fornire la base essenziale per gli apprendimento successivi.  Bene. Non mi aspettavo di più. Attenzione, però. C'è, infatti,  chi obietta che il compito primario della scuola dell'obbligo non consista  nel selezionare i migliori (di questo dovrebbero occuparsi i successivi ordini di scuola, e soprattutto l'università), quanto nel fornire a tutti una base comune di conoscenze. Sì, certo, comprendo questa posizione. Comunque è anche vero che, in carenza di quei  parametri e di un sistema di sanzioni e di incentivi, quel compito viene sostanzialmente disatteso.  Già.  Ci sono attitudini e valori che difficilmente si recuperano in età adulta se non si assimilano quando si è bambini: come avviene per l'apprendimento delle lingue e per la memorizzazione delle tabelline. Esco sul balcone. La pioggia sta cessando, il cielo sembra aprirsi lentamente. Accolgo il raggio di sole che filtra tra le nuvole  con una esclamazione di compiacimento. Come un buon auspicio per l'inizio del nuovo anno soclastico. In bocca al lupo a tutti gli studenti! MarioPulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5373091320418793729?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5373091320418793729/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5373091320418793729' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5373091320418793729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5373091320418793729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/09/ritorno-scuola-quale-di-mario-pulimanti.html' title='Ritorno a scuola. Quale?, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-7881091808673475657</id><published>2007-08-30T07:42:00.000-07:00</published><updated>2007-08-30T07:45:38.792-07:00</updated><title type='text'>“Le stravaganze degli integralisti non finiscono mai”?, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Accendo la TV. Che notizia. L’Unione Europea ha chiesto all’Italia nuovi chiarimenti sulleesenzioni fiscali concesse alla Chiesa cattolica. L’iniziativa della UE ha entusiasmato radicali e verdi, mentre è stata accolta con disappunto dai moderati, che hanno accusato Emma Bonino di averispirato l’azione di Bruxelles contro la Chiesa, definita daFormigoni “sconcertante”. L’Unione Europea vuole chiarimenti soprattutto sull’estensione dell’esenzione Ici agli immobili di enti religiosi in cui siano presenti anche attività commerciali.La Chiesa si difende dicendo di “avere gli stessi vantaggi di qualsiasi ente no profit”.  Accigliato, le mani infilate in tasca, rimango fermo in mezzo allastanza. Tutto questo mi ricorda il teatro, dove alla fine dellospettacolo gli attori ringraziano il pubblico che ha dimostrato di aver apprezzato il loro lavoro e che, durante la recita, li ha sostenuti con la sua attenzione e con quelle reazioni -una risata, un mormorio, un applauso- che stabiliscono il magico contatto tra spettatore e protagonisti: e se in platea ci sono molte sedie vuote…beh, pazienza! Andrà meglio, forse, in futuro, perché è chiaro che, per i professionisti, ci sarà sempre una prossima volta, come vuole la legge dello spettacolo. Di quale commedia sto parlando?Ma di questa: “Le stravaganze degli integralisti non finiscono mai”. Esco sul balcone, osservando un gabbiano allontanarsi in direzione del mare nella luce morente del crepuscolo. Un odore di rombo arrosto aleggia nell’aria, ricordandomi che è sera e sto morendo di fame. Quando rientro sento il mio stomaco brontolare. Una cosa è certa: non penso più alla Bonino. Per fortuna!Mario Pulimanti (LIdo di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-7881091808673475657?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/7881091808673475657/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=7881091808673475657' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7881091808673475657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/7881091808673475657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/08/le-stravaganze-degli-integralisti-non.html' title='“Le stravaganze degli integralisti non finiscono mai”?, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-610098337159741856</id><published>2007-08-02T08:51:00.000-07:00</published><updated>2007-08-02T08:52:26.153-07:00</updated><title type='text'>Brividi da ...Forleo, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Brividi. L’Unione si divide sulla richiesta del Gip Clementina Forleo di usare le intercettazioni di Fassino, D’Alema e Cicu per il processo Unipol-Bnl-Rcs. E’ così. Nella riunione della Giunta per le autorizzazioni della Camera i deputati di Prc, Pdci e Verdi dovrebbero confermare l’intenzione di arrivare subito al voto e di dire “si” alla richiesta della magistratura milanese. Forse. Lo Sdi-Rnp invece, con il responsabile Giustizia Buemi, dovrebbe chiedere di rinviare l’ordinanza al Tribunale perché “sbagliata e incostituzionale”. Oooooh! Salta l’intesa e i parlamentari dell’Ulivo propendono tutti per un rinvio. Massi, del resto tutti sanno come vanno le cose. Non dovrebbero esserci, invece, dubbi sulla votazione dell’aula in merito alla decadenza di Cesare Previti dopo la seconda condanna: anche tra i banchi dell’opposizione più di qualcuno potrebbe esprimersi in questo senso. Una cosa è certa: due pesi e due misure. Guardando i cumuli di nuvole che si spostano veloci sopra di me, sdraiato sulla spiaggia, ripercorro con la mente le immagini degli ultimi anni, da quando è caduta la prima repubblica. Mesi densi di esperienze decisive, di grandi emozioni. Del resto si sa: il marcio è tutto del Polo. L’Ulivo è pulito. Sempre. Sforzandomi di sorridere, simpaticamente vi saluto. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-610098337159741856?