Monday, October 30, 2006

Pendolare stanca di Mario Pulimanti

Sono sulla metro di Ostia diretto a Roma. Mi sono alzato con un fastidioso mal di testa. Quindi vado a lavorare controvoglia. Penso a mio padre. E’ morto qualche anno fa e la sua perdita mi ha segnato profondamente. Aveva solo sessantasei anni. Arrivo alla stazione della Piramide, ma il mio viaggio continua. Debbo, infatti, arrivare fino a Termini con un’altra linea della metro: l’affollatissima B. Scendo di sotto con la scala mobile. Mi rendo conto, appena vedo la piattaforma, che difatti è affollata all’inverosimile. Più del solito. Deve esserci stato qualche guasto e probabilmente non arrivano treni da almeno un quarto d’ora. Scendo dalla scala mobile. Tempo cinque minuti e arriva un treno, ogni centimetro di carrozza stipato di corpi sudati, accartocciati, pigiati in un insieme compatto. Non provo neanche a salire, ma nel pandemonio di persone che sgomitano per aprirsi un varco l’una sull’altra, riesco a guadagnare la prima linea della piattaforma e resto in attesa del convoglio seguente. Che arriva alcuni minuti dopo, ma pieno zeppo come il precedente. Quando le porte si aprono e qualche passeggero dalla faccia paonazza si fa largo tra la folla in attesa, mi pigio dentro e respiro una boccata d’aria viziata, stagnante Mi sembra che l’aria sia passata per i polmoni di ciascuno un centinaio di volte. Altra gente s’ammassa alle mie spalle e mi trovo spiaccicato tra un giovane arabo ed il vetro divisorio che ci separa dall’area dei posti a sedere. Normalmente avrei preferito mettermi con il naso pigiato contro il vetro, ma quando ci provo scopro una gran chiazza viscida, proprio ad altezza del mio viso, un accumulo di sudore e di unto lasciato dalla testa dei passeggeri che si sono strusciati contro la lastra trasparente, così non posso far altro che girarmi e fissare, occhi negli occhi il ragazzo che ho davanti. Quando al terzo o quarto tentativo si chiudono le porte io e lui ci ritroviamo ancora più pigiati perché la gente accalcatasi sulla porta senza riuscire a entrare finisce con lo stiparsi dentro insieme a noi. Se dovessi svenire non cadrei in terra perché spazio per cadere proprio non c’è. Arrivo a Termini decisamente provato. Al contempo penso che mi farebbe bene bere un caffè. Che prendo subito prima di entrare in ufficio. E’ proprio vero: pendolare stanca! Mario Pulimanti (Lido di Ostia - Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla. Roma, 26/10/2006. Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma) Residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121 Lido di Ostia-Roma. Recapito telefonico: Cellulare: 3336981629- Telefoni: (Ufficio) 06/46653061; (Casa) 06/56342306.

