Friday, February 16, 2007

"la penso come lui", di Mario Pulimanti

Inquietudine: siamo arrivati alla manifestazione di Vicenza contro l'ampliamento della base americana. La retata brigatista ha creato un clima di disorientamento e di allarme. E Prodi, che correva il rischio di veder sfilare alcuni membri del proprio governo, è stato ascoltato quando ha ripetuto ai suoi alleati che non si protesta contro un governo di cui si fa parte. Ma c’è tensione. Amato in Parlamento ha denunciato il rischio che a Vicenza “si saldino spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine”. Teme, difatti, che nella frangia estrema della sinistra radicale (movimenti, centri sociali) si annidino gruppi che simpatizzino per il terrorismo. Intanto: “Siamo certamente al ridicolo” dice Berlusconi. “Il no all'allargamento della base di Vicenza sarebbe un atto grave per il suo valore simbolico e politico”. Chiudo gli occhi. Naturalmente a me non va bene così. Vabbè, lo ribadisco persino in modo esplicito: la penso come lui. Beh, adesso l’ho precisato: mi sento infinitamente sollevato. Più di tutto mi sconcerta l’animo dei contestatori. Anti-occidentale, anti-americano, anti-chi non la pensa come loro. Ma, e le ragioni urbanistiche e ambientaliste? Certo, alla fine danno l’impressione di non essere attendibili ma false e cavillose. In qualche modo si tranquillizzino oppositori e ribelli vari. E, comunque, basta! Perché reazioni tanto chiassose? Ma ora, finalmente, ho chiuso con i pensieri sinistri. Apro gli occhi. Nel frattempo il sole splende caldo. Presto giungerà maggio. Ci sarà la raccolta delle rose. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)

Wednesday, February 07, 2007

La lobby del pallone, di Mario Pulimanti

Ho una certa considerazione del mio spirito critico. Anche se non amo molto i dettagli. Troppi dettagli significano sempre difficoltà, e difficoltà significano un disturbo della mia pace interiore, e questo non posso sopportarlo. Preferisco, comunque, non immischiarmi in problemi che mi risultano troppo sgradevoli e mi getterebbero soltanto nella più penosa incertezza e inquietudine laddove, proprio per far uso della mia ragione, avrei bisogno di certezza e di quiete. E quello che più non mi piace sono le fantasticherie della gente superstiziosa: stregoneria e cartomanzia, uso di amuleti, malocchio, scongiuri, magie di luna piena e quant’altro questa gente riesce ad escogitare. Usanze pagane ancora vive ai nostri giorni. E’ deprimente constatare come simili usanze pagane non siano ancora state sradicate dopo il solido insediamento, più che millenario, della religione cattolica. E’ deprimente constatare, inoltre, come va il mondo oggi. Basta guardare al calcio! Filippo Raciti non era stato ancora sepolto quando Antonio Matarrese ha detto: "lo spettacolo deve continuare". Lo avesse detto il cliente di un bar sarebbe stato fastidioso, detto dal presidente della Lega Calcio professionisti, cioè una delle due massime cariche del pallone, fa riflettere. Del resto Matarrese ha detto quello che pensano anche molti presidenti delle società di calcio: bisogna ricominciare in fretta, per motivi di vil moneta. Dimenticato Raciti a velocità supersonica, la lobby del pallone, attraverso le parole del suo condottiero ha fatto capire perché il calcio è ridotto così: si deve mettere il denaro e l'interesse davanti a qualunque cosa. Secondo Matarrese, quindi, lo stop non serve. Anzi, è sinonimo di debolezza e fermare il calcio non può certo far riflettere i teppisti.? In un paese normale Matarrese sarebbe già stato dimesso. In un paese normale, prima di cominciare a riprendere a giocare avrebbero aspettato qualche giorno. Avrebbero, almeno, cercato di salvare le apparenze. Ma salvare le apparenze non è una priorità, per il mondo del calcio che ha dimenticato calciopoli. E così, a poco a poco, lo shock di Catania passerà per tutti. A poco a poco la morsa dell’angoscia si allenterà, e del povero Filippo Raciti non resterà che un vago ricordo. Ma calma, io non dimenticherò! Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla. Lido di Ostia - Roma 7/2/2007. Mario Pulimanti, residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121, Lido di Ostia-Roma.

Thursday, February 01, 2007

I Pacs, di Mario Pulimanti

Mi chiamo Mario. Mario Pulimanti e faccio l’impiegato. Ho preso l'abitudine di firmarmi evidenziando, oltre il nome, anche la mia località di residenza. E' diventato il mio inconfondibile marchio di fabbrica. Sono immerso nei miei pensieri che, in qualche punto del loro intreccio, del loro mulinello, contengono una variante della stessa domanda: perché c’è oggi chi chiede a gran voce una legge a favore dei Pacs? Che barba: non si può più aprire il giornale senza imbattersi in dichiarazioni pro o contro le unioni civili. Perfetto: intaccano il modello di famiglia tradizionale formata da un uomo e una donna. Attenzione: la Spagna di Zapatero dimostra, invece, che non è vero. Io dico: il progresso non può uccidere le nostre tradizioni. Vabbè il rispetto verso gli altri. E' giusto. E' naturale. Però, con l'uscita di un testo di legge che in definitiva possa aprire anche alle coppie gay, si finisce con l’accettare modelli concorrenziali alla famiglia tradizionale, gettando alle ortiche i valori che la Chiesa cattolica presenta ai giovani, come ha anche ricordato Benedetto XVI, affermando che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna basato sulla “realtà sessualmente differenziata” e con le loro “esigenze di complementarità”. Ritengo che il nuovo Governo, invece di legiferare su una materia così delicata, farebbe piuttosto meglio a venire incontro con aiuti concreti alle famiglie italiane, alle prese con tante difficoltà economiche. Sono, infatti, sempre di più i problemi che si devono affrontare per formare una famiglia, far figli, mantenerli, conciliare orari di lavoro, trovare alloggi, pagare mutui, ecc. Aspetti che le istituzioni sembrano invece trascurare, penalizzandoli. Bè, a torta finita, è così. Che bello! Vi piace tutto questo? Figuratevi: a me manco per idea. Non ho nient’altro da dire. A kiss and a big hug. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla. Lido di Ostia - Roma 30/1/2007.
Mario Pulimanti, residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121, Lido di Ostia-Roma.
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