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/610098337159741856/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=610098337159741856' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/610098337159741856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/610098337159741856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/08/brividi-da-forleo-di-mario-pulimanti.html' title='Brividi da ...Forleo, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5043301922165106522</id><published>2007-06-23T02:19:00.000-07:00</published><updated>2007-06-23T02:21:14.960-07:00</updated><title type='text'>Degrado, rabbia, scoramento di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E’ una tranquilla giornata di giugno. Sono nato sotto il segno del Sagittario. A dicembre raggiungerò la veneranda età di 52 anni. Non mi ritengo né allegro, né spiritoso  e se pensate che sia soddisfatto del mio stipendio da statale, potete allora definire Bagdad una meta turistica. Abito ad Ostia, il Lido della Città Eterna. Questo quartiere mi è sempre piaciuto, con le sue strade diritte, le case colorate e l’odore di salmastro diffuso nell’aria. In questi mesi di inizio estate è spesso illuminata da fuochi pirotecnici, tanto che di colpo, invece che ad Ostia, sembra di essere a Beirut. Bene, adesso, dopo aver degustato un ottimo caffè, guardo la TV. Ma cosa stanno dicendo i commentatori del telegiornale? Rabbrividisco. In Europa gli ospedali vanno a pezzi. In Cina campagne allo stremo. In America latina case confiscate. In Africa corpi di bambini avvelenati con cibi sospetti. Nei paesi integralisti menti all’ammasso. In Iran lo spirito vitale del paese straziato, ridotto all’ultimo respiro. Nei paesi dell’est i posti di lavoro si assottigliano. Basta, non ce la faccio più. Spengo la TV. Meglio leggere il giornale. Ma cosa c’è scritto in prima pagina? No, non è possibile!  Giustiziati i tre cattolici indonesiani condannati a morte dopo scontri con gruppi musulmani nel 2000, in cui morirono centinaia di persone. Alcuni testimoni oculari, nei giorni scorsi, hanno insistito inutilmente sulla loro innocenza. Ah, adesso sì che mi sono rovinato la giornata. Questa notizia mi risulta molesta quanto il trapano di un dentista. Sul tavolo ho un bicchiere colmo di vino bianco. Gelato. Sorseggiandolo, continuo a leggere. Panico: i tassisti sono dei veri pescicani. Quando capiscono di avere un passeggero straniero triplicano il prezzo della corsa. Incredibile! Getto il giornale sul divano. Mi infilo frettolosamente camicia e pantaloni, indosso la giacca ed esco. Mi piace passeggiare sulla riva del mare, sprofondando nel labirinto della memoria. E riflettere. Su tutto quello che mi passa per la mente. Ostia ha recentemente acquistato un certo stile di vita bohémien, pieno di stimoli, quanto mai eccitante. Pittori, poeti, attori, artisti; una loquacissima vecchietta con un enorme cane, persino Elia, uno strano clochard accampato per strada in un modo non proprio conforme alle regole dell’igiene. Sembra che sia diventato così dopo tanti anni, in cui la grettezza, la meschinità, l’orgoglio piccolo borghese della vita provinciale hanno colmato la misura per un uomo del suo temperamento. Mah, sarà poi vero? Lascio la spiaggia e entro in un famoso bar, vicino al Pontile, per un caffè. Intorno a me agenti di borsa e i consulenti aziendali, e tutti gli altri lacchè del capitale. Sfoglio allora un giornale  della free pass. Mi colpisce un articolo in prima pagina che evidenzia come negli ultimi tempi televisioni, giornali, riviste e Internet ci abbiano raccontato che le città sono sempre più sporche. Anche per colpa dei graffiti. Ma non sarebbe meglio dipingere a casa propria piuttosto che sui muri degli altri? Ma poi quanti sono i i ragazzi che dipingono graffiti? Forse il 10% della popolazione. E perché allora il restante 90% deve vivere costantemente in una città sporca? E lo stesso vale per i crescenti vandalismi: l'ultimo della serie, imbrattare con vernici i vetri frontali di tram e bus, così che la guida e quindi l'utilizzo sia impossibile. Si dice che questo è il modo dei ragazzi di esprimere il loro disagio. Ma ogni generazione ha avuto i propri disagi, anche ben più drammatici degli attuali. Basti pensare alle guerre  alla fame, all'emigrazione massiccia. E allora basta con con l'accettazione passiva di un degrado estetico nonché etico. Converrebbe dire dei no chiari e motivati, e farli rispettare. Con uno sguardo attento, certo, anche a disagi e solitudini, per dare loro una direzione costruttiva. Ma attenzione alla vulnerabilità dell'adolescente. Non può essere confusa come lascia passare per oltraggi, vandalismi e atti di bullismo. Ma ha senso poi parlare di queste cose?. Mah. Certo, ultimamente ho preso la consuetudine di inviare lettere ai giornali, con le quali esprimo considerazioni per cercare di coinvolgere gli altri in un entusiasmo che temo siano invece riluttanti a condividere. Forse perché non tento di dar di gomito all’eventuale lettore con affermazioni sin troppo marcate. E agli amici che mi dicono che i termini con i quali ho a volte criticato la politica governativa colpisce solo per la timidezza del loro estremismo, rispondo che non sono certo un radicale in politica. Riuscendo, però, solo a guadagnare il loro definitivo disprezzo. Ammetto: il mio è un sarcasmo greve e non giocoso, le mie sono considerazioni di improbabile squallore. E’ anche vero che viviamo in tempi spietati. Nulla ci è perdonato. Nulla ci permesso. La verità, in fondo, è che le mie, come quelle di tutti, sono opinioni frutto dello sbandamento ideologico di cui, da qualche tempo, la nostra Europa è vittima.Sappiamo inquadrare le sue conseguenze in termini che ci suggeriscono che le risposte appropriate a tutto quello che ci circonda non sia solamente il lamento e la rabbia, ma una grande e sonora risata. Io, vecchio ciellino, non sarò mica diventato qualunquista?  Preso da un attacco d’impazienza e di noia, decido di finire con qualcosa di pigro, con un cliché scontato, nella convinzione che lo consideriate un’ultima arguzia autoreferenziale, in carattere con il tema complessivo dell’argomento. Davvero non so più cosa dire. Detto questo, detto tutto. Dopodiché mi accorgo che tra un pensiero e l’altro sono finalmente tornato a casa. So long.  Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5043301922165106522?