“Tassinari” cari e arrabbiati di Mario Pulimanti

Con una mano digito sui tasti del mio PC, nell’altra ho il terzo pezzo di dolce che ha fatto mia moglie. Lei non usa mai un comune cioccolato per dolci: solo autentico Perugina. Adesso vi state chiedendo chi sono io? Beh, eccovi accontentati. Ho 51 anni. Da tempo ho lasciato alle spalle la timidezza dell’infanzia e dell’adolescenza. E’ sera, sono a casa davanti al computer e, mentre scrivo, mi accorgo di avere gli occhi gonfi e rossi per la troppa consuetudine con lo schermo del PC, che uso sia al lavoro che a casa, agli angoli della bocca cominciano da tempo a farsi avanti rughe profondamente incise, il profilo della mascella non è sfuggito all’incipiente doppio mento. I capelli, una volta neri, sono ormai bianchi e, per di più, in questo momento reclamano disperatamente un taglio. La mia non è una faccia che attira simpatia, eppure, al contempo, è una faccia che non nasconde nulla, una faccia di cui ci si può fidare. Simonetta, mia moglie, essendo nativa dell’Alta Sabina, carezza spesso il desiderio di stare in campagna. Lei dice della campagna vera, di cui il parco dell’Appagliatore, recentemente inaugurato dal Sindaco Veltroni, è, a suo dire, poco più di una volgare parodia. Ieri passeggiavamo. Abitiamo vicino a Piazza delle Repubbliche Marinare. Le mostro l’angolo sud-est, dove c’è una specie di giardino. Mi risponde che qui, invece del silenzio incantato delle sue colline, si sente il sobbalzare delle macchine e, dato che Ostia è vicino a Fiumicino, anche il continuo rombo degli aerei . Né, aggiunge la fedigrafa, vi sono rondini o usignoli a guardarci dagli alberi di Corso Duca di Genova, bensì piccioni metropolitani, grandi storni con il loro guano e cornacchie nere e grosse come galletti amburghesi. “Non dire stupidaggini” dico. “Non sono sicura d’aver capito” risponde con una punta di sacrosanta indignazione. E, sorridendo, mi stringe con forza tra il pollice e l’indice, piegandomeli. Ma, nel frattempo, cosa sta succedendo intorno a noi? Passeggiamo tra persone sgarbate, barboni ubriachi, signore profumate, transessuali impomatati, studenti svogliati ed anche un po’ bulli e tassisti arrabbiati contro la liberalizzazione delle licenze decisa da Bersani nell’ambito della manovra-bis. Tale misura aveva, infatti, suscitato una dura reazione di tutta la categoria dei tassisti per la grave preoccupazione che si potesse giungere alla concentrazione dei titoli in poche mani ed alla trasformazione dei tassisti in salariati. Per questo motivo un emendamento ha modificato la normativa relativa alla liberalizzazione dei taxi in modo da alleggerirne le conseguenze sulla categoria, pur conservando intatto lo spirito e gli effetti del provvedimento. In effetti la misura iniziale comportava una certa rigidità e lentezza dei tempi di adeguamento dell’offerta all’esigenza dei consumatori. In pratica le principali misure apportate con il cosiddetto “pacchetto Bersani” sulle liberalizzazioni approvato con il decreto-legge n. 223 del 4 luglio 2006 e definitivamente convertito dalla Legge n. 448 del 4 agosto 2006, per i tassisti prevedono una nuova disciplina del servizio ed aumento dei mezzi in circolazione attraverso la programmazione a livello locale. Sono anche previste possibilità per i tassisti di ampliare i turni di lavoro, avvalendosi di dipendenti o familiari, e per i consorzi di utilizzare veicoli aggiuntivi. Ora i tassisti cantano vittoria, anche se Bersani è convinto di aver portato a casa misure che garantiranno il potenziamento del servizio. A questo punto mi chiederete perché ho parlato del problema della deregulation sulle licenze dei taxi. Tranquilli, vi rispondo subito. Lo spunto me l’ha dato il mio carissimo amico Giorgio, ciellino come me. Stavamo tranquillamente parlando di Formigoni, di Lotito e della Kidman, quando improvvisamente mi ha voluto raccontare un episodio increscioso accaduto alla madre il giorno prima. Lei, maestra in pensione, da alcuni anni ha alcuni problemi alle articolazioni che le impediscono di muoversi come vorrebbe ed, in caso di sforzo prolungato, le provocano gonfiore e dolore alle giunture e stanchezza. Per questo motivo sia lui che la sorella Antonella spesso l’accompagnano in macchina a trovare i parenti o a fare dei controlli medici periodici. Purtroppo destino ha voluto che l’altro giorno né Giorgio, né Antonella potessero accompagnarla ad una visita medica. Per questo motivo ha chiamato un taxi. Terminata la visita ne ha chiamato un altro che, però, si è presentato dopo due ore di attesa. Alle sue ovvie, ma garbate, lamentale il tassista prima le ha consigliato di prendersela con il famigerato Ministro Bersani, poi, a seguito di una sua timida difesa dell’attuale Governo, con tono maleducato l’ha invitata a scendere. Ed è così che la mamma di Giorgio, lasciata in mezzo ad una via trafficata, non ha potuto far altro che recarsi, pian pianino, alla più vicina fermata dell’autobus. Delusa ed amareggiata. E dire che se invece che a Roma fosse nata a New York, dove c’è sempre stata la liberalizzazione delle licenze dei taxi, la mamma di Giorgio avrebbe potuto prendere tranquillamente uno dei tantissimi taxi che lì ci sono pagando, oltretutto, meno della metà di quanto si paga qui da noi dove “i tassinari” sono cari, arrabbiati e non esitano a farti spendere più euro possibili. Ho saputo che a volte alcuni di loro, approfittando della distrazione del passeggero, fanno giri lunghi rispetto all'itinerario. Sarà vero? Mah… Del resto, come ho detto, Bersani ha provato a migliorare la situazione. E loro come hanno reagito? Bloccando le città. Ah, sembra che alcuni di loro, ancora non contenti di quello che hanno finora ottenuto, minaccino altre proteste. Mario Pulimanti (Lido di Ostia - Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla. Roma, 25/10/2006. Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma) Residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121 Lido di Ostia-Roma. Recapito telefonico: Cellulare: 3336981629- Telefoni: (Ufficio) 06/46653061; (Casa) 06/56342306.

Friday, October 27, 2006

De Castro e i cibi sani di Mario Pulimanti

Ecco: sto scrivendo perché, da seguace di Don Gius, ritengo che il cristianesimo sia un culto missionario che desideri la salvezza di tutti gli uomini. In ogni caso, da vecchio ciellino, ritengo che pure le altre religioni siano portatrici di verità e di valori morali. Per di più, condivido la strada dell’autocritica intrapresa dal concilio Vaticano II e proseguita da papa Wojtyla, il Grande. Aborro, inoltre, l’orrore dello Shoah e penso che il mio Dio non assista impassibile alle sofferenze umane con un atteggiamento enigmatico ma, al contrario, sia un Dio buono, generoso, comprensivo verso i difetti degli uomini, pronto più a soccorrerli che a giudicarli. In realtà, oltre che ciellino, sono anche un dipendente del Ministero dell’agricoltura e, in quanto tale, gradirei evidenziare come l’attuale Ministro Paolo Di Castro, inizialmente accusato da più parti di aver assunto una posizione laica sugli Ogm, al contrario ha chiesto che il biologico sia Ogm free, mantenendo inoltre la presenza fortuita di Ogm autorizzati nelle sementi a livello zero. Perché parlo degli Ogm? Per il fatto che mi sono spaventato nel leggere che la trippa e la polenta siano cancerogeni. Il pesto anche, immagino, invece, che il cous cous sia sanissimo. Che tristezza! I fautori degli Ogm e del cibo Frankenstein sembrano voler cancellare persino i piatti simbolo della storia gastronomica italiana, avvelenare (con la paura, l’ansia, la minaccia) il grande gusto della tradizione, in un tentativo di sradicamento che, peraltro, tocca numerosi altri ambiti. Occorrerebbe protestare per questi attentati, non solo al buongusto, ma anche al nostro palato! Protesta, infatti, l’associazione Slow Food, che ha lanciato nei giorni scorsi un appello: “Più biodiversità, meno Ogm”, perché davvero non può essere vero che il cibo delle nonne faccia male e quello geneticamente modificato renda invece più giovani e aitanti. Alla mobilitazione hanno risposto molti ristoranti sparsi in tutta Italia. Un tuffo nella sana tradizione italiana, alla faccia di chi, forse, ci vorrebbe tutti a fare la fila da Mc Donald’s. Lo sforzo è necessario, mentre si moltiplicano i tentativi di propagandare gli alimenti geneticamente modificati come più sicuri e buoni. Serve, invece, grande chiarezza, corretta informazione, difesa dei prodotti tradizionali e di chi li coltiva, rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori. Oltre al Ministro De Castro, sono molti ormai gli Enti locali (tra Regioni, Province e Comuni) che hanno già promulgato norme per dichiararsi “Ogm-free”, liberi da Ogm. Anche io vorrei, oggi idealmente schierarmi su questo fronte sempre più vasto, armandomi... di buon appetito, augurandomi che non abbiate scoperto in questo mio discorso elementi della filosofia cinica. In caso contrario, credetemi, ciò è avvenuto contro la mia volontà. Forse vedo le cose come un papà affettuoso pieno di premure per i miei figli, sia chiaro. Del resto al centro della mia vita c’è sempre stata la mia famiglia. Ed è un’utopia pratica, se così si può dire, sperare in cibi genuini per i nostri cari? Altrimenti sul problema della massima precauzione in materia di ogm free il pericolo del fondamentalismo alimentare è alle porte. Ed è per questo motivo che condivido ancora di più l’impegno serio e concreto assunto da De Castro affinché sia garantita una produzione e un'alimentazione libera dagli Ogm che si riproducono, si diffondono e mettono a rischio la nostra agricoltura e la nostra alimentazione senza chiedere autorizzazioni o permessi. Certo non è facile il compito di De Castro, che si trova comunque a dover contrastare le pressioni delle potenti lobby industriali, favorevoli agli Ogm. Basti pensare che ad agosto è arrivato in Europa, attraverso un carico nel porto di Rotterdam, il riso americano Ogm della Bayer che, dopo essere passato attraverso Germania, Francia, Svizzera, è riuscito purtroppo a superare anche le frontiere italiane. La vicenda è grave. Quindi, dato che è la domanda di consumatori e agricoltori ad orientare l’offerta del mercato, facciamo tutti attenzione ad escludere sempre gli Ogm dalle filiere di produzione. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla. Roma, 20/10/2006. Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma) Residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121 Lido di Ostia-Roma. Telefono: 06/56342306. Cellulare: 3336981629-