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5043301922165106522/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5043301922165106522' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5043301922165106522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5043301922165106522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/06/degrado-rabbia-scoramento-di-mario.html' title='Degrado, rabbia, scoramento di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5589869578757689436</id><published>2007-06-16T02:38:00.000-07:00</published><updated>2007-06-16T02:40:12.780-07:00</updated><title type='text'>Lavoro e delusioni, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ufficio. Mi piace la mia stanza. E’ luminosa e ha una bella vista sul cortile. Silenzio. Passano alcuni minuti. Lavoro. Mi interrompo. Entra un collega. Immagino che lui appartenga alla categoria di persone insicure che iniziano una frase con una risatina e scusandosi per qualcosa. Lui parla e io guardo fuori della finestra. La sensazione che non mi abbia parlato ma sputato addosso. E’ talmente scontato. Esco. Dall’altra parte del corridoio, una collega si muove lamentandosi. Per un attimo sostiene il mio sguardo, poi si volta, il viso di pietra. I suoi occhi sono senza luce, vuoti, come sempre. Eppure usufruisce di una indennità integrale che a me spetta solo parzialmente. Cerco di sorridere. Poi un velo di sudore mi copre la fronte e il labbro superiore.  Ciò che vedo all’interno della sua testa, al momento, sono solo parole velenose. Occhi lampeggianti d’odio indefinito. Mi fermo. Faccio una pausa, sentendomi un perfetto idiota. Colto improvvisamente dalla nausea, chiudo gli occhi. Nulla può placare l’ondata di rabbia e risentimento che mi sta montando dentro. Ho scoperto che al lavoro sono stato ingannato tante volte. Anche da quelli che credevo amici. O amiche. Scuoto lentamente la testa. Penso: non sono ancora troppo vecchio per incominciare a non farmi sorpassare sul lavoro da colleghi prepotenti e raccomandati. Nella mia famiglia siamo gente malinconica. Troppo spesso ci crogioliamo nell’autocommiserazione. Accettiamo la sconfitta e la sofferenza, come fatti ineluttabili, anzi come necessità. Diciamo, la vita continua. Nel mio caso non si tratta di una resa al fato. Sono pragmatico. Mi sembra di sentire mio padre: “Esiste solo ciò che fai e ciò che non fai”. Mi manca moltissimo.  Incontro un collega. Anzi un amico. L’unico che ho in questo ufficio. Apro la bocca per salutarlo, ma ne esce un suono inarticolato. Mi passo la lingua tra le labbra e riprovo. Scuoto di nuovo la testa. “Che cosa vuoi dire, Mario?” La sua voce è forte, quasi un tuono. Sospiro e mia abbandono sulla sedia. C’è una striscia di sole nella sua stanza. “Non farci caso” dico, con l’avvilimento che non accenna a diminuire. Stanco di tutto, più niente da offrire. “Che cosa posso fare, Mario. Dimmelo”. Non so fare altro che fissarmi le mani. “Beh,  quello che mi spetta. Il giusto riconoscimento. Reggenze. Incarichi. Sì, tornare a lavorare sorridendo. Tutto qui”. Non sa che cosa rispondere né dove guardare. Si gira su un fianco volgendomi la schiena. Rimane in silenzio a lungo. Poi, quando ormai pensavo che si fosse addormentato, dice con voce soffocata. “Sponsor. Santi in paradiso. Servono solo quelli”. Ritorno in stanza. Riprendo a lavorare. Sono stanco. Tanto stanco. Tra me e l’ufficio qualcosa si è spezzato. Quando tempo dovrà passare prima che ritorni a sorridere? Prima che mi fidi nuovamente dei miei colleghi, ammesso che ci riuscirò? Lascio il lavoro e torno a casa. Camminando, abbasso la testa. Inquieto. Durante il viaggio di ritorno penso. Penso al Mercato di Piazza quarto dei mille, vicino a casa mia. Quel labirinto di stradine e vicoli fiancheggiati da file ininterrotte di bancarelle, è intasato di ciclisti, pedoni e dalla troupe di Stefano Locci di Canale 10. Quasi fosse un Bazar di Ankara, vicino agli italiani, molti venditori extracomunitari, avvolti in leggeri drappi di lana vendono paralumi di pergamena, scialli ricamati e recipienti d’ottone.  Il mercato e le zone limitrofe sono un guazzabuglio di rumori: alle grida dei venditori si mescola musica napoletana trasmessa a tutto volume, gli scampanellii delle biciclette e lo scalpiccio delle suole dei numerosi passanti. Nel mio naso entrano odori forti, alcuni piacevoli, altri meno, l’aroma speziato delle anguille marinate, che mia moglie e mio figlio Gabriele adorano, misto alle esalazioni pungenti dei motori diesel, alla puzza di spazzatura in putrefazione e di sudore. Pensando, pensando, sono arrivato a casa. Entro.  Abbracciando mia moglie, sento il profumo di mela dei suoi capelli. Le bacio l’orecchio. Solo più tardi mi accorgo di sentirmi meglio. Il dolore ha fatto i bagagli e si è allontanato senza neppure avvisare. In silenzio. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5589869578757689436?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5589869578757689436/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5589869578757689436' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5589869578757689436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5589869578757689436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/06/lavoro-e-delusioni-di-mario-pulimanti.html' title='Lavoro e delusioni, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8079965343528330015</id><published>2007-06-04T10:36:00.000-07:00</published><updated>2007-06-04T10:37:23.606-07:00</updated><title type='text'>Coma, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Panico. Se non fosse una storia vera, quella accaduta ad un ferroviere polacco di 65 anni, Jan Grzebsky, sarebbe il soggetto dal quale è stato tratto il film "Goodbye Lenin". Precipitato nel 1988 in uno stato di totale incoscienza per un trauma cranico in seguito ad un incidente di lavoro, Grzebsky era stato giudicato dai medici non guaribile. Un coma di 19 anni e poi, dopo un inaspettato risveglio, il comunismo non c'è più, la Polonia è un paese democratico e l'economia di mercato è in piena espansione. In 19 anni Grzebsky ha attraversato un tunnel buio durato il tempo di una rivoluzione incruenta, e durante il quale i suoi quattro figli si sono sposati e gli hanno regalato ben 11 nipoti. Ora è vivo e può raccontare la sua storia: la storia dell'uomo che è passato dormendo dal tetro regime del generale Jaruzelski all'ossessione della "decomunistizzazione" dei conservatori gemelli Kaczynski. Fine della storia. Le cose cambiano. Stavolta in meglio. Non ci credete? Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8079965343528330015?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8079965343528330015/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8079965343528330015' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8079965343528330015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8079965343528330015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/06/coma-di-mario-pulimanti.html' title='Coma, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-4126816357009180360</id><published>2007-05-03T10:12:00.000-07:00</published><updated>2007-05-03T10:14:06.207-07:00</updated><title type='text'>Ségolène Royal, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Percorro i gelidi corridoi del mio Ufficio. Esito. Davanti a me una collega con un viso umano piuttosto inquietante, occhi minacciosi e labbra sottili. Sobbalzando mi volto verso di lei. Sta parlando con un uomo magro sulla cinquantina, con la faccia tonda, che guarda verso di me sogghignando: ladri di reggenze! Bè, questa è la mia teoria. Il mio volto si oscura: chi li fabbrica, mi chiedo. I loro potenti sponsor? No, non devo pensare a queste cose. Cristo, adesso ho l’aspetto tormentato della persona invidiosa. Capita, quando si ha fame. Okay, al lavoro. Pausa pranzo. Ah, in una stanza dall’altra parte del corridoio un amico mi saluta. Mi invita al bar. Ci accomodiamo al tavolo, poi lui si siede di fronte a me. Dopo di che, mangiando croissant al prosciutto, parliamo di Ségolène Royal, candidata alla presidenza della repubblica francese. Che donna! Non per niente è considerata tra le donne più sexy del mondo. Entrambi speriamo che sia a lei a superare il secondo turno delle presidenziali francesi. L’abbiamo scelta perché ha capito che per rispondere all’esigenza di rinnovamento della democrazia, per approfondire l’integrazione politica europea occorre andare oltre gli schemi politici del XIX secolo, abbattere gli ultimi muri ideologici, muovere le linee delle tradizionali divisioni politiche e creare nuove alleanze che uniscano socialisti, democratici, progressisti ed europeisti. Condizioni indispensabili per rendere l’Europa più democratica, più politica, più sociale. Ed è ciò che ha fatto Ségolène, aprendo un dialogo pubblico con il deputato cattolico Bayrou, su punti che sono al cuore del suo programma: le riforme della democrazia francese, il risamento economico, l’istruzione, l’ambiente, l’integrazione. Del resto proprio Bayrou potrebbe essere l'ago della bilancia fra il presidente dell'UMP Nicolas Sarkozy e la socialista Ségolène Royal, vincitori del primo turno delle presidenziali del 22 aprile 2007 e concorrenti al ballottaggio del 6 maggio. Essendo arrivato terzo e quindi escluso dal ballottaggio, una sua dichiarazione di voto potrebbe essere determinante a far prevalere uno dei due candidati, anche se Sarkozy, con il suo 32% sommato al 13% dei due candidati dell'estrema destra (Le Pen e de Villiers) parte da una posizione vantaggiosa. Non importa. Ehi, dai, fammi finire brindando alla vittoria di Ségolène, fa il mio amico. Condivido. Pour nous, c'est elle. Punto e basta. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-4126816357009180360?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/4126816357009180360/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=4126816357009180360' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4126816357009180360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/4126816357009180360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/05/sgolne-royal-di-mario-pulimanti.html' title='Ségolène Royal, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5710738557766966636</id><published>2007-04-09T09:01:00.000-07:00</published><updated>2007-04-09T09:03:00.169-07:00</updated><title type='text'>Una passione pericolosa e triste, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E’ Pasqua a Collevecchio! Ho scelto un buon posto per parlare con Stefano, mio fratello. Appoggiati sul tavolo quadrato di legno davanti al cortile di mia suocera, ammiriamo il suo giardino. Grazie alle temperature miti ci sono boccioli di rosa e addirittura alcune, altissime sui loro steli sottili, già splendono di vita e di colore. Oggi indosso scarpe comode. Con le vecchie scarpe si sta comodi, con le nuove si soffre, anche se col tempo anche queste invecchiano e si adattano al piede. Parliamo di lavoro: Stefano mi consiglia di farmi strada a randellate, lasciando finalmente stare il buon senso di aprirmela con dolcezza. Parliamo dei problemi dei giovani. Lui dice. “Meglio l'alcool della droga". Rispondo: attenzione: l'alcool ha tutti gli effetti negativi di una droga, soprattutto se in dosi elevate e in un'età ad altissima vulnerabilità cerebrale, come l'adolescenza. Anche in Italia sta crescendo vertiginosamente il consumo di alcolici nei giovani. E sta aumentando un fenomeno di grande insidiosità: la bevuta del sabato sera. Una passione pericolosa e triste. Questo allarmante fenomeno deve farci riflettere e convincerci a intraprendere con decisione adeguate misure preventive e curative. Ancora Stefano: “Sì, hai ragione, ma la droga è ancora più pericolosa”. Certo, faccio io. La droga è un problema serio, molto serio. Per i giovani e per gli adulti. La droga oramai è intesa quasi come “mezzo”, e non più come fuga dalla realtà. Una scelta al servizio del successo personale, della produttività della vita sociale e professionale. Un aiuto per sostenere perfomances elevate, rapporti più facili e disinibiti con gli altri. Quasi un bene di consumo come tanti altri, meglio se assunto alternando diversi tipi di sostanze, utilissimo per stare al passo con traguardi che impongono una sorta di fitness artificiale continuo. E poiché risultati e traguardi seducono già nella fase dell'adolescenza, sono i giovani ed i giovanissimi i nuovi consumatori di droghe: cresce la domanda di ecstasy, derivati anfetaminici, cocaina. Un campionario di nuove droghe "pulite", in procinto di soppiantare siringhe ed eroina, e che ha già imposto un ripensamento generale degli strumenti di intervento di servizi sociali e comunità terapeutiche. Si avvicinano le nostre mogli, Simonetta e Alessia, e sentendoci parlare di questi argomenti, sorridendo ci ricordano che oggi è festa. Bando alle tristezze e ai discorsi troppo impegnativi. Perfetto. Ansia, timore. D’un tratto tutto è passato. Forse, a torta finita, quelle di prima erano solo preoccupazioni sciocche. Adesso l’inquietudine mi lascia in pace. E io non voglio altro. Naturalmente mi è tornato il buon umore. Dico sul serio. Buona Pasqua! Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;br /&gt;Autorizzo la redazione a usare i dati,  compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla.  Lido di Ostia - Roma 6/4/2007.  Mario Pulimanti, residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121, Lido di Ostia-Roma. Recapiti telefonici: (Casa) 06/56342306; (Ufficio) 06/46653061; Cellulare: 3336981629.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5710738557766966636?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5710738557766966636/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5710738557766966636' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5710738557766966636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5710738557766966636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/04/una-passione-pericolosa-e-triste-di.html' title='Una passione pericolosa e triste, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-417899394170628839</id><published>2007-03-24T05:31:00.000-07:00</published><updated>2007-03-24T05:32:58.242-07:00</updated><title type='text'>Guerra e....pasta fatta in casa, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Esco dall’ufficio prima del solito per andare a ritirare un documento presso gli uffici comunali del Campidoglio, dove ho lavorato tanti anni fa. A quanto pare, è necessario per la ricostruzione della mia carriera. Oh, che bel pomeriggio di primavera! Il sole è ancora caldo. Traggo un profondo respiro. D’accordo, vado a piedi. Niente mezzi pubblici. Passo a piazza di Spagna, sotto i 138 gradini che risalgono il ripido pendio verso i campanili gemelli ai lati della Chiesa di Trinità dei Monti. Percorro via del Tritone. Arrivo alla confluenza delle tre vie ed ammiro l’enorme fontana di Trevi, con i suoi cavalli marini cavalcati da tritoni che trainano il cocchio di Nettuno a forma di conchiglia. Passo davanti al Pantheon. Entro e osservo l’interno della grande cupola che sembra sfidare le leggi della fisica, mentre il sole filtra attraverso il grande oculus al suo centro. Mi trovo davanti al Vittoriano, il monumento che molti paragonano a una colossale torta di nozze piazzata nel centro di Roma, inaugurato nel 1925 in onore di Vittorio Emanuele II, il primo re dell’Italia unita. Dopo aver attraversato una parte di Roma antica raggiungo il Campidoglio, l’unica testimonianza importante dei famosi sette colli di Roma, mentre la luce del sole comincia a svanire all’orizzonte attraverso gli archi e le colonne in rovina dei Fori imperiali. Perfetto, missione completata. Tornando sui miei passi decido di andare a prendere la metro alla fermata del Colosseo. Lungo il perimetro esterno dell’anfiteatro circolare giurerei di udire il cozzo delle armi dei gladiatori e il ruggito dei leoni. Poi la fantasia diviene cruda realtà quando penso alla mia situazione economica. Non posso mettere da parte il mio denaro in banca, sapendo di averne frequentemente bisogno per le mie transazioni giornaliere….beni necessari nel breve termine… Cavolo, gradirei diventare ricco per poter realizzare dei sogni incredibili che, però, fino a qualche anno fa, nel periodo pre-euro, riuscivo tranquillamente a realizzare. Non sto parlando certamente di un cottage in montagna, di una villa in riva al mare o di una villetta di campagna, sarebbe veramente troppo! Ma non sto alludendo nemmeno ad una macchina molto potente, perché servirebbe troppa benzina o al mangiare smoderatamente, perché ingrasserei! Desidererei, invece, essere ricco solo per il semplice gusto di pagare il bollo della macchina, cambiare gli pneumatici, aggiungendo chiaramente anche la convergenza, l’equilibratura ed il cambio periodico dell’olio. Visto che ci sono farei anche la revisione e il famoso bollino blu antinquinamento, giusto per il gusto di esagerare. Vorrei essere ricco anche per poter pagare l’Irpef qualche giorno prima della scadenza e non qualche mese dopo. Vorrei a questo punto strafare e pagare  perfino l’Ici e la tassa dei rifiuti ed inoltre le bollette della luce, dell’acqua, del gas e del telefono. Aggiungo allora le spese del condominio e la mensa scolastica. Per non dimenticare l’abbonamento Rai, l’assicurazione della macchina,  gli zaini, i quaderni, le tasse scolastiche ed i libri dei ragazzi che vanno a scuola, Alessandro in seconda media e Gabriele universitario presso la facoltà di Giurisprudenza di Roma 3. Insomma vorrei essere tanto ricco per poter fare tutte quelle cose che fino a qualche anno non mi intimorivano, mentre ora mi mettono in apprensione. Touchè. Ci siamo. Tra un pensiero e l’altro sono arrivato alla stazione della Piramide. Qui c’è il trenino che mi porterà a Ostia. Sono, infatti, un abitante del Lido della Città Eterna. Guardo l’orologio. Si è fatto tardi. Devo rincasare per cena. Corro per prendere la coincidenza. Ci riesco e mi siedo. Leggo il giornale. Non posso assolutamente accettare l’idea della guerra. Anche se argomentatori di professione tentano di rendere il tema più seducente. Uno sforzo di persuasione notevole, ma oggi ho ancor meno voglia di sentire certe idee. Non capisco, per esempio, come qualcuno possa giustificare la guerra in Afghanistan. Qui la guerra al terrorismo era iniziata nell'ottobre del 2001, appena qualche settimana dopo l'attacco alle Torri gemelle, a causa del rifiuto dei talebani di consegnare Bin Laden, nascosto nelle montagne. Riporto l’attenzione al giornale. L’articolo prosegue dicendo che la resistenza dei talebani durò solo qualche settimana e gli americani decisero di congelare il fronte afgano, rivolgendo tutta l'attenzione sull'Iraq che diventava l'obiettivo principale della politica americana in Medioriente. Poso il giornale e rifletto: cavolo, questo è stato un errore, anche se alcuni commentatori e politici hanno avuto modo di raccontare questi avvenimenti, a dire il vero, concentrandosi soprattutto sul tentativo di coinvolgerci con le loro tesi, spesso a spese della precisione storica. Non si possono fare a affermazioni avventate, senza solide prove. Tanto è vero che nulla, probabilmente, è stato fatto per portare la democrazia in Afghanistan, che era uno degli obiettivi dichiarati dell'Occidente. Difatti non era sufficiente costituire un Parlamento e un governo, come quello di Hamid Garzai, la cui autorità è sempre stata contestata dai signori della