Bibbia e Corano di Mario Pulimanti

Mi chiamo Mario ed abito a Ostia. Rientro a casa dal lavoro. Sono seduto su un duro sedile di un vagone del metrò. Socchiudo gli occhi, perso nelle mie riflessioni. Sarà per il fatto che sono stanco. Sarà perché mi sento una fame da lupi come mi accadeva quando avevo appena dato un esame all’Università. Non lo so. Però penso, penso, penso… Non sono certamente un uomo con una posizione appetibile. Sono solo un funzionario statale bloccato al nono livello da molto tempo. Da quando va vanti questa storia? Da 16 anni. Funzionario statale suona, comunque, un po’ stalinista, a mio parere. Penso ad un mio amico del quale sono stato il testimone di nozze. E’ una cosa che fra uomini come me dovrebbe rappresentare un legame per tutta la vita. Eppure ultimamente ci siamo visti poco. Ho deciso, appena torno a casa gli telefono. Parola di giovane marmotta. Ma ecco che, riflettendo e rimuginando, a un tratto mi trovo, ahimè, coinvolto in mistiche congetture. Mio malgrado, sia ben chiaro! Ecco, davanti a me vedo il discepolo senza nome vicino a Maria di Cleofa, mentre al suo maestro crocifisso gli viene inferto un colpo di lancia nel petto. Intanto Anna, il sacerdote assassino, ride del Gesù morente sulla croce, insieme a Satana, capo delle forze del male, che perde però la battaglia definitiva quando Cristo, l’Unto, risorge. “Eli, Eli, lemà sabactàni?” Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? Io, cattolico ciellino, mi servo del dogma per uscire fuori dai miei dubbi razionali. Quindi penso al Corano, che non ha difficoltà nell’esortare a diffondere le sue verità religiosa anche con la forza fisica. E’ facile dire che la nostra arma è la parola. Mi ricordo che alcuni giorni fa ho rivolto queste mie devote perplessità a Stefano, mio fratello. Ricordo anche che lui, sornione, mi ha lanciato un’occhiata stupita, consigliandomi di non fumare troppo pakistano nero. Mah… Cosa avrà voluto dire? La metro va e io continuo a pensare. Il cattolicesimo non prevede la fine imminente di questo mondo e si aspetta l’instaurazione del regno di Dio, non tramite una campagna politico-militare, né mediante la conquista politica del potere. Il suo messaggio è diverso da quello dell’Islam. Questo anche per merito del pensiero politico liberale sviluppatosi in Occidente nel secolo scorso, anche per merito di cattolici-modernisti come Hugues-Félicité Robert de La Mennais, Jacques Maritain, Vincenzo Gioberti, Antonio Rosmini e Alessandro Manzoni, secondo i quali la religione è un’attività separata e distinta dalla politica. Invece l’Islam è rimasto antico, non avendo mai operata questa separazione tra religione e politica. E se Mazzini fosse nato a Beirut, invece che a Genova? Ah, tra un pensiero e l’altro sono finalmente tornato a casa. Alla prossima! Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera e a pubblicarla. Roma, 13/10/2006. Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma) Residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121 Lido di Ostia-Roma. Telefono: 06/56342306. Cellulare: 3336981629-