guerra. Forse i tentativi di raggiungere una pace più stabile e duratura non sarebbero stati accantonati se a quel governo fossero stati dati mezzi e strumenti per cambiare la realtà del Paese che, oltre ad essere povero, era anche stremato dalla guerra, quella con l'Unione Sovietica e quella civile che l'aveva preceduta e seguita. Oppure no? Mmh, a pensarci bene non sarebbe bastato dare i mezzi ad un governo afghano la cui rappresentatività era perlomeno discussa senza un aiuto diretto e sistematico da parte dei Paesi occidentali. Immerso nei pensieri, dopo un’ora di viaggio e vari rallentamenti arrivo a casa. E dire che, aumentare la quantità di servizio e migliorarne il comfort, dovevano essere i due obiettivi primari della Società Met.Ro. Entro a casa agitato. “Che c’è, amore?” dice mia moglie, stupefatta. “ Brutti pensieri” mormoro. Mangiamo una superba pasta fatta in casa. Assolutamente divina. Beviamo una bottiglia di Brunello di Montalcino.  Perfetto. Andiamo a letto. Cercherò di dormire un po’ stanotte. Non voglio ammalarmi per colpa di queste riflessioni. Dico sul serio. Ciao.  Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-417899394170628839?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/417899394170628839/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=417899394170628839' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/417899394170628839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/417899394170628839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/03/guerra-epasta-fatta-in-casa-di-mario.html' title='Guerra e....pasta fatta in casa, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-6556752537442802904</id><published>2007-03-19T10:16:00.000-07:00</published><updated>2007-03-19T10:17:15.427-07:00</updated><title type='text'>Così ha deciso Giuseppe Fioroni, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Perfetto l'uso dei cellulari a scuola è vietato. Così ha deciso Giuseppe Fioroni, Ministro della pubblica istruzione. Inoltre saranno i singoli istituti, nell'ambito dell'autonomia scolastica, a dover autoregolamentare la materia. Bingo: il professore può sequestare il telefonino allo sudente che lo usa in classe. Cavolo, oltre che ai telefonini il Ministro ha pensato anche ai bulli. Per loro la sospensione, in casi particolarmente gravi, potrà superare i 15 giorni. Non solo: si potranno punire gli studenti ribelli obbligandoli a svolgere una specie di servizio sociale, come la pulitura delle aule, le piccole manutenzioni, lo svolgimento di attività di volontariato. Ma, se non basta, i bulli verranno esclusi dagli scrutini finali e anche dall'esame di maturità. Beh, a torta finita, il Ministro cerca un'alleanza tra le famiglie e la scuola. Difatti ciascuna scuola potrà chiedere ai genitori di sottoscrivere un "Patto di corresponsabilità", con ilquale le famiglie assumono l'impegno di rispondere direttamente dell'operato dei propri figli nel caso in cui, ad esempio, questi danneggino altre persone o le aule o, più in generale, violino i doveri sanciti dal regolamento di istituto e subiscano, per questo, una sanzione anche di carattere pecuniario. Che dovrà, naturalmente, essere pagata dalle famiglie. Mmh, mi duole dirlo, ma sono contento. Disgustosamente contento! Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-6556752537442802904?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/6556752537442802904/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=6556752537442802904' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6556752537442802904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/6556752537442802904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/03/cos-ha-deciso-giuseppe-fioroni-di-mario.html' title='Così ha deciso Giuseppe Fioroni, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-150592081605243389</id><published>2007-03-08T04:22:00.000-08:00</published><updated>2007-03-08T04:24:06.180-08:00</updated><title type='text'>cuore di padre è disposto a tutto,...ma non, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Questo cuore di padre è disposto a tutto per aiutare i propri figli. Ma non di andare in bancarotta per le loro spese telefoniche, sempre più costose, ahimè! Ma come, direte voi, da qualche tempo gli operatori di telefonia mobile fanno a gara nell’offrirci gratuitamente telefonini, conversazioni telefoniche e sms! Certo, stando alle campagne pubblicitarie, chi usa il cellulare non spende neanche un euro. Eppure, leggendo attentamente le offerte, si scoprono costi, tariffe e abbonamenti di cui non si parla nelle pubblicità. Chi, per esempio, aderisce all’offerta Vodafone No Problem ottiene un telefonino scontato, aderendo, però, a una tariffa specifica. Dovrà così effettuare ogni mese almeno 20 euro di telefonate. Altrimenti sarà costretto a pagare un contributo di 9 euro per ciascun mese non in linea con i 20 euro di traffico. Inoltre, in caso di recesso anticipato, l’utente dovrà pagare tutte le rate rimanenti. Insomma non proprio un regalo. Per non parlare, poi, dei messaggini degli spot di Tim Tribù, dove non è facilmente leggibile l’indicazione relativa al costo di attivazione. Del resto Tim modifica spesso i piani tariffari. Per questo motivo le associazioni di consumatori hanno diffidato la Tim. A questo punto conviene non credere ai regali delle compagnie telefoniche, ma cercare di capire cosa realmente propongono e cosa, invece, ci conviene. Per quanto ne so io, i costi dipendono anche dalle nostre abitudini. Mi riferisco al numero delle chiamate, dato che lo scatto alla risposta può incidere molto, ai giorni in cui telefoniamo, se festivi o feriali. Vabbè: scuoto la testa pensando anche alla durata media delle telefonate. Senza dimenticare, inoltre, di far attenzione ai numeri dei destinatari, se fissi o cellulari e se appartengono ad altri operatori. Va bene, alla fine pure le fasce orarie sono importanti. E così via. Ma non sempre la ricerca del profilo migliore aiuta. Già. Sconcertato rifletto: riuscirò veramente a trovare un’offerta conveniente? Forse. Poi, improvvisamente mi viene un’idea: chiediamo alle compagnie telefoniche di non produrre più cellulari e di tornare al telefono a gettone. Con un sogghigno ammetto, infatti, un mio grande difetto: non amo il telefonino! Appartengo a quella esigua