Friday, October 06, 2006

Tanto pè ricordà Nino Manfredi di Simonetta D'Ippoliti Pulimanti

Ieri sera stavo sul balcone con mio marito Mario a gustarmi una splendida ottobrata romano-lidense. Forse sarà stato il clima gradevole, forse il vinello sabino che ci siamo portati da Collevecchio, forse perché siamo abbonati al teatro di Ostia che porta il suo nome, il fatto è che ad un certo punto c’è venuto spontaneo canticchiare il ritornello di “Tanto pè canta” del grande Nino. Sì, proprio lui, Nino Manfredi. E adesso mi è venuta voglia di scrivere al giornale per ringraziare Nino per la sua arte e per aver scelto Roma come sua città. È vero che ci restano i suoi film, ma da quando non c’è più ci sentiamo più soli, senza di lui. Con lui se n'è andata una generazione di grandissimi artisti. Nonostante questo Nino è sempre stato semplice e disponibile con tutti, senza assumere mai aria da divo. Dentro di me Nino sarà sempre vero Rugantino. Sarebbe bello se lo Stato si ricordasse di questo grande artista, sia per la sua famiglia che per noi cittadini che lo abbiamo sempre stimato, unico anche ad esprimere disincanto e disillusioni con la sua recitazione e con quel suo inconfondibile sguardo a metà tra l'ironico e il malinconico. Ci manca moltissimo. Troppo! Simonetta D'Ippoliti Pulimanti (Lido di Ostia - Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera. Roma, 6/10/2006. Simonetta D’Ippoliti Pulimanti (Lido di Ostia-Roma) Residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 3 , c.a.p. 00121 Lido di Ostia-Roma. Telefono: 06/56342306. Cellulare: 3388354178-

Tuesday, October 03, 2006

L'alchimista Prodi e la finanziaria filosofale - 2 post di Mario Pulimanti

Preparatevi, perché la mia visione del mondo potrebbe non coincidere esattamente con la vostra. Venerdì il Consiglio dei Ministri ha esaminato la finanziaria 2006. Si capovolge la logica alla base dei due moduli targati Tremonti che aveva trasformato le detrazioni in deduzioni e si torna al vecchio sistema. Il ritorno alle detrazioni sarà accompagnato da un incremento consistente degli importi per i famigliari a carico. Ma sarà vero che in questo modo si determinerà un alleggerimento del prelievo a favore dei nuclei più numerosi e di quelli monoreddito? Se così fosse io ne sarei avvantaggiato. Speriamo. Anche perché i problemi economici, in questa epoca post-euro, li abbiamo un pò tutti. A meno che Prodi & Co non pensino di risolverceli prendendo tempo, in attesa che presto ci spuntino le ali, tiriamo fuori le nostre arpe e andiamo a occupare la nostra nuvoletta in cielo! E, mentre questo tragico dubbio mi assale, improvvisamente mi trovo immerso in bizzarri pensieri economici-finanziari, alla ricerca spasmodica di qualche modo per risolverli. Immagino, così, di essere un maestro di alchimia, l'antica arte considerata la progenitrice della chimica moderna, che veniva praticata nei tempi andati ed il cui obiettivo principale era la ricerca della famosa pietra filosofale, che si credeva potesse guarire tutte le malattie ed avesse la capacità di trasformare i metalli in oro, cosicché chi l’avesse posseduta sarebbe potuto diventare come un novello Re Mida, sovrano entrato nella mitologia per trasformare tutto ciò che toccava in oro. Nella serie fantastica di Harry Potter la pietra filosofale compare nel primo episodio, che ha appunto questo titolo, ed è custodita in un corridoio segreto ad Hogwarts da un enorme cane a tre teste. Ma questa è un’altra storia. Intanto io per un attimo mi illudo appunto di essere un famoso alchimista che, dopo una vita spesa negli studi, ha finalmente trovato la possibilità di coronare quello che per secoli è stato il sogno non realizzato di tanti alchimisti, la pietra filosofale, portatrice sana di ricchezza e di gloria! Mah… Torno subito, purtroppo, con i piedi per terra augurandomi che questo Governo possa regalarci, se non proprio una pietra che trasformi il metallo in oro, almeno una bella finanziaria che sia in grado di trasformare il nostro stipendio di euro se non in oro quantomeno… in argento!
2 - Vorri essere ricco.
Gradirei diventare ricco per poter realizzare dei sogni incredibili che, però, fino a qualche anno fa, nel periodo pre-euro, riuscivo tranquillamente a realizzare. Non sto parlando certamente di un cottage in montagna, di una villa in riva al mare o di una villetta di campagna, sarebbe veramente troppo! Ma non sto alludendo nemmeno ad una macchina molto potente, perché servirebbe troppa benzina o al mangiare smoderatamente, perché ingrasserei! Desidererei, invece, essere ricco solo per il semplice gusto di pagare il bollo della macchina, cambiare gli pneumatici, aggiungendo chiaramente anche la convergenza, l’equilibratura ed il cambio periodico dell’olio. Visto che ci sono farei anche la revisione e il famoso bollino blu antinquinamento, giusto per il gusto di esagerare. Vorrei essere ricco anche per poter pagare l’Irpef qualche giorno prima della scadenza e non qualche mese dopo. Vorrei a questo punto strafare e pagare perfino l’Ici e la tassa dei rifiuti ed inoltre le bollette della luce, dell’acqua, del gas e del telefono. Aggiungo allora le spese del condominio e la mensa scolastica. Per non dimenticare l’abbonamento Rai, l’assicurazione della macchina, gli zaini, i quaderni, le tasse scolastiche ed i libri dei ragazzi che vanno a scuola, Alessandro in seconda media e Gabriele universitario presso la facoltà di Giurisprudenza di Roma 3. Insomma vorrei essere tanto ricco per poter fare tutte quelle cose che fino a qualche anno non mi intimorivano, mentre ora mi mettono in apprensione.
Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
Autorizzo la redazione a usare i dati, compresi il mio nome e cognome, forniti nella mia lettera. Roma, 3/10/2006. Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma) Residente in Corso Duca di Genova n. 253, scala B, interno 7, c.a.p. 00121 Lido di Ostia-Roma. Telefono: 06/56342306. Cellulare: 3336981629-