minoranza di cittadini che per fare una telefonata vorrebbe ancora usare il telefono pubblico. Ed il mio è certo un atteggiamento da snob. Cavolo, non credo di essere così raffinato. La ragione per la quale non amo il cellulare è molto più semplice: non mi piace. Il telefonino squilla a scuola, al cinema, al supermercato, al bar, al teatro, in Chiesa (ne sa qualcosa Don Alberto!). Il telefonino squilla al ristorante e tutti i clienti, simultaneamente, sfoderano il proprio cellulare. E invece, è quello del cameriere. Il telefonino squilla in volo e l’aereo rischia la catastrofe. La gente, oramai, arriva anche a dormire con il telefonino vicino il cuscino, come fa, del resto, il mio primogenito Gabriele. Oltretutto induce al turpiloquio. Infatti, con il telefonino siamo sempre in contatto con tutti e tutto: mogli, figli, cognati, ma anche scocciatori vari che riescono inevitabilmente a raggiungerci sempre nei posti più impensati. L’unico vizio che il telefonino non asseconda è l’avarizia. Perché ci fa spendere molto di più di quanto spendevamo prima, usando il vecchio telefono fisso o a gettone. Ma è dal punto di vista macro-economico che il telefonino diventa un vero danno sociale. Infatti da quando ci sono i telefonini, si studia poco, si lavora distrattamente e si produce sicuramente di meno. Perché siamo sempre al telefono per dire, molto spesso, parole inutili. Non dimentichiamoci poi, che, mentre conversiamo, veniamo ascoltati da poliziotti, carabinieri, giudici, agenti segreti, radioamatori e semplici impiccioni, che vivono con l’orecchio incollato ai loro apparecchi d’intercettazione. Ed è per questi motivi che io, invece, vorrei ritornare alle vecchie tradizioni, come facevano i miei genitori e i miei nonni. E, senza la forza di 3 e l’aiuto di Tim, Wind e Vodafone, in un mondo di schiavi della scheda telefonica, vorrei tornare ad essere un gettone-dipendente. Splendido. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-150592081605243389?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/150592081605243389/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=150592081605243389' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/150592081605243389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/150592081605243389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/03/cuore-di-padre-disposto-tuttoma-non-di.html' title='cuore di padre è disposto a tutto,...ma non, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-5003956778554129325</id><published>2007-02-16T07:13:00.000-08:00</published><updated>2007-02-16T07:14:26.617-08:00</updated><title type='text'>"la penso come lui", di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Inquietudine: siamo arrivati alla manifestazione di Vicenza contro l'ampliamento della base americana. La retata brigatista ha creato un clima di disorientamento  e di allarme. E Prodi, che correva il rischio di veder sfilare alcuni membri del proprio governo, è stato ascoltato quando ha ripetuto ai suoi alleati che non si protesta contro un governo di cui si fa parte. Ma c’è tensione. Amato in Parlamento ha denunciato il rischio che a Vicenza “si saldino spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine”. Teme, difatti, che nella frangia estrema della sinistra radicale (movimenti, centri sociali) si annidino gruppi che simpatizzino per il terrorismo. Intanto: “Siamo certamente al ridicolo” dice Berlusconi.  “Il no all'allargamento della base di Vicenza sarebbe un atto grave per il suo valore simbolico e politico”. Chiudo gli occhi. Naturalmente a me non va bene così. Vabbè, lo ribadisco persino in modo esplicito: la penso come lui. Beh, adesso l’ho precisato: mi sento infinitamente sollevato. Più di tutto mi sconcerta l’animo dei contestatori. Anti-occidentale, anti-americano, anti-chi non la pensa come loro. Ma, e le ragioni urbanistiche e ambientaliste? Certo, alla fine danno l’impressione di non essere attendibili ma false e cavillose. In qualche modo si tranquillizzino oppositori e ribelli vari. E, comunque, basta! Perché reazioni tanto chiassose? Ma ora, finalmente, ho chiuso con i pensieri sinistri. Apro gli occhi. Nel frattempo il sole splende caldo. Presto giungerà maggio. Ci sarà la raccolta delle rose. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-5003956778554129325?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/5003956778554129325/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=5003956778554129325' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5003956778554129325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/5003956778554129325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/02/la-penso-come-lui-di-mario-pulimanti.html' title='&quot;la penso come lui&quot;, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-2863232644084334505</id><published>2007-02-07T10:52:00.000-08:00</published><updated>2007-02-07T10:53:42.420-08:00</updated><title type='text'>La lobby del pallone, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho una certa  considerazione del mio spirito critico. Anche se non amo molto i dettagli. Troppi dettagli significano sempre difficoltà, e difficoltà significano un disturbo della mia pace interiore, e questo non posso sopportarlo. Preferisco, comunque, non immischiarmi in problemi che mi risultano troppo sgradevoli e mi getterebbero soltanto nella più penosa incertezza e inquietudine laddove, proprio per far uso della mia ragione, avrei bisogno di certezza e di quiete. E quello che più non mi piace sono le fantasticherie della gente superstiziosa: stregoneria e cartomanzia, uso di amuleti, malocchio, scongiuri, magie di luna piena e quant’altro questa gente riesce ad escogitare. Usanze pagane ancora vive ai nostri giorni. E’ deprimente constatare come simili usanze pagane non siano ancora state sradicate dopo il solido insediamento, più che millenario, della religione cattolica. E’ deprimente constatare, inoltre, come va il mondo oggi. Basta guardare al calcio! Filippo Raciti non era stato ancora sepolto quando Antonio Matarrese ha detto: "lo spettacolo deve continuare". Lo avesse detto il cliente di un bar sarebbe stato fastidioso, detto dal presidente della Lega Calcio professionisti, cioè una delle due massime cariche del pallone, fa riflettere. Del resto Matarrese ha detto quello che pensano anche molti presidenti delle società di calcio: bisogna ricominciare in fretta, per motivi di vil moneta. Dimenticato Raciti a velocità supersonica, la lobby del pallone, attraverso le parole del suo condottiero ha fatto capire perché il calcio è ridotto così: si deve mettere il denaro e l'interesse davanti a qualunque cosa. Secondo Matarrese, quindi, lo stop non serve. Anzi, è sinonimo di debolezza e fermare il calcio non può certo far riflettere i teppisti.? In un paese normale Matarrese sarebbe già stato dimesso. In un paese normale, prima di cominciare a riprendere a giocare avrebbero aspettato qualche giorno. Avrebbero, almeno, cercato di salvare le apparenze. Ma salvare le apparenze non è una priorità, per il mondo del calcio che ha dimenticato calciopoli. E così, a poco a poco, lo shock di Catania passerà per tutti. A poco a poco la morsa dell’angoscia si allenterà, e del povero Filippo Raciti non resterà che un vago ricordo. Ma calma, io non dimenticherò! Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;br /&gt;Autorizzo la redazione a usare i dati,  compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla.  Lido di Ostia - Roma 7/2/2007.  Mario Pulimanti, residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121, Lido di Ostia-Roma.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-2863232644084334505?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/2863232644084334505/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=2863232644084334505' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2863232644084334505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/2863232644084334505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/02/la-lobby-del-pallone-di-mario-pulimanti.html' title='La lobby del pallone, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-8701202312492501013</id><published>2007-02-01T05:03:00.001-08:00</published><updated>2007-02-01T05:03:55.124-08:00</updated><title type='text'>I Pacs, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi chiamo Mario. Mario Pulimanti e faccio l’impiegato. Ho preso l'abitudine di firmarmi evidenziando, oltre il nome, anche la mia località di residenza. E' diventato il mio inconfondibile marchio di fabbrica. Sono immerso nei miei pensieri che, in qualche punto del loro intreccio, del loro mulinello, contengono una variante della stessa domanda: perché c’è oggi chi chiede a gran voce una legge a favore dei Pacs? Che barba: non si può più aprire il giornale senza imbattersi in dichiarazioni pro o contro  le unioni civili. Perfetto: intaccano il modello di famiglia tradizionale formata da un uomo e una donna. Attenzione: la Spagna di Zapatero dimostra, invece, che non è vero. Io dico: il progresso non può uccidere le nostre tradizioni. Vabbè il rispetto verso gli altri. E' giusto. E' naturale. Però, con l'uscita di un testo di legge che in definitiva possa aprire anche alle coppie gay, si finisce con l’accettare modelli concorrenziali alla famiglia tradizionale, gettando alle ortiche i valori che la Chiesa cattolica presenta ai giovani, come ha anche ricordato Benedetto XVI, affermando che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna basato sulla “realtà sessualmente differenziata” e con le loro “esigenze di complementarità”. Ritengo che il nuovo Governo, invece di legiferare su una materia così delicata, farebbe piuttosto meglio a venire incontro con aiuti concreti alle famiglie italiane, alle prese con tante difficoltà economiche. Sono, infatti, sempre di più i problemi che si devono affrontare per formare una famiglia, far figli, mantenerli, conciliare orari di lavoro, trovare alloggi, pagare mutui, ecc. Aspetti che le istituzioni sembrano invece trascurare, penalizzandoli. Bè, a torta finita, è così. Che bello! Vi piace tutto questo? Figuratevi: a me manco per idea. Non ho nient’altro da dire. A kiss and a big hug. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;br /&gt;Autorizzo la redazione a usare i dati,  compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla.  Lido di Ostia - Roma 30/1/2007.&lt;br /&gt; Mario Pulimanti, residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121, Lido di Ostia-Roma.&lt;br /&gt; Recapiti telefonici: (Casa) 06/56342306; (Ufficio) 06/46653061;Cellulare: 3336981629.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27573619-8701202312492501013?l=daivisitatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://daivisitatori.blogspot.com/feeds/8701202312492501013/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27573619&amp;postID=8701202312492501013' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8701202312492501013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27573619/posts/default/8701202312492501013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://daivisitatori.blogspot.com/2007/02/i-pacs-di-mario-pulimanti.html' title='I Pacs, di Mario Pulimanti'/><author><name>ignaziomazzoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17026195924070318715</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27573619.post-3932594997148016572</id><published>2007-01-19T10:20:00.000-08:00</published><updated>2007-01-19T10:21:54.759-08:00</updated><title type='text'>Tasse, di Mario Pulimanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Oggi fa un caldo del diavolo. Pausa pranzo, c’è frastuono al bar. Colleghi difendono la finanziaria. Ho un diavolo per capello. Molto bella, esclamo beffardo: purtroppo la nuova finanziaria condanna alcuni a essere poveri e altri a godere di ricchezze e benessere. Fa degli uni dei miserabili, sebbene dedichino al lavoro tutte le loro energie, e degli altri i destinatari di ogni felicità, benché vivano nell’ozio. Vogliamo farla finita con il sistema di sfruttamento di dipendenti e pensionati, dando anche a loro la libertà di guadagnare di più e senza pagare troppe tasse? Dando a tutti il diritto di autodifendersi dall’eccessiva pressione fiscale, senza necessità di un gruppo di economisti prestati alla politica che impartiscano ordini o infliggano castighi? Non c’è risposta, tanto essa è evidente. L’atmosfera si rilassa all’improvviso: torna subito la calma. Ringalluzzito, torno in ufficio. In un attimo il bar si svuota. Di colpo. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)&lt;/div&gt;&lt;d
